Profitti per pochi, rincari per tutti. Occupazione dell’infopoint Apam

Questa mattina un gruppo di studenti e precari ha protestato contro il caro-biglietti di Apam occupando simbolicamente il punto informativo situato in Piazza don Leoni. Il gruppo di attivisti, tra i quali alcuni appartenenti al gruppo eQual che ha pubblicato e distribuito un dossier sul trasporto pubblico locale, sono entrati all’interno dell’infopoint e hanno improvvisato un sit-in per denunciare una situazione non più tollerabile. All’esterno dell’ufficio di Apam è stato esposto lo striscione “Apam: profitti per pochi, rincari per tutti!”

Il riferimento più diretto è al caro-biglietti che negli ultimi cinque anni ha visto un continuo aumento delle tariffe e che a fine agosto ha subìto un nuovo ritocco verso l’alto. Il risultato è che, per una fascia extraurbana media (San Benedetto Po-Mantova), l’abbonamento mensile è passato dai 59,50 euro del 2008-2009 ai 74 euro del periodo 2012-2013 con un aumento di 14 euro in cinque anni. Inoltre, quello che risulta particolarmente fastidioso, è che Apam vanti una “eccellenza” certificata dalla regione: dal punto di vista degli utenti è difficile capire dove sia questa eccellenza se aumenta il costo dei biglietti e solo nel 2011 sono state tagliate circa 19.000 corse. Con una politica di aumenti e di tagli è chiaro che l’azienda sia stata “risanata”: ma le centinaia di migliaia di euro di utile non sono andate a vantaggio degli utenti, specialmente studenti e lavoratori pendolari, ma agli azionisti. Il Cda lottizzato dalla politica comprende tutto l’arco politico istituzionale dal Pd alla Lega e non stupisce che su questi temi ci sia un silenzio profondo.
In tempi di crisi e di spending review, le “scuse” per rincari e disagi, i fondi ci sono eccome, ma vengono dirottati su dubbie operazioni di innovazione. Chiunque può immaginare cosa e quanto si sarebbe potuto fare con i soldi utilizzati per gli “information desk” fotovoltaici spenti da tempo o ancora i recentissimi schermi informativi montati sugli autobus della città; allo stesso modo la “rivoluzione” delle stazioni passanti è stata una gigantesca operazione di speculazione edilizia: il cantiere di Piazzale Mondadori che ha sostituito l’autostazione non è ancora finito e le stazioni passanti sono state un enorme flop in termini di utilità e di viabilità. Il cantiere per la nuova stazione passante dell’Itis/Vinci è partito solo quest’estate, ma del progetto alla fine non rimarrà che una pensilina di cemento.
Va da sé quindi la necessità di una azione forte per aprire un dibattito sul trasporto pubblico locale, per un servizio di qualità, con tariffe giuste e in cui sia rispettata la dignità dei lavoratori. Occorre riaffermare, anche attraverso la mobilitazione e l’azione diretta, un principio fondamentale: il trasporto pubblico è un servizio sociale e non una merce qualsiasi, motivo per cui Apam non può essere considerata alla stregua di un’ impresa volta alla mera produzione di profitto.
Come prima rivendicazione, i manifestanti chiedono ad Apam e alle amministrazioni che detengono la maggioranza delle azioni di Apam, di darsi da fare per operare una “calmierazione” dei prezzi per evitare che i costi della crisi diventino un affare per gli azionisti e un problema per gli utenti.

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2 commenti su “Profitti per pochi, rincari per tutti. Occupazione dell’infopoint Apam

  1. Pingback: Sull’incontro in Provincia con lo staff dell’assessorato ai trasporti. | eQual

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