FIERA CATENA: DOPO LO SCEMPIO EDILIZIO CI SIA VERA RIGENERAZIONE URBANA

Si parla sedora catenampre più spesso di nuovi interventi edilizi per rinnovare Mantova, quasi sempre senza pensare che per poterlo fare sia necessario partire dal coinvolgimento dei suoi stessi cittadini.

Per ridisegnare pezzi importanti della nostra città serve la massima condivisione, trasparenza e massima disponibilità al dialogo. Troppe volte invece ci siamo dovuti opporre a progetti che lasciavano tutto in mano ai privati (e ai loro interessi) o ad amministratori che con la scusa del “decidere in fretta” hanno escluso chi aveva idee nuove e chi nei luoghi interessati vive e/o lavora.  Per questo motivo vorremmo, ad esempio, che si aprisse un dibattito pubblico sulle aree abbandonate di Fiera Catena.


Negli ultimi decenni gli interventi nell’area sono stati poco legati alle necessità abitative e operative del territorio, un po’ di più a spinte speculative impermeabili alla costruzione di una città per i cittadini. Tra gli esempi negativi va certamente ricordata la vicenda del mancato palagiustizia, uno dei simboli della mala-politica, della febbre edilizia e di una “bizzarra” idea della modernità che ha caratterizzato Mantova per decine di anni.

Accanto a innumerevoli appartamenti di nuova costruzione, ancora vuoti, troviamo interventi mai terminati e mancati interventi, ovvero il “magone” di cemento a ridosso di piazza Polveriera e lo scheletro della Ceramica. Questi non sono semplicemente “simboli di sfiducia da eliminare” (cit. il Sindaco) ma opportunità di riflessione e ripensamento della vita della città.

Nel primo caso, una lunga e intricata vicenda, simile alla vergogna a cielo aperto di Piazzale Mondadori, ha lasciato ai cittadini quattro piani di cemento, un acquitrino e la copertura dello scorcio del vecchio borgo con le tipiche casette basse mantovane. L’abbattimento è dovuto, ma insieme ad esso va operato un ragionamento diverso e complessivo: una semplice “eliminazione” suonerebbe come un colpo di spugna e lascerebbe la possibilità di nuovi progetti simili.

Per quanto riguarda l’ex-Ceramica riteniamo invece che non vada abbattuta, bensì recuperata: avevamo già proposto e lo ribadiamo che questa struttura da simbolo di degrado può essere trasformata in un’area utile per la città e i suoi abitanti. Le arcate e la fornace sono pura archeologia industriale e rappresentano la memoria tangibile del passato operaio del nucleo cittadino. Cancellarle sarebbe un delitto alla memoria storica della città. Si fa presto a parlare di “Rigenerazione Urbana”, ma è proprio questo il punto: quella struttura oggi fatiscente va salvata e armonizzata con il territorio. Pensiamo concretamente all’enorme ex-area industriale del Parco Dora di Torino che è stata recuperata come spazio aggregativo mantenendo la struttura originaria. Ecco, ripulita, curata e debitamente attrezzata, l’area della ex-ceramica potrebbe diventare luogo sociale e culturale, con campetto da pallacanestro, pista da skateboard, etc. Un gioiello per il quartiere e per la città tutta.

Non lo diciamo certo da oggi, ma ripensare la città e cambiare prospettiva dopo decenni di cemento e abbandono sono punti fermi per una vera rigenerazione di Mantova. Semplici interventi spot, pur incisivi e importanti, sarebbero invece delle occasioni perse.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...