Dossier Expo 2015: Mantova

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[ Scarica qui il Pdf della nostra inchiesta su Expo ]

A poco meno di un anno dall’inaugurazione, Expo 2015 è stato colpito da una serie di scandali giudiziari, ritardi e controinchieste che ne hanno minato la narrazione “positiva”. Anche grazie al lavoro paziente di attivisti sociali e di giornalisti indipendenti, oggi sappiamo che Expo sarà solo una costosissima fiera di medie dimensioni che ha snaturato il tema originario “Nutrire il pianeta, energia per la vita” a suon di precarietà e colate di cemento. Non siamo davanti a poche mele marce, ma ad un collaudato sistema di potere economico e politico che si scambia favori per continuare ad arricchirsi oscenamente in piena crisi: centrodestra e centrosinistra, tutti dentro con le proprie “clientele” imprenditoriali; anche le migliaia di posti di lavoro promessi per Expo infatti, manco a dirlo, si traducono per lo più in stage sotto pagati e volontariato, ossia lavoro gratis, sfruttamento.

Siamo dunque convinti che tutto il pesce Expo 2015 puzzi di marcio, dalla testa milanese fino ad arrivare a Mantova. La crisi morde e viene ripetuto che “non ci sono soldi” per casa, lavoro e beni comuni, ma centinaia di migliaia di euro sono pronti ad essere investiti per l’appendice mantovana dell’esposizione internazionale.
I trecentomila euro che verranno investiti per il padiglione galleggiante, le decine di progetti evanescenti che da un anno sono fermi a “pensierini” e “work in progress”, fanno presagire uno scenario pessimo; una situazione in cui la politica locale, ben raccordandosi a quella regionale, ha dimostrato una discreta dose di cialtroneria che rischia di dare un colpo decisivo alla già fragile situazione economica del territorio.

Come eQual ci siamo già impegnati nella denuncia puntuale delle connessioni tra Milano e Mantova in chiave Expo. Durante la recente tappa mantovana dell’Expo Tour regionale, al mattino abbiamo contestato la passerella di politici sorridenti stando in piazza e informando i cittadini sul problema, mentre alla sera abbiamo portato una “light brigade” tra il (poco numeroso) pubblico dell’Expo-concerto di Davide Van Der Sfroos. Adesso rilanciamo tramite la pubblicazione e la diffusione di questa inchiesta che punta a tracciare il profilo di Expo declinato sulla nostra città.

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo diventa simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati. Expo arriva, devasta e passa, mentre i debiti e l’impoverimento dei territori rimarranno per i prossimi anni. Per questo tocca a noi tutti smontare e rompere il meccanismo di Expo costruendo un’alternativa fatta di partecipazione, tutela del lavoro e dei beni comuni e dalla difesa del diritto alla città.

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#NoExpo: presidio e volantinaggio a Mantova

presidionoexpo————————————————–
Domenica 14 settembre, h. 9.30
(piazza Mantegna – Mantova)

#NOEXPO: PRESIDIO E VOLANTINAGGIO

Durante la giornata di “Expo Tour” organizzata da Regione Lombardia, rompiamo la cappa di silenzio per affermare che Expo serve unicamente per la distribuzione clientelare di ingenti risorse pubbliche e ha come unico risultato la devastazione ambientale e la creazione di nuovo debito pubblico.
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Le cronache e le inchieste giudiziarie degli ultimi mesi hanno rivelato un quadro di corruzione e malaffare che lega tra loro mega-eventi e grandi opere: dal Tav al Mose, dalla ricostruzione post sisma de L’Aquila fino ad arrivare a EXPO 2015.
È ormai chiaro che dietro le belle parole sui temi dell’EXPO e sulle prospettive di sviluppo e rilancio dei territori si nascondono grandi interessi economici per pochi: strade, case, centri commerciali, poltrone in Spa, visibilità per i politici e ingenti finanziamenti pubblici. Non siamo davanti a poche mele marce, ma ad un collaudato sistema di potere economico e politico che continua ad arricchirsi anche in piena crisi: centrodestra e centrosinistra, tutti dentro con le proprie “clientele” imprenditoriali. A completare il quadro i migliaia di posti di lavoro promessi si traducono per lo più in stage sotto pagati e volontariato, ossia lavoro a gratis e sfruttamento.
Milano, la Lombardia e Mantova: realtà proiettate verso Expo2015.
Su Expo per fortuna il sistema economico e politico mantovano è in ritardo come i treni della Mantova-Milano, ma un po’ tutta la politica sembra entusiasta e pronta a saltare sul carro della manifestazione. Cosa succederà dato che ci sono in ballo fondi pubblici e privati per una serie di progetti (al momento però inesistenti o campati per aria) legati a Expo 2015? 320 mila euro verranno spesi per il “padiglione galleggiante”, l’inutile piattaforma-simbolo della partecipazione di Mantova alla grande esposizione milanese. Tutto questo mentre viene ripetuto che non ci sono soldi per i disoccupati, si aumentano le tasse e si taglia su scuola e sanità.
La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo diventa simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati. Non solo. Dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono OGM e SISTEMI alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor di Expo 2015. Un altro dei maggiori finanziatori del mega-evento mostra in questi mesi il suo vero volto: lo Stato israeliano, che quest’estate ha bombardato e devastato Gaza facendo strage della sua popolazione. Domenica la città di Mantova ospiterà la tappa di un tour di Expo per presentarsi ai territori: per questo organizziamo un momento di presenza critica e di dissenso.

Domenica 14 settembre, dalle 9.30 IN PIAZZA MANTEGNA, a pochi metri dal Palazzo della Ragione dove si terrà un convegno che, di fatto, lancia la manifestazione a livello locale.
R O M P I A M O I L S I L E N Z I O !

La torre galleggiante – Mantova Expo 2015

Anche Mantova vuole far parte di Expo 2015: mentre a Milano fioccano arresti e indagini nei confronti di politici di centrodestra e centrosinistra che avevano creato un sistema di tangenti per favorire imprese politicamente “amiche”, da noi gli amministratori stanno ancora elaborando i primi progetti. Tra questi ci sarebbe la “torre galleggiante”, il padiglione mobile da piazzare sul lago di mezzo; giusto tra la Ies spenta e la Burgo chiusa. Uno “scherzetto” che dovrebbe costare tra le 350 e i 450mila euro, di cui 50.000 andranno all’archistar portoghese per il progetto. Per realizzare l’opera dovrebbero collaborare economicamente Comune, Provincia, Camera di Commercio,Parco del Mincio e Confindustria. Con molta ironìa abbiamo elaborato anche noi una nostra versione del progetto, ispirata ad una saga cinematografica.
padiglione

Cast e personaggi:

Pàstacc il Bianco: Alessandro Pastacci, Presidente della Provincia di Mantova
Sodo Braghins: Nicola Sodano, sindaco di Mantova
Benedorm il ramingo: Giampaolo Benedini, ex assessore ai lavori pubblici di Mantova
Arwen Maròn: Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia
Fàvowin: Giovanni Fava, assessore regionale all’agricoltura
Mordor: Milano

Nella marcia verso Expo 2015 nubi minacciose si alzano all’orizzonte. Quella che doveva essere la grande manifestazione si sta rivelando un affare per pochi che si scambiano favori e somme di denaro aiutati da bande di orchetti; il territorio viene devastato da cemento e opere inutili. Nella Contea di Mantova tutto arriva in ritardo: la Compagnia dell’Anello di Monaco, formata da Pàstacc il Bianco, il Sindaco Sodo Braghins e Benedorm il ramingo civico, si sono incontrati alla cascata del Vasarone, ma sono ancora indecisi su come partecipare al grande evento. Ripetono che non ci sono soldi per case popolari, aiutare gli hobbit disoccupati, ripubblicizzare le acque ormai privatizzate eppure cercano fondi per grandi opere. Tra le altre proposte, mentre i carri meccanici che vanno dalla contea di Mantova fino a Mordor sono sempre guasti o in ritardo, si pensa a particolari e costosi carri ristorante; il progetto più imponente (e indispensabile?) per la Contea sembra però essere quella della grande torre galleggiante sul lago di mezzo: un avveniristico padiglione che costerà diversi sacchi di soldi d’oro di privati e soldi d’argento del patrimonio di tutta la città di Paludeville e della Contea di Mantova. Da Mordor, tra scandali, ritardi nei lavori e arresti eccellenti, il presidente Arwen Maròn osserva e ripete che tutto va bene; nel frattempo, dal suo scranno regionale, Fàvowin tuona contro tutti i rappresentanti della Contea per la loro inettitudine.

Il malaffare, lo spreco, la cementificazione e la cialtroneria vanno fermate: servirà l’impegno unito di uomini, donne, elfi, nani e hobbit. Ce la faranno i nostri eroi?