Primo maggio: dalla parte dei lavoratori. Basta ricatti, basta sfruttamento

gigantegrandeAvvicinandoci al primo maggio abbiamo effettuato alcune azioni di protesta verso due fabbriche della precarietà” che, anche quest’anno, faranno la festa AI lavoratori. “Il Gigante” di Curtatone e il “Fashion District” di Bagnolo San Vito, nonostante le differenze strutturali, sono uniti dalla famelica ricerca del profitto che da un lato sfrutta i bisogni-indotti dal consumisno mentre dall’altra fa carta straccia di diritti e festività per i lavoratori.

Al Gigante abbiamo “rivoltato” i meccanismi di propaganda, prendendo a prestito nei nostri manifesti i codici grafici e linguistici della catena di supermercati, per mettere “a nudo” la precarietà e lo sfruttamento nascoste dietro alla “benevolenza” delle aperture festive e incitando all’acquisto “sottocosto” dei lavoratori stessi. Un lavoro analogo è stato fatto all’Outlet, dove sono stati appesi diversi striscioni sul diritto al riposo, sulla solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici, e un invito ai cittadini stessi a non fare acquisti nei giorni di festa.

Azione_Fascion_district_primo_maggio

Nella grande distribuzione si subiscono infatti gli effetti tra i più nefasti della crisi, delle liberalizzazioni – uniche a livello europeo – e del generale smantellamento dei diritti. Gli ultimi mesi stanno inoltre delineando un bollettino di guerra senza precedenti in cui cadono diritti e i posti di lavoro uno dopo l’altro ormai a centinaia. Ufi, Burgo, Mps, Wella, Primafrost, Reni etc.; così in alcune coop sociali e le campagne con il carico di sfruttamento di manodopera straniera. Situazioni apparentemente differenti, dove si utilizza la crisi economica per fare” piazza pulita” di diritti e certezze, ma nessuno punta mai il dito su chi l’ha prodotta.In nome della crisi si ricatta, si taglia, si esternalizza (licenzia) e si costringe a condizioni ingiuste. 

Il nostro percorso sul tema del lavoro, costantemente in itinere, ci ha impegnato nel burgo_picchetto_operai_lottadifficile compito di ricostruire una coscienza e una narrazione comune; per questo abbiamo scelto di essere sempre al fianco dei lavoratori di diverse vertenze che si sono prodotte sul territorio: è appartenenza, perché siamo lavoratori anche noi, ma è anche coscienza, perché la solidarietà e la lotta, la possibile unione tra chi subisce realmente la crisi, può e deve diventare la leva del cambiamento.

Questo primo maggio lo passeremo ( e invitiamo tutti/e a farlo) con i lavoratori della cartiera Burgo che hanno organizzato un pranzo popolare. Operai con i quali e per i quali abbiamo passato insieme intensi momenti di lotta negli ultimi mesi: sotto la neve, sotto il sole, sul cornicione di un mostro di cemento abbandonato e al caldo del presidio-sala mensa. Non abbiamo mai avuto dubbi da che parte stare.

Perché il Primo maggio è la festa dei lavoratori e delle lavoratrici
Perché Il Primo maggio l’hanno abolito solo col fascismo
Perché il Primo maggio 
un torto fatto a uno è un torto fatto a tutti. 

eQual – Gruppo di iniziativa sociale

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