REFERENDUM: VINTA UNA BATTAGLIA GIUSTA

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La Costituzione è salva ancora una volta, ora applichiamola.

Questi mesi in prima linea sono stati faticosi, ma il risultato storico di domenica ripaga di tutte le fatiche. Come dieci anni fa il tentativo di manomettere pesantemente la Costituzione è affondato sotto i colpi di milioni di elettori: adesso mettiamoci al lavoro per vederla applicata.

Il popolo ha vinto e ha travolto uno dei governi più arroganti degli ultimi anni: oggi concretizzare questo risultato significa lottare per i diritti contenuti nella Costituzione e che ieri abbiamo dimostrato di saper difendere. Abolire il Jobs Act e l’utilizzo dei voucher, difendere il diritto alla salute dai tagli e dalle privatizzazioni, riprenderci il diritto ad un ambiente salubre ed eliminare le cause dell’aumento delle disuguaglianze devono diventare le priorità; è ora che gli investimenti pubblici mirino a fare il bene delle collettività e non a riempire le tasche di pochi noti.

Come facciamo da sempre, noi i diritti non li difendiamo solo sulla carta ma nella pratica quotidiana. Anche per questo domenica ha vinto chi dal basso ha costruito e organizzato i comitati e ci ha creduto fino in fondo. Anpi, Arci, Fiom, Cgil, Libertà e Giustizia, sindacati di base, realtà sociali e politiche etc. da nord a sud hanno animato il fronte del no, nonostante l’oscuramento mediatico e politico.

Ha perso il PD con le sue vecchie politiche anti-popolari fatte su misura per Confindustria mentre ridacchiano le destre che hanno provato a cavalcare opportunisticamente questa battaglia, ma sono solo un’altra faccia dell’autoritarismo e della corruzione di questo Paese. Festeggiamo perché dopo due anni di slide e di manganellate, di leggi infami e di sorrisi arroganti, ci prendiamo un momento di gioia collettiva. La situazione è ora in bilico: arrendersi al presente o costruire il futuro; scegliamo quest’ultima opzione sapendo che c’è bisogno dell’aiuto, dell’intelligenza e delle competenze di tutte e tutti. Bisognerà avere coraggio e organizzazione, noi ci siamo.

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REFERENDUM: APPELLO DEI GIOVANI PER UN NO SENZA ETÀ

appelloCon questa lettera vogliamo parlare alle generazioni che ci hanno preceduto, quelle che dopo la dittatura e la guerra hanno lottato duramente per costruire una democrazia basata sulla libertà e sulla giustizia sociale; ci rivolgiamo alle donne e agli uomini che hanno visto tradite quelle speranze di cambiamento. Siamo studentesse, studenti e giovani lavoratori/trici, la generazione cresciuta con gli ultimi brandelli di stato sociale e che oggi vive una precarietà sociale ed esistenziale. Un’istruzione pubblica di qualità ed un lavoro che ci permetta di vivere dignitosamente, oggi, sembrano miraggi.

Nonostante questa difficile situazione noi non ci lasciamo andare alla rassegnazione e al disimpegno e, per questo, il 4 dicembre al referendum costituzionale voteremo No: lo faremo per salvaguardare la nostra bella Costituzione, che andrebbe pienamente applicata invece di essere “riformata”, e per esprimere una critica a come è ridotta la democrazia nel nostro paese; negli ultimi anni la politica ha infatti generato sfiducia nell’elettorato, emanato leggi in modo sempre più sordo alle richieste dei cittadini e ridotto gli spazi reali di partecipazione. Lo diciamo chiaramente: non ci interessano le polemiche dei vari attori della politica che fanno la loro triste opposizione per convenienza elettorale, la nostra è una scelta basata sulle nostre vite e di quelle di chi ci ha preceduto.

Voi avete vissuto gli anni difficili della ricostruzione, quando si lavorava a giornata per una miseria, c’erano pochi diritti e solo doveri, e il padrone faceva il bello e il cattivo tempo. Erano gli anni in cui le forze della destra reazionaria insultavano la Costituzione nei comizi, la consideravano una “trappola” e pensavano a come sabotarla per togliere potere ai cittadini. Siete stati voi a protestare giustamente contro la “Legge Truffa” del 1953, che mirava a consolidare con l’inganno il potere del partito di governo. Questo, purtroppo, è tornato ad essere anche il nostro tempo: si lavora “a gratis” o coi voucher perché i diritti dei lavoratori li hanno cancellati, oltre alla riforma Costituzionale che rafforza il potere dell’esecutivo togliendo spazi reali ai cittadini, c’è anche l’Italicum, una legge elettorale che come effetti va ben oltre la truffa degli anni Cinquanta; oggi ci sentiamo indignati esattamente come lo eravate voi e non abbiamo più forze politiche credibili di riferimento.

Abbiamo però una data, il 4 dicembre. Quel giorno, tutti insieme, giovani e meno giovani, con il “No” sulla scheda del referendum, potremo scrivere una nuova storia che racconta di come milioni di persone hanno detto basta ad un sistema ingiusto e corrotto, per iniziare un nuovo percorso di libertà.

firmatari:

Emanuele Bellintani – giornalista
Luana Grossi – lavoratrice
Omar Savoia – operaio
Andrèe Bartoli – studentessa universitaria
Pietro Devincenzi – Tecnico industriale
Marco Rossi – studente universitario
Nicola Bonardi – impiegato
Oscar Porcelli – studente universitario
Genny Battesini – operaia
Andrea Beltrami – studente scuola superiore
Chiara Bellintani – studentessa scuola superiore
Tamara Marchi – studentessa universitaria
Riccardo Allari – operaio
Alice Balasini – studentessa universitaria
Antonio Lui – impiegato
Luna Furghieri – studentessa universitaria
Nicola Malavasi – studente universitario
Beatrice Quaini – commessa
Giovanni Varelli – docente universitario
Kinzy Grizzi – studentessa scuola superiore
Salvatore Massimino – Volontario Servizio Civile

 

1.09 | Le ragioni del NO al Referendum – Corso di formazione

concept no– Giovedì 1° settembre presso sala del Centro Bruno Cavalletto, Via Tezze 6/a – Mantova

(Per ragioni organizzative è consigliata l’iscrizione, in fondo le info pratiche)

“L’informazione corretta, non falsificata, è premessa indispensabile per il voto consapevole dei cittadini, e chi ha le conoscenze necessarie deve metterle a disposizione di tutti”
[Stefano Rodotà]

– L’obbiettivo del corso di formazione è spiegare in modo chiaro, semplice e sintetico perché questa “riforma” – insieme alla legge elettorale Italicum – mette a rischio il principio costituzionale della sovranità popolare e quel che resta della nostra democrazia. Le televisioni e i giornali sono sotto il più o meno diretto controllo di banche, imprenditori e Governo e hanno già iniziato una campagna a senso unico. Per questo diventa ancora più importante essere formati e informati: toccherà ad ognuno/a di noi infatti diffondere le ragioni del NO con ogni mezzo disponibile, dal passaparola ai volantinaggi, dai social network al porta a porta.

INFORMAZIONI PRATICHE:

– Data: giovedì 1° settembre;
– Inizio: ore 21:10 (termine previsto per le 23:30 max);
– Luogo: Centro Bruno Cavalletto, via Tezze, 6/a – Mantova
– Relatore: Giovanni Zavattini ( Comitato per il No Referendum Costituzionale Mantova)
– Costo: nessuno, il corso è gratuito
– Iscrizione: scrivici attraverso la pagina di eQual o manda una mail a gruppoequal@gmail.com
– Termine iscrizioni: martedì 30 agosto.

In marcia sui sentieri partigiani – report della II edizione

montesolesmallSuccesso per la seconda edizione dell’escursione popolare di eQual. Dopo l’esperienza dell’anno scorso a Montefiorino, quest’anno da Mantova per la nostra “gita sociale” abbiamo ripercorso in tanti/e le tracce della Brigata Stella Rossa, la leggendaria formazione partigiana del “Lupo” Mario Musolesi e dei suoi uomini, giovanissimi contadini e operai della zona, che tennero testa all’esercito nazista e ai loro collaborazionisti italiani con sabotaggi e azioni di guerriglia.

Accompagnati da una guida storica abbiamo visto e toccato con mano il terrore dell’orrendo eccidio dell’autunno del 1944 che ancora oggi emerge dalle storie dei brandelli di case devastate, dalla chiesa squarciata e del piccolo cimitero. Grazie all’ANPI di Marzabotto abbiamo incontrato Ferruccio Laffi, testimone di quei giorni in cui perse tutta la sua famiglia (14 persone, tranne lo zio) trucidata dalle SS; nelle sue parole commosse c’è la memoria viva, un seme da coltivare ogni giorno per combattere odio, guerra e ingiustizie sociali.

Ogni giorno perché la sua memoria ed i suoi valori accendano luci nel buio di quest’epoca. Ogni giorno perché i burattini del sistema che fomentano la guerra tra poveri vanno combattuti insieme al teatrino che li sorregge. Ogni giorno perché chiunque limita la libertà delle persone, attenta ai diritti dei lavoratori, devasta l’ambiente o stravolge la Costituzione è sull’altro lato della barricata. Ogni giorno perché senza memoria, o con una memoria compromessa dalle patacche del revisionismo storico, si vive male.

Ogni giorno perché non ci dimenticheremo di quei fori di proiettile sulle croci del cimitero, sparati ad altezza bambino.

Primo Maggio: Festa dei Lavoratori a San Giacomo Po (Mn)

A San Giaprimomaggiowebcomo Po (MN) il 30 aprile e il PRIMO MAGGIO  si terrà la storica festa popolare animata da bancarelle, musica, forze sociali e buon cibo. Un grande momento di socialità in occasione della Festa dei Lavoratori. Uniti siamo tutto | United we stand | في الاتحاد قوة | Gemeint sind wir Alle | متحدہ، ہم کھڑے رہیں گے |

 ★SABATO 30 APRILE ★

18.30 dibattito “Scuola, lavoro, beni comuni e Costituzione: per una stagione di referendum”

19.00 APERTURA STAND GASTRONOMICO
con piatti tipici (anche veg)

21.00 Musica live con:
ALE MASK (musica d’autore)

★ DOMENICA 1 MAGGIO★

11.30 APERTURA STAND GASTRONOMICO
con piatti tipici (anche veg)

Dalle 14.30 musica live con:

• MUSICANTI D’LA BÀSA (Musica popolare / Tradizionale da ballo)
• THE MORIARTY’S (Blues / Rock ‘n’ Roll)
• MONSIEUR GUSTAVO BISCOTTI (Post-Punk/Hc)
• LOBBY BOYS (Lo-Fi / Shoegaze)
• DARK SIDE OF BRESCIA DJ SET: DANDY NOIR e le farfalle nere LUCRETIA BORSCI + MARIKA STEEL (Synth-pop / New Wave / Goth Rock)

| All’interno della festa saranno attivi ristorante e bar | Banchetti di associazioni e artigianato| Area bimbi |

✈ L’area festa si trova a San Giacomo Po, frazione di Bagnolo San Vito (Mn) – Uscita autostradale A22: Mantova Sud

★ La festa è organizzata da: Rifondazione Comunista Mantova e Bagnolo San Vito e dall’Associazione eQual

25 Aprile: Resistenze

resistenzewebQuest’anno è il settantesimo anniversario del diritto di voto alle donne: oltre alla Liberazione dal nazi-fascismo ricordiamo quindi la resistenza di milioni di uomini e soprattutto di donne in marcia ad ogni angolo del pianeta.  Sono le partigiane italiane del 1945 come le combattenti curde di Kobane, o ancora le guerrigliere sandiniste nel Nicaragua del 1979, come le militanti spagnole nella guerra del 1936; sono le donne in fuga dalla guerra e quelle che ogni giorno resistono sul posto di lavoro. Decenni di lotte, resistenze e liberazioni, una comunità che supera i confini e congiunge le epoche, la comunità di chi combatte fascismi, nazionalismi e integralismi religiosi per l’uguaglianza, la giustizia sociale e la libertà dei popoli.

Siamo tutte e tutti chiamati ad essere i testimoni di una storia e di un’idea di riscatto che le nostre madri e le nostre nonne, insieme a tutti i caduti per la libertà, ci hanno lasciato in eredità. Per questo l’antifascismo oggi non è però una posizione morale o un ricordo astratto, ma uno strumento per una critica dello stato attuale della democrazia: davanti ai nostri occhi c’è la Costituzione fatta a pezzi da un potere politico sordo e sempre più autoritario. Spaventano le politiche di un’Europa che colpisce i profughi in fuga da catastrofi e miseria e stringe accordi economici con Paesi che finanziano il terrorismo. Vengono scritte leggi contro i lavoratori che annientano i diritti acquisiti dal dopoguerra in avanti e continua l’avanzare della peste della guerra tra poveri che vuole dividere cittadini egualmente sfruttati in base al colore della pelle e alla provenienza; con intorno il riemergere di neonazismi e nazionalismi come inquietanti fantasmi del passato.

In un’epoca di barbarie globale come la nostra, proprio adesso il lascito ideale della Resistenza e di tutte le resistenze si fa più importante, perché ci consegna, intatte e inattaccabili, idee di giustizia sociale, di impegno e di libertà che rappresentano una luce nel buio dei nostri tempi.

 

A volte ritornano #2

Steffi-Reichert_CC-BY-NC-ND-2.0-630x420Con l’ennesima provocazione di Forza Nuova, stavolta contro una iniziativa culturale tenutasi al Cinema del Carbone, continua la strategia, tutta mediatica, del partitino di estrema destra. Si chiama “Forza Nuova”, ma c’è ben poco di nuovo nel movimento politico di stampo neonazista esistente ormai dal 1997. Nonostante i tentativi degli ultimi anni di reinventarsi come “semplici nazionalisti legati alle tradizioni” per rosicchiare voti alla destra della Lega Nord, i riferimenti politici e culturali della formazione di estrema destra sono già noti.

Forza Nuova nasce dall’intuizione di alcuni reduci della strategia della tensione, rientrati in Italia dopo anni di latitanza all’estero, con l’obiettivo di costruire una destra neofascista dopo la scomparsa della storica sigla dell’MSI. In quasi vent’anni di attività il partitino non ha mai avuto una reale crescita politica rimanendo sempre marginale anche quando è riuscito a guadagnarsi ampia visibilità mediatica; anche adesso, nonostante i proclami, non riesce a uscire dal proprio minoritarismo. Sono invece tristemente note le posizioni e le “eredità” politiche che lo contraddistinguono: gli anni Trenta europei, l’età dei fascismi rivendicata in toto così come le posizioni vicine all’integralismo cattolico. Dietro alla “difesa delle tradizioni e della patria” propagandata dal partitino con delle moderne campagne politiche, c’è il vecchio nazionalismo e l’attacco diretto a categorie sociali che per religione, scelta sessuale, etnìa e appartenenza politica sembrano rievocare quel “nemico interno” che le loro dittature di riferimento etichettavano con triangoli colorati per poi provare a cancellarle in nome della “purezza della nazione”.
Negli ultimi dieci anni Forza Nuova e più in generale l’estrema destra mantovana, non sono mai state capaci di un reale radicamento politico: tentativi fallimentari (e ripetuti più volte) di organizzare sigle nazionali si sono accompagnati alla nascita di diverse forme associative dai connotati neofascisti sempre più sfumati. Questa marginalità politica è stata però contraddistinta da episodi che non hanno nulla a che fare con la democrazia: solo due anni fa una quarantina di militanti di Forza Nuova (con evidenti rinforzi extra-mantovani) attaccarono la manifestazione di arcigay con petardi e fumogeni.

Nella crisi economica e politica, gruppi di destra e di estrema destra cercano facili consensi: in un momento in cui la maggioranza delle persone, senza distinzione di etnìa, religione o di orientamento sessuale, sta pagando il prezzo della crisi, ai lavoratori italiani viene suggerito di prendersela con quelli immigrati, ai cittadini e alle famiglie viene indicata l’omosessualità come una forma di malattia e di deviazione. Il vero potere economico e politico, quello che sta colpendo indistintamente tutta la popolazione togliendo risorse, case, lavoro e che sta cancellando diritti di tutti, non viene mai veramente eletto ad avversario primario. Davanti a questa a prospettiva accentuata dalla crisi, non resta che informarsi ed organizzarsi per respingere l’infezione della guerra tra poveri.
Inoltre, la richiesta dell’Anpi di negare spazi di agibilità politica a Forza Nuova non è riducibile ad una questione di “libertà di espressione”: a pochi giorni dall’anniversario del 25 aprile è evidente che la libertà democratica garantita dalla Costituzione, nata dopo la Liberazione dal fascismo, non è compatibile con movimenti neofascisti che si rifanno direttamente alle dittature che, l’ idea di libertà, la bastonavano nelle campagne o la spedivano nei campi di concentramento.