ANCORA BUCHI NELL’ACQUA PER I MANTOVANI


buchinellacquaNuove nomine nel cda di Tea, l’annuncio di una onlus “ambientalista” e fusioni, ma la truffa del 2013 è ancora lì.

La nomina del nuovo Cda di Tea Spa vede il sindaco Palazzi, il maggior azionista, stringere alleanze trasversali con Fava della Lega Nord. Chiude il proprio mandato l’amministratore pro-privatizzazione Gualerzi, si riconferma nell’Ufficio d’Ambito il “privatizzatore dem” Roveda e, mentre avanza l’ipotesi di fusione tra Tea e Aimag, spunta dal nulla una fondazione per favorire percorsi ambientalisti. Idea: e se ripubblicizzassimo l’acqua dei mantovani?

Finisce l’epoca Gualerzi, il commercialista della Lega Nord tutto intento a far quadrare i conti e ancora di più i dividendi per gli azionisti: amministratore di un’azienda pubblica, la lascia un po’ più privata di come l’ha trovata; è lo stesso che si dichiarò contrario al referendum del 2011 vinto dai cittadini e tradito dalla politica di centrodestra e centrosinistra. Come in ogni Spa, il nuovo Cda risente del peso squilibrato del 75% delle quote azionarie detenute dal Comune di Mantova: il Sindaco Palazzi ha stretto un patto d’acciaio con Fava della Legafavapalazzi Nord in modo da emarginare i partiti e la fronda dei comuni “ribelli”. Il nuovo Presidente di Tea è il commercialista Massimiliano Ghizzi, tesoriere del Partito Democratico nonché uomo di fiducia di Ezio Zani, l’avvocato dem omnipresente al fianco dell’attuale sindaco nelle foto della sua campagna elettorale ma impresentabile a causa di una inchiesta della magistratura sull’affare delle “casette dell’acqua”. In tema di poltrone, va verso la riconferma all’Autorità d’ambito territoriale ottimato Candido Roveda, ex sindaco di Roncoferraro e al momento unico autore dell’ammissione che l’acqua dei mantovani è stata privatizzata per una precisa scelta politica (qui il video).
onlusDal nulla, nel senso che non è stata discussa dalla maggioranza in via Roma, né dai soci di Tea, è stata annunciata la creazione di “Fondazione Tea”: una onlus che gestirà 400mila euro circa all’anno per sostenere progetti innovativi in campo ambientale. Noi un progetto ce l’abbiamo già e lo ripetiamo da oltre cinque anni: ripubblicizzare l’acqua dei mantovani.
Nel disegno strategico renziano (ma non solo) c’è l’accorpamento delle aziende ex-municipalizzate, portandole verso pochi gestori privati nazionali divisi per aree geografiche: la probabile fusione tra Tea e Aimag, nonostante le rassicurazioni, farebbe il gioco di Hera, che entrerebbe nel nuovo assetto societario come un cavallo di Troia, e la politica locale strizzerebbe l’occhio alle richieste del governo e della finanza. Di certo le parole favorevoli del Sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, non vanno nella direzione del controllo pubblico né tantomeno (vista anche la natura privata di Tea Acque) in quella dei migliaia di cittadini che hanno vinto un referendum e sostengono le ragioni di un’acqua pubblica tolta dalle mani private.

A fronte di tanti annunci, belle parole, sorrisi e strette di mano, gli interessi dei cittadini continuano ad andare alla deriva in un mare politicamente inquinato.

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