Primo Maggio 2017: cinque anni in cammino, insieme

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Un pranzo popolare nella storica corte Frassinara a Roncoferraro e un lungo brindisi mentre fuori infuriava la bufera: questa la nostra festa del Primo Maggio e dei primi cinque anni di eQual. Un lustro iniziato con lo slogan “un torto fatto a uno è un torto fatto a tutti” e proseguito grazie all’impegno generoso di tante e tanti in nome della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale e ambientale.

Compiamo gli anni in una data meravigliosa, nel giorno che da più di cent’anni mette al centro i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo: il Primo Maggio abbatte i confini, le religioni, le razze, ed è una festa internazionalista, strappata con la lotta, che serve a ricordare a tutti chi produce realmente la ricchezza della società. E a chi comanda questa data fa ancora paura: se il fascismo l’aveva abolita, il regime democratico cerca da anni di neutralizzarla aumentando lo sfruttamento, fomentando la guerra tra poveri e tra lavoratori, e provando a ridurla a una generica festa del “lavoro”.

Un filosofo tedesco diceva cerstehe “uno spettro si aggira per l’Europa” perché le mani che controllano il mondo economico, industriale e i burattini politici, erano e sono terrorizzate dall’idea che un popolo unito di milioni di persone possa rovesciare il loro tavolo truccato . Non c’è dunque un minuto da perdere: continuiamo ad organizzarci per pretendere il cambiamento; c’è un futuro da conquistare, insieme.

ASSEMBLEA ASSOCIAZIONE EQUAL – Riflessione condivisa

15202628_1285523761489943_7174328781751464443_nASSEMBLEA ASSOCIAZIONE EQUAL – Riflessione condivisa dopo l’assemblea del 17 novembre

«La politica vera è quella che si fa insieme e che risponde a bisogni reali. Non ci hanno mai convinto e mai ci convinceranno coloro che ci chiedono deleghe in bianco e gli “uomini (o le donne) della provvidenza”, anche perché quasi sempre fanno gli interessi solo di pochi noti…»

Giovedì scorso si è svolta un’importante assemblea per la crescita della nostra associazione: un momento di confronto per fare il punto sulla situazione politica attuale, ma anche l’occasione per guardare al futuro. Quello a breve termine ci mette davanti il referendum costituzionale del 4 dicembre: una battaglia fondamentale che stiamo combattendo in prima linea da protagonisti.

La prospettiva sul medio termine ha messo al centro l’esigenza di una organizzazione sempre più forte per poter affrontare al meglio le sfide locali e nazionali. Ogni giorno agiamo politicamente sul territorio locale, ma non perdiamo mai di vista il “contesto generale”, sia esso nazionale o internazionale perché questo è il reale significato di un agire politico completo. Ci sentiamo parte di un grande fronte fatto di comitati, associazioni e realtà politiche e sociali che da nord a sud ogni giorno rimettono al centro i reali bisogni e le esigenze di milioni di cittadini e lavoratori e lottano per la giustizia sociale e per una reale democrazia.

Il prossimo momento di questo percorso sarà a gennaio, quando ci ritroveremo di nuovo tutti insieme, ma da qui ad allora ci siamo dati diversi compiti: vincere il referendum del 4 dicembre (votiamo NO!), raccogliere le disponibilità di tutti/e coloro i quali vogliono impegnarsi in prima persona nel gruppo operativo, confrontarci per decidere i percorsi interni di partecipazione, mettere a punto le migliori proposte per affrontare i temi che ci stanno più a cuore, dalla salute all’ambiente, dal diritto alla città al lavoro, essere sempre meglio organizzati.

Tocca a noi mettere in campo tutte le nostre energie, la nostra determinazione e la nostra fantasia!

Referendum 17 aprile: tutte e tutti a votare!

trivelleDomenica 17 aprile si voterà per il referendum sulle trivellazioni. È stato fatto di tutto per allontanarci dal voto, per impedire una corretta e completa informazione, ovviamente per vanificare il ricorso allo strumento referendario come possibilità per decidere contro scelte che qualcuno ha fatto al posto nostro. Oltre alla scelta di legge che si vuole abrogare, questo governo continua con le sue imposizioni: ha deciso di non voler ascoltare i cittadini, da una parte evitando di garantire un risparmio accorpando il referendum al voto amministrativo, dall’altra invitando apertamente al non voto. In entrambi i casi il tentativo di non far raggiungere il quorum previsto denota una grande paura di perdere.

Ma l’appello all’astensione richiama anche ad una volontà autoritaria del tutto disinteressata nei nostri confronti ad esclusivo vantaggio di interessi “altri”. Sono quegli stessi interessi che stanno emergendo anche nelle recenti inchieste con compromissioni dell’esecutivo di governo. Sono gli stessi interessi di multinazionali del petrolio poco abituate alla considerazione della salute dei cittadini e dell’ambiente. A sostegno del Sì ci sono argomentazioni paesaggistiche, ambientali ed economiche: la crisi economica e quella ambientale che stiamo vivendo, con pesanti ricadute sociali, sono strettamente connesse. Per uscirne è necessario promuovere un modello di sviluppo diverso, dal quale le fonti fossili devono essere sempre più marginalizzate. In questo nuovo modello, una scelta energetica che si orienti verso una conversione ecologica non sottrarrà posti di lavoro ma, al contrario potrà crearne altri: si parla di 1.200.000 posti di lavoro diffusi sul territorio nazionale nelle rinnovabili e nella riqualificazione edilizia. In questo nuovo modello di sviluppo si dovrà tener conto dell’urgenza che i cambiamenti climatici ci impongono. Il referendum del 17 aprile ci consente di dare un impulso significativo verso un futuro che salvaguardi la salute dei cittadini, dell’ambiente e che costruisca un modello che crea nuovi posti di lavoro stabili e duraturi nelle energie rinnovabili, nel turismo, nella pesca, nella riqualificazione edilizia, nell’agricoltura, nelle risorse culturali ed umane, vere ricchezze dei nostri territori.

Qualunque sia la scelta è comunque necessario veicolare un forte impegno: contrastare chi ci chiede di delegare, allontanandoci dalla partecipazione e dalle scelte della vita che riguarda noi tutti. È un problema di democrazia! Alcuni decenni fa, la lotta di donne e uomini consapevoli e determinati ci ha consegnato la dignità dello status di cittadini. Non possiamo sprecare l’opportunità di ribadire la nostra scelta di partecipazione, anche se limitata a un Sì o un NO, proprio a pochi giorni dalla commemorazione di quegli eventi. Il nostro appello si somma a quello di tanti altri: andiamo a votare e, per un futuro migliore, votiamo Sì.

 

Associazione eQual
Arci Mantova