IERI IL “PADIGLIONE” DI EXPO OGGI “L’ARCIPELAGO” DI MANTOVA CAPITALE DELLA CULTURA

galleggCambiano le amministrazioni, ma rimane l’ossessione per costose strutture galleggianti

Chi ci segue si ricorda di come stroncammo il “padiglione galleggiante” sul lago inferiore progettato per Expo dall’archistar Souto De Moura (che portò a casa 40.000 euro e la cattedra al politecnico) e che sarebbe costato 400.000 euro tra enti pubblici e privati. Denunciammo l’insensatezza del progetto e la mancanza di una adeguata copertura economica: l’intero progetto, a pochi mesi dall’inaugurazione di Expo affondò miseramente in un nulla di fatto.

Qualcosa però è “tornato a galla”con Mantova Capitale della Cultura. Si legge sulla stampa che ad agosto sul lago inferiore verrà realizzato “l’arcipelago di Ocno” un insieme di isolotti in materiali di riciclo progettato da Joseph Grima dove pare si terranno performance di musica e teatro. Costo stimato: 200.000 euro. Ci risiamo: un’altra fenomenale trovata luccicante in mezzo al lago per evocare i fasti dei padiglioni galleggianti dei Gonzaga. Insomma, tutto questo impegno e denaro per dare uno sguardo idilliaco sulla “città vetrina/palcoscenico da consumare” che lascia però ai margini della cartolina il lavoro che non c’è e le fabbriche chiuse.

Si ripete ai cittadini che non ci sono soldi per la ristrutturazione delle case popolari, per la messa in sicurezza del territorio e per la ripubblicizzazione dei beni comuni come l’acqua mentre qualche assessore ammette con naturalezza di fare cassa con i parcometri per finanziare gli asili e coprire i tagli statali. Tuttavia la politica dei “grandi eventi” è quella che piace nell’immediato a diversi cittadini e trova sempre risorse, che si tratti di un palasport in periferìa o di costruire piattaforme galleggianti. Con intorno tanti, troppi volontari che lavorano gratis e una ricchezza che finisce sempre in poche tasche. Non è questione di fare polemica, quanto di aprire un ragionamento su quale tipo di città si vuole: una città in cui lavorare, studiare e vivere o una città mordi e fuggi tutta basata su milleluci e decisioni calate dall’alto.

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