NO TAV: la scelta partigiana di schierarsi in prima persona

984280_453402208146299_6180802279780394747_nGrazie a tutte e tutti i partecipanti alla proiezione speciale di QUI organizzata in collaborazione con il cinema del carbone.
In questi anni sulla lotta No Tav si è detto e scritto molto e, spesso, la narrazione dominante ha cercato di dipingere i cittadini resistenti come barbari assetati di distruzione. Un’opera di demonizzazione organizzata per sminuire un movimento popolare che, al tempo dell’individualismo e dell’antipolitica, è nato e cresciuto riuscendo a tenere in scacco una grande opera inutile e dannosa. Gli interessi politici ed economici che sottendono al Tav hanno reagito scatenando una guerra contro i No Tav sia sul piano militare che su quello politico, ideologico e giudiziario.

Quello della parziale sospensione della democrazia e dell’attacco diretto ai manifestanti è un copione che purtroppo va in scena ovunque ci sia una grande opera imposta per il profitto. È un problema che ci riguarda da vicino per due motivi: il primo e più evidente è che la linea del Tav passerà anche sopra le nostre teste, nel tracciato Brescia-Verona rischiando di causare gravi danni al territorio del basso Garda e le colline moreniche dilapidando inoltre ingenti risorse pubbliche. L’altro è che proprio Mantova non è stata, non è e non sarà esente da questi pericoli, essendo già stata vittima di scempi ambientali e di lotte ambientaliste che certa politica è stata capace di schiacciare per portare avanti i propri piani: grandi e piccole opere dannose e/o inutili imposte senza trasparenza e senza il coinvolgimento dei cittadini che vivono sul territorio.
Il film di Daniele Gaglianone (presente all’evento in collegamento skype) ha la bellezza di essere fatto con le parole e i silenzi di persone semplici, uomini e donne, giovani e vecchi, lavoratori della valle che da anni si oppongono alla costruzione della linea ad alta velocità, alla devastazione ambientale, allo spreco di risorse pubbliche e alle infiltrazioni mafiose.

Non ci sono santini rivoluzionari o icone, ma persone comuni che, trovatesi nella tempesta, hanno fatto la scelta partigiana di schierarsi in prima persona per difendere la comunità, la libertà di tutti e la propria terra.

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30.11: Alternative – con Luca Martinelli

martsmSabato 30 novembre
dalle 18 @ Cartiera Burgo – Mantova

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ALTERNATIVE
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Incontro pubblico per condividere percorsi di cambiamento:  per una nuova finanza pubblica e sociale, per una nuova economia  solidale e per la salvaguardia del territorio e del paesaggio

Con LUCA MARTINELLI (scrittore e giornalista di Altreconomia)

[Al termine dell’incontro, si terrà  una risottata di autofinanziamento organizzata  dai lavoratori in lotta  del presidio Burgo]

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La finanza è uno strumento potente che può servire per estarre ricchezza dalla collettività per destinarla ai mercati o, al contrario, estrarre ricchezza dai mercati per realizzare l’interesse della maggioranza. In quest’ottica semplificata si comprende quale sia stato il meccanismo che ha creato la crisi economica e le politiche di austerity che offrono cure ancora più invasive della malattia. Il mercato che passa sopra le vite degli uomini li riduce a merce, il lavoro non ha più valore e le città diventano terreni di conquista per speculatori, dove privatizzare servizi o edificare quartieri fantasma.

La globalizzazione ci consegna questo scenario diffuso, ma nel territorio italiano abbiamo raggiunto livelli di allarme che appaiono spesso senza ritorno. Anche nel Mantovano interi pezzi di territorio sono stati cementificati senza senso, il lavoro viene continuamente precarizzato o delocalizzato; si privatizzano i beni comuni come i servizi pubblici e l’acqua a dispetto delle scelte dei cittadini: la DEMOCRAZIA stessa ne esce mortificata, schiacciata dalle solite “esigenze” di tipo economico. Per questi motivi, la finanza pubblica diventa uno strumento fondamentale. Ed è per questo che noi dobbiamo lavorare per ri-appropriarcene, con un approccio trasformativo.

Al centro della “nuova geografia” di Mantova al tempo della crisi c’è la CARTIERA BURGO, dove da quasi un anno i lavoratori hanno occupato la mensa aziendale trasformandola in un laboratorio resistente per l’alternativa. Qui ci incontreremo sabato 30 novembre per condividere conoscenze, idee e riflessioni per iniziare a costruire il cambiamento. Parteciperà LUCA MARTINELLI, scrittore e giornalista di Altreconomia, che ha appena pubblicato una nuova edizione del testo “Salviamo il paesaggio” su cui, tra gli esempi di gruppi locali, compare anche il contributo di eQual con il dossier cemento/casa e il materiale grafico realizzato nell’autunno del 2012; il 30 novembre sarà un momento importante anche per riflettere sul debito e sulla Cassa Depositi e Prestiti, tema sul quale Luca Martinelli ha appena mandato in stampa l’altro libro,La posta in gioco“, scritto a 4 mani con AntonioTricarico: ragionamenti “altri” per smontare la trappola del debito e delle politiche di austerità e per costruire una campagna di riappropriazione della ricchezza sociale.

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Aderiscono/sostengono l’evento:

– Network Studentesco
– Coop Il Mappamondo (MN)
– Comitato acqua Mantova
– Coordinamento locale dei soci di Banca Etica della provincia di Mantova
– Centro Bruno Cavalletto

* (Per informazioni e prenotazioni riguardanti la cena manda una mail o chiama al 339-1885681)

Ma quale Tav! A Mantova mancano persino i treni pendolari!

In questi giorni si cerca, chi a Mantova e chi a Brescia, di scaricare ad altri il boccone avvelenato del TAV. Come al solito in pochi hanno il coraggio di affermare con forza ciò che la linea TAV rappresenta per il territorio: un’opera inutile che non porterà alcun beneficio, soprattutto al nostro. Costruire una linea TAV tra Milano e Venezia quando esiste già una linea ferroviaria che può essere ammodernata e potenziata, equivale pressapoco a costruire un’autostrada a fianco della A4 riservata solo alle Formula Uno. Un’opera che non serve ai cittadini, ma serve ai grandi appaltatori, mafie e parassiti vari.

Il piano urgente per i trasporti di Mantova che noi proponiamo è questo: basta tagli alle linee dei pendolari e al personale, raddoppio binario linee Mn-Vr e Vr-Mn (per dimezzare i tempi di percorrenza) e acquisto di nuovi treni fatti costruire in Italia.

Facciamo qualche calcolo.

4 CM DI TAV = 1 ANNO DI PENSIONE
3 METRI DI TAV = 1 SCUOLA MATERNA 4 SEZIONI
500 METRI DI TAV = 1 OSPEDALE DA 1200 POSTI, 226 AMBULATORI, 36 SALE OPERATORIE
1 KM DI TAV = 50 TRENI PENDOLARI

Di seguito la prima parte di FRATELLI DI TAV – Effetti collaterali del “treno ad alta velocità” (documentario, colore, 2008).

Una video-inchiesta sull’impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l’impatto che questa “Grande Opera” esercita sui territori che attraversa – in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari – è sorprendente.
Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell’impatto, inevitabilmente, subiscono. “Fratelli di Tav” combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica – rapporti anch’essi ad “Alta Velocità” – intercorsi nella realizzazione della Tav.
Un’analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra cemento e binari sotto ogni tratto della ferrovia che, lentamente ed a costi esorbitanti, viene portato a termine.

Un documentario di Manolo Luppichini e Claudio Metallo
info: fratelliditav.noblogs.org/