Oltre 600 manifestanti No Inceneritore a Mantova

17342955_1452068908168760_8900611523957149364_nQuesta mattina abbiamo partecipato alla grande manifestazione cittadina contro al nuovo inceneritore della cartiera Burgo. Insieme a oltre 600 partecipanti abbiamo gridato “No ai ricatti su Lavoro e Ambiente”: vogliamo una politica con le idee chiare che sappia dire no ai ricatti e che persegua con tutti i mezzi necessari la giustizia ambientale che è strettamente legata alla giustizia sociale: non esiste nessun conflitto lavoro-ambiente laddove la politica si dimostra capace di indirizzare l’attività economica affinché essa non si svolga “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, così come affermato dall’articolo 41 della Costituzione.

Annunci

REFERENDUM: VINTA UNA BATTAGLIA GIUSTA

15319286_1302215323154120_9214837307445970730_nREFERENDUM: VINTA UNA BATTAGLIA GIUSTA
La Costituzione è salva ancora una volta, ora applichiamola.

Questi mesi in prima linea sono stati faticosi, ma il risultato storico di domenica ripaga di tutte le fatiche. Come dieci anni fa il tentativo di manomettere pesantemente la Costituzione è affondato sotto i colpi di milioni di elettori: adesso mettiamoci al lavoro per vederla applicata.

Il popolo ha vinto e ha travolto uno dei governi più arroganti degli ultimi anni: oggi concretizzare questo risultato significa lottare per i diritti contenuti nella Costituzione e che ieri abbiamo dimostrato di saper difendere. Abolire il Jobs Act e l’utilizzo dei voucher, difendere il diritto alla salute dai tagli e dalle privatizzazioni, riprenderci il diritto ad un ambiente salubre ed eliminare le cause dell’aumento delle disuguaglianze devono diventare le priorità; è ora che gli investimenti pubblici mirino a fare il bene delle collettività e non a riempire le tasche di pochi noti.

Come facciamo da sempre, noi i diritti non li difendiamo solo sulla carta ma nella pratica quotidiana. Anche per questo domenica ha vinto chi dal basso ha costruito e organizzato i comitati e ci ha creduto fino in fondo. Anpi, Arci, Fiom, Cgil, Libertà e Giustizia, sindacati di base, realtà sociali e politiche etc. da nord a sud hanno animato il fronte del no, nonostante l’oscuramento mediatico e politico.

Ha perso il PD con le sue vecchie politiche anti-popolari fatte su misura per Confindustria mentre ridacchiano le destre che hanno provato a cavalcare opportunisticamente questa battaglia, ma sono solo un’altra faccia dell’autoritarismo e della corruzione di questo Paese. Festeggiamo perché dopo due anni di slide e di manganellate, di leggi infami e di sorrisi arroganti, ci prendiamo un momento di gioia collettiva. La situazione è ora in bilico: arrendersi al presente o costruire il futuro; scegliamo quest’ultima opzione sapendo che c’è bisogno dell’aiuto, dell’intelligenza e delle competenze di tutte e tutti. Bisognerà avere coraggio e organizzazione, noi ci siamo.

SI FERMA LA LOTTIZZAZIONE DELL’EX LAGO PAIOLO: UNA BUONA NOTIZIA PER LA CITTÀ

14424225_10209391948869464_1940816369_oIl Partito del Cemento incassa una pesante sconfitta da 110 mila metri quadrati

Una buona notizia per Mantova: l’area verde dell’ex Lago Paiolo è quasi definitivamente salva. Avevano pienamente ragione i cittadini che già dal lontano 2009 (il momento dell’approvazione definitiva del piano attuativo) sostenevano l’inutilità e l’insensatezza del progetto edificatorio che avrebbe dovuto riversare cemento, palazzine, supermercato, uffici e parcheggi sotterranei sull’area verde di fronte al nuovo ospedale.

Una assurdità da 110mila metri quadrati nata all’epoca della giunta Burchiellaro che è passata indenne attraverso 3 amministrazioni, a dimostrazione della trasversalità del partito del cemento. A settembre 2016 questo progetto pare essere quasi definitivamente tramontato: le autorizzazioni urbanistiche scadranno ad aprile del prossimo anno, la ditta costruttrice è stata dichiarata fallita e il patrimonio immobiliare cittadino non ha di certo bisogno di altra edilizia residenziale e direzionale privata. Gli 11mila mantovani che avevano sostenuto la petizione del comitato “Salviamo il Lago Paiolo” per salvare uno dei polmoni verdi della città avevano visto giusto: il tempo è galantuomo.

Ora sarà però necessario mettere in campo tutti gli strumenti utili per far sì che l’area non torni ad essere in futuro terreno fertile per nuovi tentativi di speculazioni edilizie. Nei prossimi giorni ci metteremo al lavoro per approfondire la questione ed elaborare proposte operative.

+++ Qui un’intervista del 2010 che ripercorre le tappe del progetto e della raccolta firme: https://www.youtube.com/watch?v=p7ZnM8c88qI

INCENERITORE: LA PUNTA DELL’ICEBERG INQUINATO DI MANTOVA

burgoINCENERITORE: LA PUNTA DELL’ICEBERG INQUINATO DI MANTOVA
Si al lavoro, si alla salute. No ai profitti sulla pelle della città.

Il dibattito su salute, ambiente e lavoro a Mantova ha radici storiche e ancora oggi tutti noi abbiamo sotto gli occhi una realtà compromessa e inquinata. Si sono prodotti diversi studi scientifici e negli anni abbiamo ascoltato molti tecnici e storici studiosi del problema. È evidente che il problema non riguarda solo il nuovo inceneritore della “nuova cartiera” ex-Burgo, ma si allarga a tutto il SIN del polo chimico e ad un “sistema Mantova” in cui l’ambiente, la salute dei cittadini e dei lavoratori sono stati messi in secondo piano rispetto al profitto privato intrecciato con gli interessi politici.

Non abbiamo di certo dimenticato come nel 2005 l’arroganza di un centrosinistra autoritario impose il turbogas alla città. La sconfitta del movimento ambientalista ha poi pesato per diversi anni nel sentire comune, alimentato da un senso di sfiducia e impotenza. Sono passati gli anni ma ancora oggi per le amministrazioni la partecipazione, è bene dirlo, è ridotta ai pochi minuti dedicati a cittadini e associazioni nelle audizioni all’interno dei procedimenti amministrativi di Comuni, Asl, Provincia etc. In poche parole: il minimo.

Pro-Gest ha riadattato per Mantova uno schema già bocciato in altre città: la bella promessa di una manciata di posti di lavoro sul territorio e altrettanti nell’indotto, un modesto turbogas ed un nuovo scintillante inceneritore per bruciare non solo gli scarti della produzione mantovana del cartoncino “eco-friendly” , ma anche i rifiuti degli altri stabilimenti del gruppo vicentino. Grandi e piccini pensano che Zago (il proprietario) sia una specie di Babbo Natale che porta ricchezza e regala posti di lavoro gratis. Ci dispiace essere bruschi, ma Babbo Natale non esiste: Pro-Gest fa semplicemente il suo interesse di impresa cercando di massimizzare i profitti riducendo i costi come e dove può.

Per questo per noi lottare contro bassi salari, licenziamenti e sfruttamento dei lavoratori è sullo stesso identico piano della lotta contro chi scarica i costi di produzione sulla collettività sottoforma di inquinamento. Non ci risulta infatti che un tumore o una leucemia infantile siano rendicontate nelle relazioni semestrali delle SPA.

Vogliamo sfatare un altro mito: non viviamo di “economia immateriale” o in un mondo che può fare a meno della produzione manifatturiera e per questo il problema da porsi è necessariamente “come” produrre (oltre al “quanto” e “dove”). Visto che la produzione crea vantaggi e svantaggi sarebbe bene concentrarsi su come distribuirli equamente per evitare (come oggi avviene) che in pochi si prendano i primi e in molti siano costretti a sopportare i secondi. Se nel 2016 dobbiamo ancora pensare a come smaltire la produzione di rifiuti è perché quell’incenerimento diventa per l’industriale una forma di guadagno nel business dei rifiuti. Per risolvere il problema bisogna andare alla fonte favorendo e implementando produzioni che non generano rifiuti anche attraverso la legislazione nazionale (mentre attualmente il Governo sta favorendo gli inceneritori attraverso lo Sblocca Italia) e bloccando nel frattempo con ogni mezzo necessario a livello locale i nuovi inceneritori.

Se la giunta di Mantova sui temi ambientali si muove in modo insicuro ancora peggio fa l’opposizione di centrodestra che sembra aver dimenticato di aver votato nel 2014 l’autorizzazione al vecchio inceneritore. Non serve farsi prendere dall’isterìa, né nascondersi dietro al dito di dati tecnici che tra l’altro si sono rivelati molto controversi (si veda la posizione molto netta dell’ing. Rabitti): Pro-Gest ha fatto una offerta. Una politica che ha tutela gli interessi della città ha il compito di mantenere la mente fredda ed avere la capacità di fare scelte al rialzo per il bene dei lavoratori e dei cittadini.

Bene la riapertura della ex cartiera, ma serve la forza di dire “no” all’inceneritore facendo una scelta di campo molto chiara e di parte: rovesciare la logica di chi vorrebbe scaricare sulla collettività il costo dello smaltimento dei rifiuti accettando solo ciò che può essere utile per la città.

Referendum 17 aprile: tutte e tutti a votare!

trivelleDomenica 17 aprile si voterà per il referendum sulle trivellazioni. È stato fatto di tutto per allontanarci dal voto, per impedire una corretta e completa informazione, ovviamente per vanificare il ricorso allo strumento referendario come possibilità per decidere contro scelte che qualcuno ha fatto al posto nostro. Oltre alla scelta di legge che si vuole abrogare, questo governo continua con le sue imposizioni: ha deciso di non voler ascoltare i cittadini, da una parte evitando di garantire un risparmio accorpando il referendum al voto amministrativo, dall’altra invitando apertamente al non voto. In entrambi i casi il tentativo di non far raggiungere il quorum previsto denota una grande paura di perdere.

Ma l’appello all’astensione richiama anche ad una volontà autoritaria del tutto disinteressata nei nostri confronti ad esclusivo vantaggio di interessi “altri”. Sono quegli stessi interessi che stanno emergendo anche nelle recenti inchieste con compromissioni dell’esecutivo di governo. Sono gli stessi interessi di multinazionali del petrolio poco abituate alla considerazione della salute dei cittadini e dell’ambiente. A sostegno del Sì ci sono argomentazioni paesaggistiche, ambientali ed economiche: la crisi economica e quella ambientale che stiamo vivendo, con pesanti ricadute sociali, sono strettamente connesse. Per uscirne è necessario promuovere un modello di sviluppo diverso, dal quale le fonti fossili devono essere sempre più marginalizzate. In questo nuovo modello, una scelta energetica che si orienti verso una conversione ecologica non sottrarrà posti di lavoro ma, al contrario potrà crearne altri: si parla di 1.200.000 posti di lavoro diffusi sul territorio nazionale nelle rinnovabili e nella riqualificazione edilizia. In questo nuovo modello di sviluppo si dovrà tener conto dell’urgenza che i cambiamenti climatici ci impongono. Il referendum del 17 aprile ci consente di dare un impulso significativo verso un futuro che salvaguardi la salute dei cittadini, dell’ambiente e che costruisca un modello che crea nuovi posti di lavoro stabili e duraturi nelle energie rinnovabili, nel turismo, nella pesca, nella riqualificazione edilizia, nell’agricoltura, nelle risorse culturali ed umane, vere ricchezze dei nostri territori.

Qualunque sia la scelta è comunque necessario veicolare un forte impegno: contrastare chi ci chiede di delegare, allontanandoci dalla partecipazione e dalle scelte della vita che riguarda noi tutti. È un problema di democrazia! Alcuni decenni fa, la lotta di donne e uomini consapevoli e determinati ci ha consegnato la dignità dello status di cittadini. Non possiamo sprecare l’opportunità di ribadire la nostra scelta di partecipazione, anche se limitata a un Sì o un NO, proprio a pochi giorni dalla commemorazione di quegli eventi. Il nostro appello si somma a quello di tanti altri: andiamo a votare e, per un futuro migliore, votiamo Sì.

 

Associazione eQual
Arci Mantova

Moglia: Ambiente e Mafie – responsabilità collettiva e difesa del nostro territorio

12794524_1054762077899447_5380870763903641018_nGiovedì sera siamo intervenuti all’incontro “Ambiente e Mafie – responsabilità collettiva e difesa del nostro territorio” organizzato dal Comitato Civico per l’Ambiente e la Salute di Moglia – MN. Oltre ad Emanuele Bellintani in rappresentanza di eQual, hanno partecipato come relatori anche Luigi Caracciolo, scrittore e docente di scienze criminali, il giornalista Donato Ungaro e Mons. Paolo Gibelli.

Nel nostro intervento abbiamo sottolineato come la mafia trovi terreno fertile laddove esiste un pericoloso sodalizio tra “cattiva politica” e “cattiva economia” che privatizza e devasta i territori. Gli esempi, limitandoci solo alla città capoluogo, non mancano di certo: dalla speculazione CoopSette/Esselunga a Porta Cerese alla devastazione di Piazzale Mondadori passando per la privatizzazione di Tea Acque. Troppe volte abbiamo visto le amministrazioni rinunciare al loro ruolo di espressione delle comunità locali per favorire gli interessi privati di pochi.
Per fermare questa spirale non ci sono scorciatoie: serve la partecipazione attenta e indignata di tutte e tutti per colmare i vuoti lasciati dalla politica, riconquistare i beni comuni e far valere gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.

Un ringraziamento particolare a Marco Capelli del Comitato di Moglia e a Sara Donatelli del movimento Agende Rosse per l’ottima conduzione della serata.

Manifestazione al polo chimico di Mantova: no alla svendita di Eni/Versalis!

IMG_20160120_113544

Questa mattina abbiamo manifestato al polo chimico di Mantova‬ insieme ai lavoratori di ‎Eni‬ / ‎Versalis‬. Lo sciopero ha coinvolto tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, con picchi di partecipazione del 100% a Gela e a Brindisi. La multinazionale energetica è infatti intenzionata a svendere il settore strategico della chimica di base per orientarsi verso l’esplorazione ed estrazione di petrolio e gas. Questa svendita di un patrimonio industriale pubblico crea inoltre le condizioni per una crisi occupazionale: per lo stabilimento mantovano non ci sarebbero infatti garanzie per la tenuta del processo produttivo.

Gruppi ristretti di azionisti e manager brindano ai loro guadagni, mentre la maggior parte della popolazione sta vivendo una situazione drammatica: il territorio mantovano ha già sopportato il peso di diverse crisi aziendali e, specialmente nelle aziende di grandi gruppi societari, è stata martoriata da una strategia di annientamento che colpisce i lavoratori, la produzione e l’ambiente, prima con l’inquinamento e poi con le mancate bonifiche. Un “capitalismo straccione” che da vent’anni prosegue senza sosta un pericoloso binomio di delocalizzazioni e dismissioni di capitale pubblico che sta asportando gli organi vitali dell’economia di questo Paese e della nostra città. Ancora più grave quando questa strategia viene attuata dallo Stato per svendere un’azienda pubblica ai privati.

Manca una seria politica industriale e dopo anni di errori strategici mancano drammaticamente una coscienza forte e compatta in tutto il mondo del lavoro, e forze politiche adeguate a dare battaglia contro questa ondata neoliberista. Oggi abbiamo eravamo presenti per dare un impulso alla costruzione di legami solidali tra lavoratori e sostenere le rivendicazioni dei 960 dipendenti mantovani di Versalis e le centinaia di lavoratori dell’indotto.

 

Tutti giù per terra!

umwelt QTUTTI GIÙ PER TERRA!
Un ciclo di eventi che parte dalla terra e ritorna alla terra.

Cene, incontri e approfondimenti per conoscere e far crescere una resistenza che si combatte ogni giorno: dai contadini che si riappropriano degli antichi saperi ai movimenti ambientalisti che difendono la salute e il territorio dagli appetiti degli speculatori, dalla gestione dei rifiuti nei comuni virtuosi fino ad arrivare a chi sta ripensando alla giustizia ambientale come all’altra faccia della giustizia sociale.

Tutte questioni che ormai non si possono più etichettare solo come “ambientaliste”, ma che pongono domande che riguardano la richiesta di democrazia e partecipazione reali, il conflitto tra lavoro e salute, l’utilizzo dei fondi pubblici, il destino delle economie di interi territori e il significato stesso di “abitare la Terra”.

In questi anni abbiamo combattuto in prima linea per difendere il “diritto alla città” da speculazioni edilizie e svendita del patrimonio pubblico, contro grandi opere inutili che devastano il territorio e si mangiano la campagna, contro chi cancella leggi e regolamenti (es. Sblocca Italia) per lasciare campo libero a centrali, discariche e trivellazioni private. Anche in queste battaglie abbiamo sperimentato come solo uniti, organizzati e preparati si può davvero pensare di vincere.

Con il ciclo “TUTTI GIÙ PER TERRA!” vogliamo mettere in comune questo patrimonio, non in un luogo, ma dentro un percorso di formazione collettiva in cui condividere esperienze, idee e pratiche per leggere, interpretare e trasformare radicalmente l’esistente.
Si parte con i primi due eventi del 2015:

Sabato 21 novembre – LE MANI NELLA TERRA

ore 19:30 | Arci Primo Maggio – San Benedetto Po, via Trento 6

Cena sociale a base di polenta e companatico stagionale (per prenotazioni: gruppoequal@gmail.com). A seguire esperienze a confronto per parlare di terra, dei suoi frutti e delle scelte del lavoro di chi la coltiva.
———————

Giovedì 3 dicembre – I RIBELLI DELLA TERRA – I “no” che aiutano a crescere.

ore 21:00 | Sala Consiliare, San Benedetto Po, piazza Folengo, 22

Quale è la situazione dei conflitti ambientali nel nostro paese? Quali conseguenze avrà la legge Sblocca Italia? Quali strumenti hanno a disposizioni i cittadini per difendere il territorio?

Con Domenico Finiguerra (sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) dal 2002 al 2012, Comuni Virtuosi e Forum Salviamo il Paesaggio e Stop al Consumo di Territorio) e Marco Capelli del Comitato civico per la salute e l’ambiente di Moglia.

Documentario: la salute negata, il futuro contaminato

Ecosin, canale web dedicato a temi ambientali, ha realizzato un documentario sulla situazione del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Laghi di Mantova/Polo Chimico; durante le riprese, come eQual, abbiamo aiutato la troupe ad orientarsi nella “nebbia” (atmosferica e metaforica) che ammanta il tema partecipando anche alla sua realizzazione. Dopo un paio d’anni di “peripezie” tipiche per chi fa giornalismo d’inchiesta in un Paese come l’Italia, il filmato è stato pubblicato online nei giorni scorsi.

Quando nel 1946 venne presa la decisione di costruire a Mantova un polo chimico nessuno pensava ai danni che tale insediamento avrebbe provocato all’ambiente. Ora siamo di fronte a un progressivo declino che dura da decenni, pagato a caro prezzo dallo Stato italiano come sostegno alla produzione (che per farlo usa ovviamente le tasse dei suoi cittadini) e pagato soprattutto con la vita di chi ci ha lavorato e di chi vive attorno a quell’area. Galleggiando su un lago di surnatante fatto di idrocarburi, a suon di ricatti occupazionali e con la “promessa” di bonifiche ferme all’1% dell’area, chi fa profitto continua a farlo opprimendo la città e mortificando i lavoratori di tutta l’area che occupa il 15% del suolo comunale con le sue sedici aziende.

Documentari come quello girato da Ecosin, servono a smascherare il sistema di aggressione del territorio a scopo di rapina che lascia sul campo inquinamento, disoccupazione e degrado. È il capitalismo feroce e straccione che la politica ha servito e riverito negli ultimi due decenni.

#NoExpo: presidio e volantinaggio a Mantova

presidionoexpo————————————————–
Domenica 14 settembre, h. 9.30
(piazza Mantegna – Mantova)

#NOEXPO: PRESIDIO E VOLANTINAGGIO

Durante la giornata di “Expo Tour” organizzata da Regione Lombardia, rompiamo la cappa di silenzio per affermare che Expo serve unicamente per la distribuzione clientelare di ingenti risorse pubbliche e ha come unico risultato la devastazione ambientale e la creazione di nuovo debito pubblico.
—————————————————–

Le cronache e le inchieste giudiziarie degli ultimi mesi hanno rivelato un quadro di corruzione e malaffare che lega tra loro mega-eventi e grandi opere: dal Tav al Mose, dalla ricostruzione post sisma de L’Aquila fino ad arrivare a EXPO 2015.
È ormai chiaro che dietro le belle parole sui temi dell’EXPO e sulle prospettive di sviluppo e rilancio dei territori si nascondono grandi interessi economici per pochi: strade, case, centri commerciali, poltrone in Spa, visibilità per i politici e ingenti finanziamenti pubblici. Non siamo davanti a poche mele marce, ma ad un collaudato sistema di potere economico e politico che continua ad arricchirsi anche in piena crisi: centrodestra e centrosinistra, tutti dentro con le proprie “clientele” imprenditoriali. A completare il quadro i migliaia di posti di lavoro promessi si traducono per lo più in stage sotto pagati e volontariato, ossia lavoro a gratis e sfruttamento.
Milano, la Lombardia e Mantova: realtà proiettate verso Expo2015.
Su Expo per fortuna il sistema economico e politico mantovano è in ritardo come i treni della Mantova-Milano, ma un po’ tutta la politica sembra entusiasta e pronta a saltare sul carro della manifestazione. Cosa succederà dato che ci sono in ballo fondi pubblici e privati per una serie di progetti (al momento però inesistenti o campati per aria) legati a Expo 2015? 320 mila euro verranno spesi per il “padiglione galleggiante”, l’inutile piattaforma-simbolo della partecipazione di Mantova alla grande esposizione milanese. Tutto questo mentre viene ripetuto che non ci sono soldi per i disoccupati, si aumentano le tasse e si taglia su scuola e sanità.
La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo diventa simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati. Non solo. Dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono OGM e SISTEMI alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor di Expo 2015. Un altro dei maggiori finanziatori del mega-evento mostra in questi mesi il suo vero volto: lo Stato israeliano, che quest’estate ha bombardato e devastato Gaza facendo strage della sua popolazione. Domenica la città di Mantova ospiterà la tappa di un tour di Expo per presentarsi ai territori: per questo organizziamo un momento di presenza critica e di dissenso.

Domenica 14 settembre, dalle 9.30 IN PIAZZA MANTEGNA, a pochi metri dal Palazzo della Ragione dove si terrà un convegno che, di fatto, lancia la manifestazione a livello locale.
R O M P I A M O I L S I L E N Z I O !