Esselunga: per Mantova un film già visto

carrellonebbiaViviamo tutti in una città che ha già pagato il prezzo di un gigantismo commerciale fuori controllo: catene commerciali, costruttori e amministratori pubblici si sono trovati d’accordo per anni, ma adesso la realtà è una barzelletta che non fa più ridere.

Nel territorio del Comune di Mantova ci sono già sei ipermercati, sette strutture commerciali “medie” e due centri commerciali; nonostante le chiacchiere da bar sulla egemonia “coop”, vince la Conad con un ipermercato a Lunetta e due strutture medie. Allargandosi all’hinterland della “Grande Mantova” un calcolo riduttivo conta qualcosa come altri sei ipermercati e due centri commerciali. Troppo per una città di 47.000 abitanti e un hinterland di poco sopra le 100.00 unità. E prosegue il contestato piano “Ghisiolo Est” che dovrebbe portare ad un nuovo centro commerciale a ridosso del già esistente “La Favorita”. Aggiungendo a questi dati la drammatica fase di crisi economica, la sola proposta di un nuovo grande ipermercato a Porta Cerese risulta una follìa insensata.

Tre anni fa ci furono forti proteste di comitati e associazioni per contestare questo progetto voluto dal centrodestra di Sodano: ci impegnammo concretamente in azioni e contro-inchieste per smontare la narrazione “da fiaba” sul nuovo ipermercato Esselunga perché l’interesse del privato non può ledere il bene comune dei cittadini. Contro questo progetto nel 2013 venne anche presentato un ricorso al Tar voluto dal Partito Democratico e presentato pubblicamente dal capogruppo Buvoli, oggi Assessore nella giunta Palazzi. Proprio l’attuale Sindaco e l’Assessore al Bilancio erano consiglieri del partito al potere nel 2004 quando questa storia ebbe inizio con la svendita dell’ex palazzetto a Coopsette per costruirci una coop: oggi che Sodano non c’è più cambiano ancora idea e tornano ad essere possibilisti sull’ipermercato Esselunga.

Un palasport a Borgochiesanuova, nuovi baracconi commerciali, aumento dei parcheggi a pagamento, promesse di nuovi “boulevard” (ieri via Visi, oggi corso Vittorio Emanuele) e le meravigliosi luci delle Pescherie. Tra un intervento che piace, un altro un po’  meno e il silenzio colpevole di troppi sembra il remake di un brutto film di dieci anni fa che i mantovani hanno già vissuto. Davanti a tutto questo, l’interesse pubblico, il bene comune e la partecipazione devono tornare ad indicare la via alla politica, anche per il contestato progetto Esselunga: a meno che la categorìa pubblica dei cittadini, che vivono e che lavorano in un territorio, non sia stata definitivamente sostituita da quella dei consumatori da abbindolare con offerte al ribasso.

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