Campagna di boicottaggio di Granarolo

boicott

Questa mattina in diversi supermercati di Mantova si sono tenute azioni di boicottaggio nei confronti di Granarolo. Attivisti del gruppo eQual hanno esposto volantini e applicato etichette sui prodotti nei banchi frigo, che invitano a non comprare i prodotti del gruppo felsineo: dietro l’immagine accomodante e familistica che l’azienda della “grande mucca” propone ai consumatori, ci sono storie di sfruttamento, 41 licenziamenti e botte per i facchini davanti ai cancelli degli stabilimenti, colpevoli di avere reclamato dignità e rispetto dei lavoratori.
Anche l’arma del boicottaggio e della pressione mediatica sull’immagine della Granarolo, vanno considerate come tasselli di una lotta più grande: le azioni sono state realizzate all’interno di una campagna nazionale di solidarietà alla vertenza dei facchini.

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Boicotta chi sfrutta: Primo maggio di lotta al Fashion District

Dopo l’incursione digitale di sabato sulla pagina facebook dell’Outlet di Bagnolo San Vito, eQual ha effettuato un’altra serie di azioni creative, questa volta sul campo, al Fashion District di Bagnolo San Vito. Il gruppo ha collocato sotto ai cartelli stradali nei pressi del centro commerciale alcuni cartelli segnaletici con le scritte “sfruttamento” e uno con l’invito a “boicottare chi sfrutta non comprando in questa giornata”.

Successivamente, insieme ad altri attivisti di alcune forze politiche di città, sono stati distribuiti ai clienti che entravano nel centro dei cartellini con la scritta “Il lavoro è un diritto, ma non ad ogni costo. Sostieni i lavoratori e boicotta chi li sfrutta: oggi non comprare nulla” con sopra impresso un singolare prezzo “0 euro” per sottolineare che la dignità del lavoro non è in vendita e invitare cosi a non fare acquisti durante la giornata.
Una forma di protesta nel solco della campagna contro la decisione di tenere aperto il primo maggio; la festa dei lavoratori dovrebbe essere un giorno festivo e di riflessione sul lavoro per tutti. Con l’estrema deregulation degli orari di apertura, questa ricorrenza viene sacrificata per un pugno di scontrini in più. Per le lavoratrici e per i lavoratori, opporre resistenza a questa situazione diventa difficile: i numerosi contratti a tempo determinato da rinnovare di volta in volta sono, specialmente per chi ha anche affitti e rate da pagare, una spada di Damocle che fa accettare condizioni di lavoro al ribasso.
La posa dei cartelli di questa mattina e la distribuzione dei “cartellini dei prezzi” sono iniziative di solidarietà diretta ai lavoratori e alle lavoratrici del fashion district. L’invito di eQual a tutti i cittadini occupati o inoccupati è quello di solidarizzare con i dipendenti dell’outlet e di tutti i centri della grande distribuzione, boicottando queste strutture quando tengono aperto in giornate festive.

“Un torto fatto a uno è un torto per tutti”
eQual