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La festa AI lavoratori

La totale deregulation a cui sono sottoposti le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione non è segno di modernità e di progresso, ma il sintomo di un arretramento nel campo dei diritti. Mentre in Italia alcune feste religiose e laiche, tra cui quella dei lavoratori, vengono sacrificate per un pugno di scontrini in più, nella maggior parte dei paesi europei vige il principio dell’apertura domenicale e festiva per deroghe; una regolamentazione ragionevole per tutelare lavoratori, piccolo commercio e consumatori.

L’attacco ai diritti dei lavoratori della grande distribuzione dura da tempo e ora, nel nome della crisi, viene consentita, potenzialmente, l’apertura 365 giorni all’anno e 24 ore su 24. Ciò non agevola certo i negozi del piccolo commercio per i quali la scelta di rimanere aperti si traduce in grandi sacrifici economici e spesso all’impegno diretto dei titolari.

Ma la proprietà del Fashion District, come altri centri commerciali, ha deciso di sfruttare i benefici legislativi di liberalizzazione proponendo nuove aperture che cancellano le varie festività laiche e prospettando, per l’estate, un’apertura fino alle ore 21.00.
Per le lavoratrici e per i lavoratori, opporre resistenza a questa situazione diventa difficile: i numerosi contratti a tempo determinato da rinnovare di volta in volta sono, specialmente per chi ha anche affitti e rate da pagare, una spada di Damocle che fa accettare condizioni di lavoro al ribasso.
Il lavoro non può trasformarsi in ricatto e le ragioni del consumo non possono essere più importanti dei diritti delle persone.
Come cittadini, occupati e non occupati, diamo piena solidarietà a tutte e tutti i dipendenti del Fashion District, così come a quelli di quei centri commerciali che vengono aperti il primo maggio, giorno di festa e di riflessione sul lavoro. Come consumatori consapevoli vogliamo aggiungere una forma di sostegno in più: non faremo acquisti in quel giorno. Per affrontare la crisi è necessario ridefinire un nuovo modello di consumo che non prescinda dal rispetto dei lavoratori.
Vogliamo invitare tutti quanti a unirsi a noi, specialmente chi lavora e sta pagando una crisi di cui non ha colpa, ad essere solidali con i dipendenti della grande distribuzione: boicottiamo le strutture che aprono in date considerate “festive” perché la proprietà capisca che non ha nulla da guadagnarci a tenere aperto in queste giornate caratterizzate solo da iper…sfruttamento.

“Un torto fatto a uno è un torto per tutti
eQual

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