Contro la svendita di Mantova – Risposta all’ass. Irpo

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(Foto dalla Gazzetta di Mantova)

La risposta dell’assessore Irpo è stata apprezzabile nel tentativo di fare chiarezza su un passaggio amministrativo controverso che ha interessato e preoccupato il dibattito pubblico cittadino.

Ci colpisce però il tentativo tutto politicista di provare a interpretare diversamente la vicenda: anche dalle parole dell’esponente della Giunta Sodano traspare nettamente che un debito totale è stato pesantemente decurtato su decisione del Comune di Mantova. Possiamo chiamarlo con termini tecnici o definirlo uno “sconto”, ma la sostanza non cambia. Allo stesso modo questa “iniezione di fiducia” che dovrebbe espandersi a partire da via Roma è dubbia: una riduzione di poche centinaia di migliaia di euro è una bazzecola di fronte ai debiti milionari di Forum Mondadori. Diventa però importante quando si pensa che la scomparsa di tali somme dalle casse del Comune si traduce in tagli e contrazioni della spesa per la sicurezza sociale dei cittadini.

Di carattere politico è invece il problema di prospettiva che né l’assessore, né la sua giunta, né i suoi predecessori sembrano voler vedere: nel comunicato dell’azione dell’altra sera abbiamo spiegato a chiare lettere che la questione dello “sconto” è inserita all’interno di un più ampio declino della città determinato da una sua continua “svendita” al miglior offerente. Il tirare a campare della (ex) maggioranza del sindaco Sodano è l’epilogo di questi ultim quindici anni dove abbiamo visto le giustificazioni più rocambolesche per scelte strategiche votate sempre e soltanto a fare gli interessi di qualcuno, casualmente vicino alla compagine politica di turno. Lo abbiamo visto con Burchiellaro e il progetto dell’ennesimo centro commerciale a porta Cerese che dieci anni dopo è diventato il potenziale Esselunga del centrodestra, nonostante la saturazione del tessuto commerciale e la perdurante crisi economica. La stessa vicenda di piazzale Mondadori inizia con lo smantellamento dell’autostazione centrale per fare posto a case e uffici, per terminare con un cratere nel centro della città, autostazioni passanti e meno parcheggi. Anche all’Assessore sembrerà strano che la gara di privatizzazione di Tea Acque sia stata scritta da un imprenditore che è magicamente ricomparso nella cordata di vincitori della stessa. Una serie di coincidenze molto interessanti che terminano con le “promesse” fatte dall’Assessore Rose all’impresa del parcheggio privato, sempre in piazzale Mondadori, di “eliminare i posteggi gratuiti nell’area circostante”.

Durante la protesta in Aula abbiamo gridato con sdegno: siamo gente che lavora, operai e disoccupati che hanno a cuore il destino della nostra città e non ci stanno più a sentirsi raccontare sempre le solite favole. Siamo disponibili a confrontarci nel merito delle questioni, guardando al bene comune e non a interessi privati. Purtroppo non c’è mai stata da parte delle amministrazioni una vera riflessione intorno alla vicenda di piazzale Mondadori e quella vergogna è rimasta lì per anni.

Con i “saldi di fine stagione” siamo convinti che non ripartiranno cantieri per avere altre case, uffici e negozi destinati a rimanere vuoti; con la crisi immobiliare e commerciale vorremmo che si iniziasse a ripensare quel progetto per riconvertirlo proprio ora che è rimasto sospeso: non è utopia, ma una necessità per Mantova.

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