GRAVISSIMO: AGGRESSIONE NEONAZISTA IN PIENO CENTRO A MANTOVA

ghosttNella tarda serata di sabato, un gruppo di estremisti di destra ha aggredito e malmenato un giovane lavoratore che stava bevendo una birra con i suoi amici. Si sono avvicinati ad uno dei locali del centro, lo hanno riconosciuto come un simpatizzante di movimenti di sinistra, hanno tentato inutilmente di provocarlo e strattonarlo e, infine, gli hanno sferrato un pugno in piena faccia; in seguito gli aggressori sono scappati via.

Le provocazioni di stampo neofascista a Mantova  contro attivisti sociali e sedi politiche vanno avanti con intensità da anni, ma mai si era arrivati ad una violenza così grave. Sono sempre quei teppisti di estrema destra che scimmiottano il terrorismo squadrista degli anni Venti; si spostano sul territorio per fomentare odio contro lavoratori stranieri e richiedenti asilo, organizzano “legalmente” banchetti e manifestazioni di propaganda razzista e omofoba, e “legalmente” celebrano i fascisti morti in guerra con parate nostalgiche.

Tutto questo avviene in una democrazia nata dalla fine di una dittatura tragica che, negli ultimi anni, è stata svilita al punto di lasciare libertà d’azione anche a chi si richiama esplicitamente alla violenza fascista: in una Italia dove i governi colpiscono quotidianamente i lavoratori e soffiano sul fuoco della guerra tra poveri, le prove tecniche di fascismo sono già lì, senza nemmeno il bisogno di questi picchiatori. Una idea distorta di “libertà di espressione” porta questi frutti: già in tantissime città d’Italia, quando i neonazisti si sentono “liberi” di manifestare, poi arrivano le aggressioni notturne e le botte a chi non la pensa come loro.

Diamo la nostra massima solidarietà al giovane lavoratore aggredito e chiediamo a tutte e tutti, ai cittadini, ai lavoratori e alle istituzioni di non voltarsi dall’altra parte davanti quanto sta succedendo, perché la fase di crisi sociale che stiamo vivendo è sempre più drammatica e dal passato tornano anche i fantasmi del nazismo.

Verso e oltre il 25 aprile

25Anche quest’anno come associazione eQual ci siamo impegnati a costruire un percorso verso e oltre il 25 aprile che vuole intrecciare la memoria storica con l’attualità dell’antifascismo. Le nostre radici affondano nel passato di una terra violentata dalla dittatura fascista e dalla guerra mentre oggi siamo chiamati ad agire in un presente “nero” in cui dalla crisi economica e della democrazia emergono nuove guerre, nazionalismo, diseguaglianze sociali e razzismo; in questo scenario l’azione violenta di squadre di burattini neonazisti, troppo spesso tollerata dalle istituzioni, rappresenta solamente la punta dell’iceberg. Gli insegnamenti del passato e la storia delle resistenze di ogni epoca sono luci che ci guidano nel buio e ci indicano la via da seguire per costruire democrazia e giustizia sociale.

★ Dal 21 al 25 aprile a Pegognaga insieme al Comune e alla locale sezione Anpi, e in collaborazione con altre realtà associative come Arci, abbiamo pensato, studiato e organizzato un percorso virtuoso di cultura antifascista per capire meglio le connessioni tra passato e presente. Saranno le “cinque giornate di Pegognaga” con un ricco calendario di eventi di cui segnaliamo due appuntamenti in particolare:

– Venerdì 21 ore 21.00, presso il Centro Culturale Livia Bottardi Milani, piazza V. Veneto
“If Only I Were That Warrior – Se quel guerrier io fossi” di Valerio Ciriaci: i crimini di guerra commessi durante l’occupazione italiana in Etiopia dal 1935.
Proiezione del docufilm e dialogo con lo storico Mauro Canali.

– Domenica 23 ore 16.00 presso il Bocciodromo, via Curiel 38
Nuove destre, vecchie storie: la lotta al neofascismo oggi. Analisi giuridica, cronaca quotidiana e appunti di militanza per delineare percorsi di contrasto ai neofascismi.
Tavola rotonda e dibattito.
★ Il 25 aprile saremo  in piazza per festeggiare con orgoglio Festa della Liberazione e invitiamo tutti/e a partecipare alle iniziative:

– a Mantova ore 9.30, per la manifestazione istituzionale ai Giardini della Resistenza in viale Piave
– a San Giorgio ore 10:45, davanti al Centro culturale all’inizio di via XXV Aprile, manifestazione auto-organizzata dai cittadini e attivisti di San Giorgio per celebrare e attualizzare i valori della Resistenza e della Costituzione.
– a San Benedetto Po ore 11.00 per partecipare tutti/e insieme alle celebrazioni in piazza Marconi

★ Venerdì 28 aprile, Arci Primo Maggio a San Benedetto Po, dalle 19:45 cena con ricette “partigiane”, dalle 21:00 presentazione del libro: Partigiani a tavola. Storie di cibo resistente e ricette di libertà  scritto da  Lorena Carrara  e Elisabetta Salvini. Dalle 22:30 concerto dei Cabrera.

25 Aprile: Resistenze

resistenzewebQuest’anno è il settantesimo anniversario del diritto di voto alle donne: oltre alla Liberazione dal nazi-fascismo ricordiamo quindi la resistenza di milioni di uomini e soprattutto di donne in marcia ad ogni angolo del pianeta.  Sono le partigiane italiane del 1945 come le combattenti curde di Kobane, o ancora le guerrigliere sandiniste nel Nicaragua del 1979, come le militanti spagnole nella guerra del 1936; sono le donne in fuga dalla guerra e quelle che ogni giorno resistono sul posto di lavoro. Decenni di lotte, resistenze e liberazioni, una comunità che supera i confini e congiunge le epoche, la comunità di chi combatte fascismi, nazionalismi e integralismi religiosi per l’uguaglianza, la giustizia sociale e la libertà dei popoli.

Siamo tutte e tutti chiamati ad essere i testimoni di una storia e di un’idea di riscatto che le nostre madri e le nostre nonne, insieme a tutti i caduti per la libertà, ci hanno lasciato in eredità. Per questo l’antifascismo oggi non è però una posizione morale o un ricordo astratto, ma uno strumento per una critica dello stato attuale della democrazia: davanti ai nostri occhi c’è la Costituzione fatta a pezzi da un potere politico sordo e sempre più autoritario. Spaventano le politiche di un’Europa che colpisce i profughi in fuga da catastrofi e miseria e stringe accordi economici con Paesi che finanziano il terrorismo. Vengono scritte leggi contro i lavoratori che annientano i diritti acquisiti dal dopoguerra in avanti e continua l’avanzare della peste della guerra tra poveri che vuole dividere cittadini egualmente sfruttati in base al colore della pelle e alla provenienza; con intorno il riemergere di neonazismi e nazionalismi come inquietanti fantasmi del passato.

In un’epoca di barbarie globale come la nostra, proprio adesso il lascito ideale della Resistenza e di tutte le resistenze si fa più importante, perché ci consegna, intatte e inattaccabili, idee di giustizia sociale, di impegno e di libertà che rappresentano una luce nel buio dei nostri tempi.

 

Un giorno del ricordo “smemorato”

foibeDiversamente dalla “memoria”, il semplice ricordo ha un valore limitato che presuppone solo “una parte” della memoria di alcuni eventi: basterebbe questa premessa per inquadrare la prospettiva con cui in Italia viene celebrato il “giorno del ricordo”.

Questo “ricordo” annuale, sull’onda emotiva dell’abbandono e della perdita, si cristallizza sugli eventi successivi alla fine dell’occupazione nazi-fascista nei territori dell’Istria e della Dalmazia: slegato dalla consapevolezza storica complessiva, è inevitabile che questo “ricordo” risulti falsato e ricco di imprecisioni, tanto che i fascisti e i colonizzatori che hanno insanguinato i territori slavi per vent’anni diventano magicamente tutti buoni e semplici “italiani”. È sulla base di questa smemoratezza che il passo successivo è quello di trasformarli tutti in innocue vittime; così, chiunque abbia attentato alla loro incolumità, anche e soprattutto quella di chi era stato organico alla dittatura, diventa uno “slavo-comunista imbevuto di odio anti-italiano” e gli eccessi, invece di essere valutati come tali e calati nel contesto bellico, diventano la pietra dello scandalo. Perché in un movimento di liberazione nazionale che coinvolse quasi un milione di donne e di uomini jugoslavi per cancellare dalla propria terra il fascismo e la guerra, fingere che non ci siano stati errori o usare questi per verificare che “i partigiani erano cattivi”, sono operazioni attuate nel pieno disprezzo della scienza storiografica e della continuità storica dei fatti.

Negli anni Venti migliaia di slavi vennero cacciati dalle loro case mentre l’Italia fascista colonizzava la loro terra e ne annientava con la violenza la cultura, la lingua e la storia. Milioni di bambini nacquero e crebbero vedendo i padri e le madri picchiate, sentendo per tutta la loro gioventù il peso dello scarpone tricolore sulla faccia. E poi venne la guerra, la brutalità dell’occupazione nazifascista, i lager italiani e ancora gli Ustascia croati, movimento integralista cattolico e nazionalista: incendi, bombardamenti, stupri e teste mozzate, come facevano i soldati dell’Italia fascista nelle guerre coloniali, come oggi fa l’Isis.

Ecco, senza tutte queste premesse si pretende di celebrare un “giorno del ricordo” pacificatore e mistificatore, dove la storia è una marmellata al gusto di “italiani brava gente”, tutte vittime (ovviamente incolpevoli) di un odio ideologico ed etnico; una bella favola da ripetere finché non diventa una verità. Ricordare solo a “pezzi” allora serve solo a chi ha qualcosa da nascondere: da uno Stato che riscrive la storia e che ha protetto per decenni i propri criminali di guerra e gli stragisti neofascisti degli anni Settanta, fino ai nostalgici delle SS e dell’Italietta che ogni anno sul 10 febbraio investono tutti i loro sforzi propagandistici.

Smontare il razzismo in 140 battute

Descrivere la realtà, storpiandola e reinterpretandola a proprio uso e consumo, è una delle abilità messe in campo da De Marchi della Lega Nord. L’oggetto delle sue provocazioni, che si concretizzano in “vuoti di memoria” e minacce, è ora rappresentato dai profughi provenienti dalla Libia ospitati a Mantova. Per smontare le falsità e superficialità del consigliere leghista, il gruppo eQual sceglie di non spendere “più di 140 battute”, praticamente un tweet.

Le argomentazioni minacciose del consigliere si possono smontare facilmente. Il gruppo di iniziativa sociale sta infatti diffondendo viralmente un breve testo, adatto per twitter ma anche per ogni tipo di social network, che recita: / Prima #Maroni pasticcia con i #profughi, poi #DeMarchi fomenta i #razzisti mentre la #Lega crolla per gli scandali. Non ci fregate+ #eQual / Un gesto semplice e diretto per far riflettere sulla condizione dei profughi e sulla miseria di chi aizza l’odio per recuperare consenso elettorale: i profughi sono arrivati in Italia mentre il ministero dell’interno era presieduto dal leghista Maroni e sono stati obbligati a fare richiesta di asilo politico; frettolosamente il governo ha messo a disposizione della Protezione Civile centinaia di milioni di euro per la loro accoglienza che hanno iniziato ad alimentare un circuito in cui alcuni hanno iniziato a fare profitto (diversi Descrivere la realtà, storpiandola e reinterpretandola a proprio uso e consumo, è una delle abilità messe in campo da De Marchi della Lega Nord.

L’oggetto delle sue provocazioni, che si concretizzano in “vuoti di memoria” e minacce, è ora rappresentato dai profughi provenienti dalla Libia ospitati a Mantova. Per smontare le falsità e superficialità del consigliere leghista, il gruppo eQual sceglie di non spendere “più di 140 battute”, praticamente un tweet. Le argomentazioni minacciose del consigliere si possono smontare facilmente. Il gruppo di iniziativa sociale sta infatti diffondendo viralmente un breve testo, adatto per twitter ma anche per ogni tipo di social network, che recita:

/ Prima #Maroni pasticcia con i #profughi, poi #DeMarchi fomenta i #razzisti mentre la #Lega crolla per gli scandali. Non ci fregate+ #eQual /

Un gesto semplice e diretto per far riflettere sulla condizione dei profughi e sulla miseria di chi aizza l’odio per recuperare consenso elettorale: i profughi sono arrivati in Italia mentre il ministero dell’interno era presieduto dal leghista Maroni e sono stati obbligati a fare richiesta di asilo politico; frettolosamente il governo ha messo a disposizione della Protezione Civile centinaia di milioni di euro per la loro accoglienza che hanno iniziato ad alimentare un circuito in cui alcuni hanno iniziato a fare profitto (diversi sono gli scandali registrati in Italia). In tanti hanno tratto vantaggio da questo, tranne i profughi: le procedure burocratiche li hanno gettati in un “limbo” in cui non possono spostarsi né lavorare e da quasi un anno vivono giornate sempre uguali, in attesa di sapere qualcosa sul loro futuro; tra l’altro fino al 31 dicembre i richiedenti asilo hanno una copertura giuridica ministeriale alla faccia di chi definisce “clandestini” per il solo gusto di fomentare l’odio. Il consigliere De Marchi tutto questo lo sa ma scherza col fuoco prendendo in giro i cittadini e soprattutto i suoi elettori per ridare lustro ad un partito avviato verso il declino. Dalle lauree comprate in Albania ai giri di soldi, passando per l’assalto alle poltrone nei vari cda locali, la Lega Nord si è rivelata come una delle più grandi truffe politiche di sempre.

Lo stesso Maroni ha dichiarato di recente che il partito ha, negli anni, investito tutto sulla paura e sul razzismo per garantirsi un forte consenso elettorale. Oggi De Marchi propone di risolvere con le botte i pasticci creati dall’ex ministro (e futuro capo della Lega Nord) quando erano al governo. Per questa serie di motivi, la proposta di manifestare contro i profughi “clandestini” da mandare via a “calci nel culo” è solo l’ennesima carnevalata di chi non ha più nulla da dire e si lascia andare a derive fascistoidi per recuperare consenso.sono gli scandali registrati in Italia). In tanti hanno tratto vantaggio da questo, tranne i profughi: le procedure burocratiche li hanno gettati in un “limbo” in cui non possono spostarsi né lavorare e da quasi un anno vivono giornate sempre uguali, in attesa di sapere qualcosa sul loro futuro; tra l’altro fino al 31 dicembre i richiedenti asilo hanno una copertura giuridica ministeriale alla faccia di chi definisce “clandestini” per il solo gusto di fomentare l’odio.

Il consigliere De Marchi tutto questo lo sa ma scherza col fuoco prendendo in giro i cittadini e soprattutto i suoi elettori per ridare lustro ad un partito avviato verso il declino. Dalle lauree comprate in Albania ai giri di soldi, passando per l’assalto alle poltrone nei vari cda locali, la Lega Nord si è rivelata come una delle più grandi truffe politiche di sempre. Lo stesso Maroni ha dichiarato di recente che il partito ha, negli anni, investito tutto sulla paura e sul razzismo per garantirsi un forte consenso elettorale. Oggi De Marchi propone di risolvere con le botte i pasticci creati dall’ex ministro (e futuro capo della Lega Nord) quando erano al governo. Per questa serie di motivi, la proposta di manifestare contro i profughi “clandestini” da mandare via a “calci nel culo” è solo l’ennesima carnevalata di chi non ha più nulla da dire e si lascia andare a derive fascistoidi per recuperare consenso.