Un fiore per Vittorio

VVcippo

Oggi pomeriggio a Porto Mantovano è si è tenuta una piccola commemorazione di Vittorio Veronesi.  Un gruppo di attivisti di eQual, si è recato presso i giardini di Bancole dove un cippo ricorda il brutale assassinio del bracciante avvenuto nel 1950 deponendo un mazzo di rose rosse. Vittorio Veronesi aveva combattuto come partigiano garibaldino contro i nazisti e i loro fantocci repubblichini.  I fratelli erano entrambi morti: uno fucilato dai nazisti a Bologna, l’altro morto nella campagna di Russia in cui Mussolini mandò a morire migliaia di italiani per assecondare la follia nazista. Finita la guerra tornò alla vita umile dei campi lavorando come bracciante e organizzando i suoi compagni nelle leghe contadine. Nel 1950, al culmine di un biennio di lotte bracciantili aspre e difficili, Veronesi aveva solo trent’anni. La sera del 17 maggio si recò presso la corte Schiarino Previdi insieme a due compagni per verificare la presenza di crumiri: fu colpito a morte dai colpi di fucile sparati dall’agrario Grazioli e dai suoi crumiri. Il suo cadavere venne gettato in un fosso a 500mt. dalla tenuta.
Nel 2008, per inquietante parallelismo, un altro bracciante morto, un altro fosso. Vijay Kumar lavorava nella raccolta dei meloni nel Viadanese. Era un pakistano clandestino, un lavoratore sfruttato dai meccanismi perversi del neo-caporalato. Il 27 giugno ebbe un malore a causa del caldo eccessivo e non venne soccorso. Il padrone dell’azienda fece portare il suo corpo agonizzante vicino ad un fosso, dove fu lasciato morire. Negli anni cinquanta ammazzavano chi reclamava diritti, oggi lasciano morire un uomo qualsiasi, immigrato, che fa comodo finché obbedisce e lavora duro senza nessuna tutela.
Ricordare Veronesi ci aiuta a ricomporre il filo rosso che arriva fino a Kumar, fino alle mille facce dello sfruttamento di oggi: la sua storia è stata colpevolmente dimenticata, sepolta dal tempo come un vecchio arnese. Ricordare la sua vicenda umana e politica, l’impegno e il suo omicidio è un modo di “dissotterrare asce di guerra”, sapere quali sono le nostre radici e rendere onore a chi ha lottato prima di noi per una società più libera e giusta.

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2 commenti su “Un fiore per Vittorio

  1. Dimenticare è così facile… Eppure il rimosso, secondo Freud, genera un senso di depressione e di colpevolezza.
    Tuttavia, mi pare che ogni volta che muore Veronesi si fortifichi la speranza.
    Un passato concreto, affatto idealizzato, ma fatto di idee può segnare un orizzonte. L’alternativa è restare a galla assieme al Re Travicello, marcendo.
    Non marciando…. Grazie per l’evocativo post!!

  2. Pingback: [Memoria storica] Lo sciopero dei quaranta giorni del 1949 | eQual

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