Cosa sta succedendo in Francia?

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo contributo scritto da Calimaco, compagno mantovano che ha avuto modo di indagare sul campo alcuni aspetti della mobilitazione contro la “Loi du Travail”, la nuova legge sul lavoro francese. 

“Trovandomi in Francia per motivi personali condivido con i compagni di eQual queste poche impressioni raccolte sul campo con l’intento di riportare alcuni particolari che normalmente non si trovano sui media e che possono aiutare a capire meglio cosa sta accadendo in Francia.

13442124_1139416992766203_450629723982607853_nDiscutendo con amici lavoratori dipendenti e con diverse persone che per vivere esercitano un’attività in proprio, emerge chiaramente una profonda delusione per l’attuale governo in carica. Governo che si autodefinisce di sinistra, ma che ormai analogamente come in altri paesi, ha una tabella di marcia dettata da poteri che stanno più in alto, i quali han deciso di intaccare i pilastri dello stato sociale e le garanzie dei cittadini e dei lavoratori. Mi ha sorpreso la preoccupazione di tanti piccoli imprenditori ben consapevoli che la riforma del Lavoro “Loi du Travail” favorirà principalmente i grandi gruppi ed avrà quindi ripercussioni anche sull’economia dei piccoli commercianti oltre che sui salari dei lavoratori ed è per questo che spesso sono solidali con chi protesta e sciopera. Sanno che la riforma serve principalmente per contenere le richieste salariali: con meno denaro disponibile da spendere i lavoratori si rivolgeranno verso la grande distribuzione per risparmiare. Molti di loro sono immigrati in Francia e hanno la sensazione di rivivere un film già visto quando si son spostati dall’Italia alla Francia per trovare un’opportunità, anche mettendosi in proprio. In Francia dove la piccola distribuzione riesce ancora a resistere nei centri urbani ci sono ancora molte attività commerciali aperte, che rendono viva la città.

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La seconda impressione che emerge chiaramente raccogliendo le testimonianze di molti
lavoratori è la consapevolezza che se non verrà contrastato il disegno di legge “El Khomri” il governo non si fermerà. Sono convinti che chi gli detta la linea (grandi imprese, banche e speculatori) ha appetiti che difficilmente possono essere soddisfatti. Dopo la riforma del lavoro sanno che uno dei pilastri successivi è la sanità: la finanza è interessata dalla massa di denaro che si potrebbe riversare nei mercati dalla ingerenza del privato nella sanità pubblica.

Allora a questo punto trovandomi a Nizza, in uno dei centri urbani più importanti per popolazione ed economia, vorrei vedere materialmente cosa gira intorno a chi è riuscito ad organizzare la protesta che prima è partita dagli studenti e poi dai lavoratori.

Mi informo sulla sede locale della CGT, una delle sigle sindacali più grandi in Francia, ma curiosamente i miei amici non sanno dove sia e neppure ne hanno memoria. IMG-20160622-WA0001

Cerco su internet “Union locale Nice C.G.T.” all’inizio del Boulevard Jean Jaurés al numero 34, partendo da Place Masséna ai lati della Promenade du Paillon, bellissimo e centralissimo giardino pubblico. Mi avvio e abituato alle camere del lavoro metropolitane di Bologna, Milano, o Brescia, comparabili per importanza ad una città come Nizza, cerco di individuare un palazzo che possa occupare la Union Locale. Con grande sorpresa trovo al numero 34 una singola vetrina con annessa porta d’ingresso.

Penso ad un’errore.

Invece sono tutto li come struttura che si fonda sulla militanza e penso a cosa sono stati in grado di fare ed organizzare con pochissime risorse a disposizione. Chiedo informazioni e mi viene spiegato che la CGT ha circa 600.00 iscritti a livello nazionale. Inoltre non si occupa di servizi ai cittadini direttamente, in quanto il cittadino è già seguito a livello nazionale e locale per i servizi, l’attività principale del sindacato è la parte sindacale.

Grandi.”

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