La posta ancora in gioco

postagiocoNon bastano le proteste delle Istituzioni per “mitigare” gli effetti della privatizzazione di Poste Italiane

Su invito del presidente della Provincia Beniamino Morselli, 21 sindaci mantovani si sono incontrati per protestare contro l’ennesimo taglio del servizio di Poste Italiane, cercando anche di “posticiparne” effetti come la consegna della posta a giorni alterni, ma senza mettere in discussione la strategia privatizzatrice.

Nel Mantovano c’è già stato un 33% di tagli a carico dei lavoratori delle Poste e, con la nuova “ristrutturazione” dei 235 portalettere attualmente in servizio, ne rimarranno 177. Il nuovo corso di Poste Italiane Spa (con lo Stato Italiano come maggiore azionista) in pochi anni ha eliminato metà dei suoi dipendenti.

Se il percorso di privatizzazione procede lentamente, quello formale viaggia speditamente: la quotazione in borsa e le continue “ristrutturazioni aziendali” creano le condizioni di un disastro che ricade come sempre sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori delle poste e su tutti gli utenti che si trovano ad avere un servizio sempre meno di qualità e puntuale. Il modello del profitto, dell’obbedienza alle leggi del mercato è una trappola in cui sono cadute ferrovie, telecomunicazioni e sanità da cui è necessario uscire ricostruendo l’idea di un sistema pubblico trasparente, efficiente ed accessibile a tutti.

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