La città in ostaggio

sodanoLa farsa della sfiducia a Sodano andata in scena in Consiglio Comunale non ha vincitori ma una sola grande sconfitta: Mantova con tutti i suoi cittadini. Con la nuova coda polemica relativa alle frasi sul “sequestro” del leghista Simeoni pronunciate in Aula dal Presidente Longfils si può parlare apertamente di una città da quattro anni ostaggio di una amministrazione incapace, che appena eletta aveva iniziato la guerra ideologica agli “accattoni” e che si è ritrovata ad elemosinare quella manciata di voti necessari per sopravvivere.

Nonostante sia rimasto a galla, ha perso il Sindaco Sodano che nel 2010 aveva promesso un’epoca di “cambiamento”, ma la sua amministrazione si è contraddistinta per una certa continuità con quelle precedenti. In settori strategici per lo sviluppo della città, il ritornello è sempre stato lo stesso dell’ultimo decennio: cemento, supermercati, telecamere, parcheggi a pagamento; solo un po’ meno di quanto fatto dal centrosinistra, complice la crisi, e con quel piglio un po’ destroide necessario per caratterizzare la propria azione politica.
Il centrodestra in via Roma è stato dunque dilaniato da guerre interne in cui partiti e liste civiche prima si sono spartiti assessorati, commissioni e posti nei consigli di amministrazione, salvo poi abbandonare lentamente la nave come topi quando questa ha iniziato ad imbarcare acqua.

Hanno sicuramente perso anche le opposizioni: nessuno ricorda un assedio politico rilevante per fermare, ad esempio, il PGT con le sue nuove cementificazioni o la privatizzazione dell’acqua dei mantovani; adesso, a pochi mesi dalle elezioni, la strategia di puntare tutto sulla mozione di sfiducia, ovvero sull’affondamento del barcone del centrodestra si è rivelata un fallimento politico e strategico. Quasi cinque anni di opposizione per il Pd, sono una eternità: dovrebbero bastare per riflettere sugli errori e presentarsi per tempo con idee, personalità e competenze forti. La vicenda Sodano ha invece messo in luce l’assenza di una strategia, di un vero rinnovamento e di un progetto alternativo, quasi come se questi anni fossero passati inutilmente.

Il disastro di quattro anni di centrodestra è dunque palese, ma con esso va a fondo tutta una classe politica che negli ultimi quindici anni ha amministrato Mantova in nome di interessi privati anziché per il bene comune dei cittadini. Oggi l’alternativa politica, sociale e culturale per la città non c’è, ma proprio questa alternativa è ormai una necessità impellente; bisogna ricostruire Mantova dalle rovine e farlo in fretta e con serietà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...