Profumo di contestazione

Questa mattina come gruppo eQual abbiamo partecipato al presidio di contestazione al banchiere Profumo insieme ai lavoratori e le lavoratrici di MPS. Insieme ad un centinaio tra dipendenti, cittadini e altre realtà politiche, è stato preso di mira uno degli “squali” che hanno portato l’Italia verso il fallimento. Incapaci di dimenticare il quasi fallimento di Unicredit, la vendita di titoli tossici (Brontos), fino all’operazione Mps, che verrà salvata con denaro pubblico, ma che lascerà per strada migliaia di dipendenti, è stato naturale ritrovarsi per un presidio affollato e rabbioso nonostante la pioggia.


Davanti al teatro Bibiena abbiamo appeso uno striscione che ironizzava “sull’odore di Crisi” e il “Profumo di inganno” ed è stato innalzato un maxi-biglietto del treno che volevamo offrire a Profumo: un titolo di viaggio nominale intestato a Profumo, di sola andata, per la tratta Mantova- Noril’sk (Siberia); una provocazione per sottolineare che non c’è più la disponibilità a tenere in Italia chi ci ha
ridotto in queste condizioni. Le banche e i banchieri sono tra i principali responsabili delle politiche che i governi di tutto il mondo hanno perseguito in questi decenni e che hanno generato la crisi del 2007. Le Banche sono responsabili della crisi e del crescere del debito pubblico: nei decenni passati hanno promosso la riduzione delle tasse per rendite e grandi profitti, dall’inizio della la crisi hanno usufruito di aiuti pubblici e continuano ad essere aiutate con denaro pubblico.
Così facendo aumenta la crisi e vengano tagliati servizi, salari, pensioni per sostenere le banche provocando il peggioramento delle condizioni di vita di milioni di persone.


Il  “debito” deve pagarlo chi ha voluto questa crisi: la parola d’ordine è ripubblicizzare il sistema finanziario e bancario, unico
meccanismo che permetterebbe un reale controllo dei cittadini sullo strapotere di questi colossi.

eQual

 

Di seguito il testo del volantino distribuito durante il presidio:

CRACK MPS? La solita dogra sinstetica dei banchieri!

Alle banche non spetta il compito dello sviluppo del Paese. Il nostro dovere è quello di creare valore per gli azionisti” (Alessandro Profumo, intervista al Corriera della Sera)

Il MPS è un mistero (?) gioioso. La crisi di una banca tra le più solide del mondo con mezzo millennio di vita nessuno. Dopo 5 anni, nessuno ha ancora spiegato le ragioni dell’acquisto della banca Antonveneta per dieci miliardi quando ne valeva tre. Qualcuno ha fatto la cresta? Ci sono delle indagini in corso? Dei responsabili? Nel maggio di quest’anno ufficialmente la magistratura aveva iniziato ad indagare Mps per aggiotaggio, manipolazione del mercato sul titolo azionario, ostacolo alle attività di vigilanza. Non si è saputo più nulla. Abbiamo però conosciuto le conseguenze di tali dissennate operazioni: accorpamenti, licenziamenti, blocco del turn-over, dismissioni, etc.

Il prestito di 900 miliardi all’1% di interesse erogato dalla BCE alle banche europee tra gennaio e febbraio di quest’anno, in prima fila quelle italiane ed in particolare MPS, non è servito a far ripartire l’economia con finanziamenti alle imprese. Questa enorme massa di denaro è servita alle banche per comprare titoli pubblici che sarebbero andati invenduti, e sui quali guadagnano interessi dal 4 al 6%. Il meccanismo è semplice: ricevere soldi pubblici per poi investirli su azioni a elevato rendimento. I soldi se li sono tenuti. Le aziende stanno morendo per mancanza di credito. I fidi sono negati o addirittura chiusi, i finanziamenti non vengono più erogati. Tagliano pensioni, scuola e sanità per coprire i debiti delle banche causate dalla gestione fallimentare dei vari Profumo, Tronchetti Provera, Geronzi, etc. Tanti le finanziamo noi, con il nostro lavoro, le nostre pensioni e le nostre tasse. Siete contenti?

Le banche devono ritornare al servizio dei territori, del progresso e dello
Stato, quello dei cittadini non dei politici.
Vanno ri-nazionalizzate e contollate in modo democratico e trasparente.

 

 

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