Eliminare parcheggi gratuiti: ci riprovano

freeL’amministrazione Sodano, rilanciando la proposta del 2013 di cancellare aree di sosta gratuita, torna all’attacco sul tema dei parcheggi. Il disastro è iniziato quando nel 2004 la gestione dei parcheggi fu tolta ad Apam e affidata ad una società del Comune –Mantovaparking- ed al suo sostanzioso cda. La devastante speculazione di piazzale Mondadori targata Fontanili fece sparire 190 posti auto gratuiti e altri 90 a pagamento (lato via Conciliazione). Arrivò poi una nuova mazzata con la giunta Brioni. Nel 2008 divennero a pagamento anche aree non centrali come viale Isonzo, viale della Repubblica e piazzale Gramsci: in totale 631 strisce passarono da “bianche” a “blu”. L’amministrazione Sodano non ha cambiato corso rispetto degli errori del passato. Mantovaparking è stata trasformata in Aster e sono state intensificate le trattative per portare avanti i lavori di piazzale Mondadori. Nel 2013 ha trasformato 50 posteggi auto gratuiti di porta Mulina in altrettanti a pagamento. Per il 2014 si progetta di eliminare le aree di sosta gratuita in viale Piave e a ridosso del rondò di porta Pradella: dicono che lo faranno per “creare una ciclabile nel viale alberato” e “ridare decoro ad un parcheggio disordinato trasformando l’area in una zona a verde” (eliminando di fatto la disagiata ma unica area parcheggio utilizzata soprattutto dai pendolari e da chi si sposta con i treni). Argomentazioni  a cui non credono nemmeno loro, visto che l’unica motivazione logica è quella di favorire il parcheggio sotterraneo privato appena aperto sotto piazzale Mondadori. Un muro di frottole per mascherare l’ennesimo tentativo di favorire l’interesse privato contro il bene comune dei cittadini. Mentre la città muore economicamente e commercialmente, gli amministratori pubblici continuano a pensare che l’unica strategia utile sia quella di “farla pagare” a lavoratori pendolari, studenti e, indirettamente, i commercianti per fare l’ennesimo regalo ai privati e ai loro interessi.  Una operazione “scientifica” portata avanti per anni, nel contesto anche di un trasporto pubblico mortificato da tagli e rincari, che rende la vita difficile a chi è obbligato a spostarsi in città per lavoro e/o studio, allontana clienti per i negozi del centro e scoraggia i turisti.
Sciogliere Aster e affidare la gestione dei parcheggi ad Apam per sostenere il trasporto pubblico, lastricare l’area di porta Pradella per creare parcheggi dignitosi, rimettere in sosta libera le aree periferiche oggi a pagamento e ricalibrare le tariffe sono solo alcune delle misure emergenziali che si potrebbero mettere in campo pensando ai cittadini e al loro diritto alla mobilità. Dieci anni di disastri anche nel campo dei parcheggi, impongono la necessità di cambiare rotta: non è questione di utopia, ma di serietà e di volontà politica.

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