Maggio alla CASAMATTA!

MAGGIO ALLA CASAMATTA!

Ogni mese la Casamatta (in via Conciliazione n. 118 a Mantova) si arricchisce di nuove attività e iniziative: una moderna Casa del Popolo nel cuore di Mantova! Ecco qui il calendario di maggio:

Sabato 5 – PAN DI RIPPA (prima distribuzione)
dalle 10 alle 12:30. Parte ufficialmente il progetto Pan di Rippa, un pane che unisce solidarietà e memoria storica. Se vuoi avere maggiori informazioni e/o prenotare del pane, vienici a trovare sabato o visita la sezione del sito dedicata: https://equalmn.wordpress.com/pan-di-rippa/

Mercoledì 9 – ALL LOVE IS EQUAL
ore 21:00 incontro con gli organizzatori del Mantova Pride 2018 per conoscere il percorso di questo importantissimo evento per la nostra città e per organizzare insieme la partecipazione di eQual!

Sabato 12 – Arduino Day 2018 Mantova
dalle 14:30 alle 18:30 un pomeriggio di allestimenti, demo, presentazioni e prodotti basati sulla piattaforma open-source ARDUINO. Un appuntamento imperdibile per tutti/e gli amanti della tecnologia e della condivisione dei saperi. (dalle 17 Robot Wars con modelli autocostruiti!)

Lunedì 14 – ASSEMBLEA MENSILE EQUAL
ore 18:30. Come tutti i secondi lunedì del mese, appuntamento per tutti gli/le iscritti/e, simpatizzanti e militanti dell’associazione per discutere e decidere insieme iniziative, attività e temi di attualità della nostra città.

sabato 19 – OPEN DAY CASAMATTA!
dalle 10 alle 17. Vuoi aderire all’associazione eQual? Vuoi proporre nuove iniziative per la Casamatta? Vuoi acquistare la maglietta ufficiale con la celebre Q? Vuoi solamente passare per due chiacchiere? Sabato 19 la Casamatta sarà aperta tutto il giorno: passa a trovarci!

Lunedì 21 – CORSO LETTURA BUSTA PAGA
dalle 19. Nuovo appuntamento con l’incontro di autoformazione gratuita organizzato dallo Sportello PreQario. Conosciamo i nostri diritti per difenderli meglio!

VUOI ADERIRE ALL’ASSOCIAZIONE? Ecco qui il pratico modulo on-line: http://bit.ly/2BEo1bB

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CASAMATTA – Una moderna Casa del Popolo nel cuore di Mantova

CASAMATTAUna “Casa del Popolo” per la solidarietà e la giustizia sociale e ambientale

Sono passati poco più di tre mesi dall’inaugurazione della Casamatta in via Conciliazione n. 118 a Mantova, e le prime attività ci hanno già dato importanti indicazioni per il futuro. L’apertura della Casamatta è avvenuta nel pieno della campagna elettorale della lista Potere al Popolo, una campagna che come Associazione eQual ci ha viste e visti protagonisti sul campo, e che ci ha dato la possibilità di confrontarci con tantissime persone, di misurarci con i nostri limiti e di trarre importanti insegnamenti.

Durante la campagna e dal giorno dopo le elezioni, abbiamo fatto quello che pensiamo sia necessario: essere al servizio delle persone, dei lavoratori e dei territori, essere strumento di partecipazione e crescita collettiva. Ecco quindi che alla Casamatta trovano spazio attività come i corsi per la lettura della busta paga organizzati dallo Sportello PreQario e il laboratorio informatico di Arduino, il processore open source per una tecnologia libera; iniziative di solidarietà internazionale come la raccolta fondi per il Rojava e progetti di solidarietà cittadina, come il Pan di Rippa, un pane solidale a prezzo calmierato; momenti di approfondimento politico sui temi della tassazione equa e della ripubblicizzazione dei servizi di base, e momenti di confronto con i lavoratori impegnati in dure vertenze nelle fabbriche del territorio. Sono solo alcuni esempi: l’elenco continua e si arricchisce ogni settimana grazie all’apporto di idee e contributi che si sviluppano in un confronto continuo.

La Casamatta è già diventata e diventerà sempre più una moderna Casa del Popolo, un luogo di vita, accoglienza, organizzazione e azione, un luogo al servizio delle esigenze della città, dei lavoratori e delle realtà sociali che animano il territorio.

È una spinta ad agire che sta attraversando tutta l’Italia grazie al progetto politico di Potere al Popolo, che pone nell’apertura di nuove “Case del Popolo” un punto fondamentale di credibilità e radicamento. Siamo felici ed orgogliosi di far parte di questo grande fronte che da nord a sud resiste, si organizza e lavora per strappare metro dopo metro questo paese alla barbarie di sfruttamento, ingiustizia e corruzione nella quale vorrebbero ridurlo.

Vuoi partecipare attivamente o portare le tue idee e proposte? Cerchi un luogo dove concretizzare progetti e realizzare nuove attività? La Casamatta è aperta anche per te! Partecipa alle iniziative e/o contattaci: fai sentire la tua voce!

★ Festa della Liberazione a Mantova

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25 Aprile – ore 9.00
Giardini viale Piave, Mantova

★MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE★
Fedeltà alla Resistenza: nella memoria l’esempio, nella lotta la pratica

Le patriote e i patrioti che hanno combattuto per un’Italia libera dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista volevano un mondo di giustizia e libertà: non di certo questa realtà di guerra vigliacca, guerra contro i lavoratori e guerra tra poveri. Le urla ridicole dei gruppetti di nostalgici dei lager e dei saluti romani, servono a coprire i nuovi fascismi, basati su un capitalismo globale che divora le democrazie e la dignità dei cittadini. Onorare la Liberazione e Resistere a tutto questo significa fare come i nostri nonni: lottare per una società basata su uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale.

Insieme ad altre associazioni, da alcuni anni partecipiamo alla Manifestazione al Monumento della Resistenza in viale Piave, perché questa non si riduca a una celebrazione istituzionale. Mai come ora è necessario far sì che questi momenti siano condivisi e partecipati: gli attacchi politici alla Costituzione, la violenza dei nuovi fascismi (solo a Mantova un pestaggio neonazista in pieno centro e un omicidio maturato tra reduci dell’eversione nera degli anni Settanta) e il vuoto di valori, vanno combattuti concretamente; facendo riscoprire gli ideali di uguaglianza e libertà della Resistenza. Anche quest’anno vogliamo continuare questo percorso di partecipazione e cambiamento di un momento così importante per la città.

Con l’impegno di tutte e tutti si può fare: nella Memoria l’esempio, nella lotta la pratica.

Un Patto di Collaborazione per il territorio e la qualità della vita

Dopo la presentazione del Patto di Collaborazione in occasione dell’incontro del 9 aprile scorso, inerente i produttori locali ed etici di grani, lo scorso sabato abbiamo provveduto, attivisti e produttori, a sottoscriverlo formalmente per ribadire che non compriamo semplicemente del cibo, ma cerchiamo di coltivare e diffondere una diversa cultura del territorio e delle relazioni sociali.

Sabato scorso ha sancito anche il successo della prima edizione dell’acquisto di farine locali, permettendoci di distribuirne quasi 400 chili acquistati come Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Filo di Paglia”, progetto che il 21 novembre ha compiuto due anni di attività.
A seguire il testo del Patto di Collaborazione.

Noi,
nel nostro ruolo di cittadini attivi e consapevoli, di consumatori e produttori attenti al rispetto dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, della salute, consapevoli del processo di cambiamento positivo a beneficio di tutti che l’unione di intenti e di
azione può promuovere, sottoscriviamo oggi un patto di collaborazione per ribadire il nostro impegno quotidiano e collettivo per il raggiungimento di un mondo ed una società basata sulla giustizia sociale, l’equità e la solidarietà.
Sappiamo che l’impegno locale non basta per realizzare il cambiamento, ma sappiamo altrettanto che è dal locale e dalle organizzazioni di cittadini volenterosi che nascono consapevolezza, vero cambiamento e politiche all’avanguardia.
I princìpi, nei quali ci riconosciamo e per i quali vogliamo impegnarci insieme, sono:

ACCESSO AL CIBO
Attualmente nel mondo la produzione alimentare è sufficiente a soddisfare il fabbisogno
giornaliero di tutti. Nonostante questo dato, milioni di persone sono affamate o malnutrite. Questo perché l’alimentazione non è garantita come diritto e se non si hanno soldi sufficienti non si accede ad un’alimentazione adeguata. A livello di reddito corrisponde un determinato regime alimentare: spesso la dieta delle persone povere è contraddistinta in larga parte da carboidrati e grassi, cioè alimenti calorici, a basso prezzo, poche vitamine. La polenta degli anni 2000. Acquistare insieme facendo rete, accorciare la filiera, acquistare localmente garantisce a più persone l’accesso al cibo sano e ricco di vitamine, sali minerali fondamentali per uno sviluppo ed un mantenimento corretti dell’organismo.

AMBIENTE
L’ambiente è un elemento fondamentale dell’ecosistema in cui viviamo. Proteggere l’ambiente significa migliorare anche la qualità della vita degli esseri umani e delle altre specie, tutelando e rafforzando le capacità ecosistemiche. Fermare la cementificazione, l’uso di pesticidi/erbicidi, ridurre le emissioni dell’agricoltura, ripristinare le funzioni ambientali dei rivali, delle siepi campestri sono tutte azioni che possiamo sostenere attraverso l’acquisto presso contadini responsabili o attraverso l’azione diretta. L’abbattimento dell’uso di sostanze tossiche permette anche l’eliminazione della loro produzione.

BIODIVERSITÀ
La ricchezza di specie è essenziale per poter sempre disporre di varietà in grado di adattarsi nel migliore dei modi possibili alle condizioni ambientali. La monocultura inoltre espone la crescente popolazione mondiale a rischi di carestia legata sia ai cambiamenti climatici, sia a rischi patogeni. Una specie più adatta alla zona in cui cresce richiede anche meno (o nessun) fertilizzante, pesticida ed erbicidi di origine fossile a beneficio riflesso di salute e ambiente.

CONDIVISIONE
Migliorare le reti sociali ed allargare la consapevolezza permette alle persone di essere più vicine e presenti: di fronte alle difficoltà ma anche per il miglioramento della qualità della vita complessiva. La condivisione delle difficoltà, delle competenze, dei saperi fa aumentare la sicurezza sociale, promuove la coesione e la conoscenza del territorio, elemento imprescindibile per la sua tutela.

CONTARTIGIANATO
L’agricoltura è sempre stata contraddistinta dalla molteplicità delle attività. Oggi molti agricoltori sono poco più che “contoterzisti” nel proprio campo all’interno di una rigida suddivisione industriale del lavoro. Alcuni contadini, sempre di più, sentono l’esigenza di tornare a coltivare la pluriattività: non solo produzione ma anche trasformazione dei prodotti e produzioni artigianali. Questo coltiva la creatività, aumenta le possibilità del baratto e dello scambio paritario, contribuisce a migliorare la qualità della vita, la condivisione dei saperi e la cura del territorio, incentivando ad utilizzarlo in maniera varia e responsabile/conservativa/sostenibile.

DEMOCRAZIA PRODUTTIVA
Noi ci alimentiamo di pochissime specie e ne vengono coltivate poche di più. Questo perché la filiera delle sementi è governata a livello mondiale da pochi attori e la mentalità della standardizzazione del prodotto industriale è stata applicato anche all’agricoltura. È possibile far tornare in seno ai territori locali la possibilità di decidere quanto e cosa produrre al fine di migliorare la qualità della vita di tutti. Con lo studio della biodiversità locale ed il sostegno all’agricoltura alternativa è possibile tornare ad apprezzare la ricchezza di profumi, sapori dei diversi alimenti. Scegliendo di promuovere, sostenere una produzione più varia è possibile dar vita anche ad una più varia alimentazione: questo favorisce la flora batterica e dunque la salute del nostro organismo oltre a tutelare la biodiversità. Avvicinare inoltre la zona di consumo a quella di produzione permette di sapere che si tutela il luogo in cui si vive e vi si promuove l’occupazione equa.

LAVORO EQUO
Non tutti i lavori sono tutelati allo stesso modo. La presenza di tutele e diritti sostanziali – oltre che formali- è fondamentale. Studi confermano la sensazione diffusa che vivere in condizioni di precarietà lavorativa e dunque esistenziale, significa vivere meno e peggio. Il comparto agricolo, a causa della pressione della grande distribuzione e di attori compiacenti nella filiera, scarica i costi su chi materialmente lavora con i piedi nel campo. Acquistare collettivamente e da produttori responsabili permette di combattere le forme di neoschiavismo assicurando a tutti/e la possibilità di vivere dignitosamente del proprio lavoro. Insieme ci impegniamo ad applicare il contratto nazionale di categoria per i lavoratori salariati e a sostenere il lavoro dei contadini eticamente ed
ambientalmente responsabili.

SALUTE
L’uso di pesticidi ed erbicidi in agricoltura è accompagnato da molte istruzioni d’uso volte a limitarne gli effetti dannosi. Nonostante le precauzioni è possibile rintracciare tracce del più famoso erbicida, il Glifosato, anche all’interno del miele BIO e delle falde acquifere – superficiali e profonde, insieme ad altre decine di sostanze chimiche ad uso agricolo- delle campagne mantovane, come analizzato dall’ISPRA. Salute è anche non dover lavorare più di 6/8 ore al giorno. Una persona può permetterselo solo se riceve un adeguato compenso per il proprio lavoro. La maggior necessità di quest’ultimo non deve intaccare il riposo di chi è già occupato, ma promuovere nuovo impiego. Evitare l’uso di sostanze chimiche permette anche l’eliminazione dei loro residui dalla superficie e dall’interno dei cibi.

STAGIONALITÀ
Siamo abituati ad acquistare qualsiasi frutta e verdura in qualsiasi tempo dell’anno. Questo è possibile con l’uso di serre e di importazioni ambientalmente costose che permettono un allungamento del periodo di disponibilità del prodotto. È importante considerare però che gli alimenti da serra hanno una presenza inferiore di vitamine e sali minerali che la pianta dona al frutto solo grazie al giusto apporto di sole, acqua e terra. Imparare a non forzare i cicli produttivi consente di ottenere naturalmente prodotti più ricchi di sostanze nutritive, minerali e vitamine. Le sostanze che vengono a mancare nei terreni sfruttati vengono inserite eventualmente tramite costosi fertilizzanti industriali, che lasciano il terreno incapace di autorigenerarsi.

Associazione eQual
Fattoria “Coazzette”
Fattoria “Corte Cappelletta”
Fattoria “Cuore Verde”
Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Filo di Paglia”

Scarica qui il PDF del Patto

Per ricevere il bollettino periodico con le attività dell’associazione eQual, scrivi a gruppoequal@gmail.com;
Per ricevere il bollettino periodico con le attività e gli acquisti del Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Filo di Paglia” scrivi a gas.ilfilodipaglia.equal@gmail.com.

Ci trovi anche su Facebook: @equal.info, @GASfilodipaglia

A Cent’anni dalla Rivoluzione Russa

1917I giorni rivoluzionari che sconvolsero la Russia zarista ricordano che nonostante le difficoltà, gli errori e decenni di falsità di propaganda, i popoli hanno sempre il potere di fare la storia. C’era la guerra in quel 1917, con la vergognosa carneficina della Prima Guerra Mondiale, dove in ogni esercito morirono migliaia di operai e contadini mandati al massacro per volere degli imperi e dei grandi capitalisti.

La miccia esplose nella Russia ancora sotto il dominio feudale dello Zar, con il popolo alla fame che chiedeva pace, pane e giustizia sociale. Le masse in sciopero, i soldati ammutinati e la nascita della democrazia dei Soviet, i consigli per instaurare il potere popolare: il sogno di un nuovo ordine basato su libertà e uguaglianza, per far finire lo sfruttamento millenario dell’uomo sull’uomo.

La Rivoluzione non è una fiction televisiva, non è un pranzo di gala e non ha le mani pulite: quando una classe ne rovescia un’altra non tutto è perfetto o indolore. Solo una storia ferma e fasulla non si muove e non rompe gli schemi e, solitamente, questa è la storia di chi comanda da secoli e vorrebbe che tutto rimanesse com’è. Ogni volta che milioni di donne e di uomini danno invece una spinta alla storia, la terra trema e nello sconquasso tremano le mani avide di quei pochi che detengono tutto il potere del mondo.

Con tutti i suoi pregi e difetti, la Rivoluzione del 1917 ha illuminato il Novecento e in tutto il mondo ha rappresentato una speranza di Liberazione: oggi che il liberismo più vigliacco e assassino domina incontrastato, le insurrezioni del passato e ogni speranza di cambiamento vengono trattate come eresie da punire; perché i poveri e gli sfruttati non provino mai più a spezzare le loro catene.

Noi pensiamo che ci si debba provare ancora.

BLOCCATO SFRATTO A MOTTEGGIANA

bastasfrattiIeri abbiamo partecipato a una azione diretta per tutelare una famiglia in difficoltà

La crisi picchia duro, lavoratori italiani e stranieri si trovano in difficoltà e aumentano le fragilità sociali: una di queste è la casa. In un territorio devastato dalla disoccupazione e da migliaia di alloggi sfitti, non possiamo permettere che qualcuno venga sbattuto in strada per le leggi brutali del libero mercato.

Ieri abbiamo sostenuto direttamente una famiglia italiana, padre (disoccupato e non ancora in pensione) e figlio (quest’ultimo invalido che si mantiene con piccoli lavoretti), all’arrivo dell’ufficiale giudiziario: uno sfratto per pignoramento perché il nucleo famigliare non riesce più a pagare il mutuo e la casa è stata rivenduta all’asta; un fenomeno che, nel “problema casa” è sempre più frequente.

La presenza e l’interesse del Sindaco di Motteggiana ha contribuito a portare a casa il risultato del rinvio dello sfratto. Da qui rilanciamo un lavoro di “controllo popolare”, di difesa del diritto alla casa, perché nessuno, specialmente verso l’inverno, rimanga senza un tetto sopra la testa.

 

[Chiunque volesse dare una mano / segnalarci una situazione in cui intervenire ci può contattare attraverso la pagina o via mail]

SE L’È CERCATA

stuproUna testimonianza-riflessione sul tema della violenza sulle donne verso le manifestazioni di questa sera e di sabato a Mantova

“Violenza di uomini sulle donne: ho letto tanti commenti a proposito delle violenze sessuali, ho letto commenti terribili e terribilmente superficiali. E anche quei commenti sono violenza e di certo non ne è responsabile la donna che la subisce.
È violenza se un uomo ti tocca e tu non vuoi, figurarsi quando ti prende a sorpresa, ti sbatte per terra e con una mano ti stringe la gola e poi ti sale sopra e ti schiaccia contro l’erba e la terra. Una mano ti stringe la gola, con l’altra tira giù i pantaloni e ti strappa le mutande. Si slaccia i pantaloni e li abbassa, tu tenti di gridare ma lui ti stringe la gola, cerchi di divincolarti ma il suo peso è come piombo. Ti rimane una possibilità e cominci a strappargli i capelli con una forza che non pensavi di avere; cerchi di impedirgli di aprirti le gambe ma non basta. Urli ma nessuno ti sente perché in quel momento non passa nessuno. Le tue suppliche suscitano grasse risate.

Che strano, sto raccontando in terza persona, eppure sta capitando a me. Ecco, ce la faccio, riesco a buttare della terra negli occhi e non so come, ma riesco a scappare. Corro, vado a casa, racconto tutto a mia mamma. Lei mi aiuta. Vado a letto. Mi sveglio ma da quel momento non sono più la stessa. Non esco più, non riesco a sopportare la sola vista di un ragazzo o uomo, nessuno mi può toccare, nemmeno la mano di mia madre per una carezza. Poi un giorno, tanto tempo dopo, decidi di continuare a vivere ma non sarai mai più la stessa. Si è rotto qualcosa e non farai più l’amore da donna libera.

Avevo 17 anni.”

Abbiamo voluto condividere l’esperienza di un’amica e compagna per riflettere sulla violenza praticata dagli uomini sulle donne per parlarne, perché numeri e statistiche non tolgano peso e significato al dramma che vivono le vittime.

Perché ai terribili dati delle violenze sulle donne, uccise, stuprate, molestate o perseguitate, c’è anche una violenza più subdola: ci sono poi il linguaggio, quello utilizzato dai media e sui social, il giudizio sulla vittima, su come si veste o si diverte e, ancora, la strumentalizzazione che vorrebbe ricondurre questi drammi a questioni etniche o religiose. Tutto questo rappresenta l’ennesima aggressione alle donne.

Perché quando una donna subisce violenza non è mai per colpa sua. ”Aveva una gonna troppo corta”, ”Era ubriaca”. Sono tanti gli stereotipi usati come giustificazione, quando invece “la colpa” più diffusa delle violenze è di essersi prese la libertà di decidere, di essersi sottratte al controllo. Parlarne e provare a cambiare tutto questo non è una questione che riguarda solo le donne.

UN PARCO DI MILLE COLORI 2^ EDIZIONE

parcomillecoloriGiochi di gruppo, colori, una sana merenda, musica, laboratorio su api e semi hanno riempito il parco di San Benedetto Po lo scorso sabato in occasione dell’iniziativa promossa dai volontari e le volontarie del GAS Il Filo di Paglia, progetto dell’associazione eQual.

Una proposta concreta per stimolare la curiosità, il dialogo,la partecipazione dei bambini e dei genitori alla vita condivisa del parco e alla cura dei beni comuni: sono nate proposte per il futuro che sottoporremo agli altri genitori e alla cittadinanza, abbiamo seminato insieme prospettive per rendere migliore il parco a beneficio di tutti. Siamo convinti che dai piccoli come dai grandi problemi se ne esca insieme costruendo dialogo, solidarietà e coltivando il cambiamento.

Ringraziamo di cuore le mamme, i papà, i volontari, gli artisti, gli attivisti, le associazioni che hanno contribuito a realizzare questa giornata, ma soprattutto i bambini che ci hanno arricchiti con i loro sorrisi, le loro domande e la loro curiosità.

Rimanete collegati a questa pagina e a quella del GAS il filo di paglia per le prossime iniziative.

PROCESSO PESCI: A MANTOVA LA MAFIA C’È

21766765_1689765314399117_8500159465119029713_nLa sentenza di Brescia del processo “Pesci” ha confermato un sentore che molti cittadini avvertono da tempo:  a Mantova la Mafia c’è.

Esiste e prospera da decenni, nonostante l’ex sindaco Sodano dichiarasse “di non sentirne il profumo”: gli intrighi sempre più evidenti tra cattiva economia e cattiva politica attirano le mafie che, come un male, trovano gioco facile nell’ infettare il corpo vivo della società. Gli esempi di questo rapporto politico-economico, limitandoci solo alla città capoluogo, non mancano di certo: dalla speculazione CoopSette/Esselunga a Porta Cerese alla devastazione di Piazzale Mondadori passando per la privatizzazione di Tea Acque. Troppe volte abbiamo visto le amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra rinunciare al loro ruolo di espressione delle comunità locali per favorire gli interessi privati di pochi; in questo cedimento della democrazia e della partecipazione davanti al profitto, le mafie trovano terreno fertile. La magistratura ha fatto il suo lavoro, dimostrando che gli anticorpi esistono ancora, ma non è abbastanza: la voce dei cittadini si è fatta sentire, benché spesso frammentata o ondivaga, e la politica spesso è rimasta in silenzio o ha balbettato in modo poco deciso.

È evidente a tutti l’enorme fattore di rischio di diversi appalti, cantieri edilizi e grandi opere di ieri e, purtroppo, di oggi. Per combattere le mafie, tutte le mafie che distruggono il territorio, non bastano le sentenze della Magistratura, ma  serve la partecipazione attenta e indignata di tutte e tutti per colmare i vuoti lasciati dalla politica, riconquistare i beni comuni e far valere gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.

APAM: STUDENTI IN PIEDI O LASCIATI A TERRA

apam 2017Nonostante le campagne di marketing e le conferenze stampa, emergono seri problemi per il trasporto pubblico locale

San Benedetto Po, Pegognaga e Quingentole nella bassa, e poi ancora Gazzuolo, verso Rivarolo Mantovano; sono le realtà di provincia da cui arrivano lamentele per un servizio che ogni anno continua a peggiorare, nonostante il marketing.
Ad esempio sulla linea 31 Mantova – San Benedetto Po il sovraffollamento è totale: nei giorni scorsi gli studenti diretti a Bagnolo san Vito sono stati invitati a scendere già alla partenza mentre gli altri, stretti come sardine, hanno vissuto una situazione fuori dalla normalità. Visto che l’autobus deve passare in autostrada (causa ponte inagibile) e non è possibile avere passeggeri in piedi, è stato chiesto di scendere a San Biagio in prossimità del casello autostradale e farsi venire a prendere dai genitori. Alcuni ragazzi che ci hanno contattato per raccontarci questo brutto episodio, hanno protestato e fatto in modo che l’autobus facesse un giro più largo (passando per Suzzara) ma senza lasciare nessuno a terra.
Dal 2011 al 2017 gli abbonamenti mensili per la linea 31 sono passati da 54 a 78,50 € con un peggioramento del servizio scaricato su studenti e famiglie: partenze anticipate la mattina, tempi di percorrenza allungati, un principio d’incendio a maggio, autosnodati usati per ridurre gli autisti, posti “contati” e sottostimati per risparmiare corse e centellinare quello che è un servizio pubblico che dovrebbe costruire anche il futuro della mobilità in termini di emissioni e auto in circolazione.

Apam da un lato dice di non essere a conoscenza delle segnalazioni e dall’altro ammette che i soldi sono pochi e i tagli ecc. , uno scaricabarile che parte dall’azienda e va su fino al Governo centrale. E intanto Apam ogni anno spende migliaia di euro per campagne di marketing fresche e sorridenti nascondendo una realtà molto meno invitante: il trasporto pubblico locale di Mantova è stato trasformato in una Spa a controllo pubblico a parole, ma dall’indirizzo privato. L’azienda ha “creato utili” tagliando migliaia di corse, aumentando il costo degli abbonamenti e precarizzando le condizioni dei lavoratori. Un “risanamento” che è stato scaricato interamente sulle spalle dei pendolari, degli studenti medi e delle loro famiglie. Negli scorsi anni, come associazione eQual ci siamo impegnati in un lavoro di denuncia e di rivendicazioni nei confronti delle Istituzioni e di Apam per contrastare questa tendenza.

Nel silenzio della politica, ribadiamo che Apam va riconvertita in azienda speciale di diritto pubblico: il suo unico obiettivo non devono essere i guadagni degli azionisti, ma garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente, di qualità e accessibile a tutti.