Grandi idee per Mantova: 300 parcheggi a pagamento in più e 200 gratuiti in meno

freeLa notizia che il Comune di Mantova, tramite Aster, punta a controllare i futuri parcheggi privati di Piazzale Mondadori, togliendo quelli gratuiti in viale Piave è inquietante. Di fronte alla paralisi cittadina arriva la proposta di una ennesima corsa al profitto sulla pelle di pendolari e automobilisti.
Il problema dei parcheggi è peggiorato dal 2005 quando la gestione venne tolta ad Apam –condannandola- e affidata ad una Spa comunale con il suo bel cda lottizzato dai partiti. La Giunta Sodano ha peggiorato la situazione trasformando il carrozzone “Mantova Parking” in “Aster” e diverse aree di sosta periferiche sono state rese a pagamento. Affiancando questi passaggi alla drammatica problematica dei parcheggi in città si potrebbe definire questa proposta uno scherzo di carnevale.
Allargando il campo si può vedere la mancanza di una strategia complessiva per il rilancio della città: la speculazione sulla svendita della ex-stazione Apam per creare la cittadella di piazzale Mondadori è lì a ricordarci almeno un decennio di disastri. Una città dove si è continuato a costruire quartieri fantasma fino a ipotizzare nuovi alberghi e banche in centro al posto dell’autostazione, e dove sono stati edificati tanti/troppi centri della grande distribuzione.  La crisi spazza via la città stessa nella sua già precaria situazione socio-economica: mentre aumenta la disoccupazione,  in giro i negozi chiudono e le case rimangono sfitte.
È il momento dell’alternativa, per provare a invertire coraggiosamente la tendenza per non far morire Mantova. Servirebbe un rilancio dei quartieri dai negozi di vicinato ad un piano di housing che faccia diminuire il numero delle case sfitte e delle richieste di casa a canone moderato;  un piano per il recupero delle decine di aree dismesse e abbandonate disseminate per la città. I proventi dei parcheggi a pagamento  vanno  reinvestiti per migliorare e potenziare il trasporto pubblico e non per ingrassare le tasche dei componenti di qualche cda o per acquisti spericolati che graverebbero sulle tasche dei cittadini. Tutto questo non è un sogno visionario, ma una prospettiva politica di cambiamento.  Purtroppo la realtà dell’oggi e di chi governa ci consegna proposte “lungimiranti” come un nuovo supermercato sul Te e nuovi parcheggi privati (a discapito di quelli gratuiti). Tornano in mente allora le parole di un certo Gramsci che diceva “La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”.
eQual
gruppo di iniziativa sociale

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