L’operazione Antimafia e il Partito del Cemento di Mantova

10943669_10152555786196135_3814901679192509548_nNella Regione delle tangenti, degli appalti truccati, della vergogna dell’Expo e delle infiltrazioni mafiose che hanno coinvolto imprenditori privati, leghisti, forzisti e democratici, mancava il tassello politico mantovano. La notizia del coinvolgimento del Sindaco di Mantova nell’inchiesta sulle cosche mafiose all’interno delle istituzioni è un caso senza precedenti.

L’avviso di garanzia per corruzione recapitato al Sindaco Sodano, il fermo di polizia di un noto imprenditore del mattone ed il sequestro di tutti i documenti relativi alla lottizzazione Lagocastello dell’epoca Burchiellaro, non sono fulmini a ciel sereno, ma conferme. In questi anni abbiamo ripetuto l’esistenza di profonde ed inquietanti connessioni tra il mondo dell’imprenditoria e quello della politica che, in più di un caso, sconfinano nella malavita organizzata a danno del bene comune dei cittadini. L’abbiamo scritto nel nostro dossier sul cemento a Mantova parlando apertamente di un trasversale “Partito del Cemento”, l’abbiamo ripetuto durante l’approvazione del Pgt in Comune facendoci cacciare dall’aula e nelle prese di posizione contro le nuove speculazioni edilizie. Due mesi fa, infine, abbiamo fatto irruzione in consiglio comunale, per denunciare sconti e favori che l’amministrazione pratica per gli amici.
Si alzeranno di colpo tutti i distinguo del caso da parte dell’ormai defunto centrodestra vincente nel 2010, ma la verità è che partiti e rappresentanti politici si sono spartiti assessorati, commissioni e posti nei consigli di amministrazione, salvo poi abbandonare lentamente la nave come topi quando questa ha iniziato ad imbarcare acqua. Tutti uniti e quindi tutti coinvolti, fino ad almeno il 2013 per offrire cemento, supermercati, telecamere, parcheggi a pagamento e “favori”.

Qualcuno ne ha tratto vantaggi? Non certo Mantova e i suoi cittadini che hanno pagato e continuano a pagare per speculazioni dissennate e scelte “poco illuminate” che non sono di certo limitate all’amministrazione uscente. E mentre continuiamo il nostro impegno affinché si pensi realmente a chi vive e abita la città e si coinvolgano i cittadini nelle scelte che riguardano la loro vita, speriamo che questa indagine fermi quelle azioni amministrative che di solito vengono realizzate a fine mandato per “rendere favori” e/o per vincolare la città a scelte che la segnerebbero pesantemente negli anni successivi.

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