31.3 – Diritti al lavoro

fana★ D I R I TT I AL L A V O R O
Basta precarietà: combattiamo chi distrugge il lavoro!

★ VENERDì 31 MARZO a Mantova, P.zza S. Leonardo 1 (Sala delle Cappuccine)

con MARTA FANA
Dottore di ricerca in economia all’Istituto di studi politici di Parigi
e ALESSANDRO PAGANO
segretario regionale FIOM Lombardia
– modera l’incontro Igor Cipollina, giornalista Gazzetta di Mantova.

★ Non ci sono narrazioni che tengano: il Jobs Act ha fallito. A pagare sono stati i cittadini, lavoratori e disoccupati: prima con la perdita di diritti e garanzie, poi con i soldi pubblici (circa 20 miliardi di euro) regalati alle imprese che delocalizzano e sfruttano, fondi “rubati” a sanità, servizi e pensioni. I responsabili sono gli stessi politicanti che ogni giorno provano a metterci gli uni contro gli altri, a convincerci ad essere flessibili e a lavorare “a gratis”. Tagliano diritti e tutele e poi cercano di imporci il ricatto del lavoro contro salute e tutela ambientale. La nostra pazienza è finita ormai da un pezzo.

C’è chi dice no: in tutta Italia ci sono centinaia di vertenze, scioperi e mobilitazioni. E’ necessario far crescere questa resistenza collettiva. Non è un caso che al Governo stiano tentando di “disinnescare” il referendum su voucher e appalti: vogliono evitare che diventino un altro simbolo di questo sistema ingiusto da abbattere. Il passo indietro del Governo è un inizio, ma non basta.

Vogliamo l’abolizione del Jobs Act e il ripristino dell’articolo 18 per tutti/e, vogliamo un grande piano di investimenti pubblici che crei lavoro e migliori i servizi essenziali come sanità, istruzione e mobilità. Contro il ricatto di precarietà e disoccupazione, vogliamo che il lavoro sia ripartito tra tutti e con salari adeguati. Vogliamo uno Stato che stia dalla parte dei cittadini e dei lavoratori e non a braccetto con affaristi, speculatori e sfruttatori. Vogliamo democrazia e vogliamo giustizia sociale! Vogliamo mobilitarci e lottare per attuare un processo di decisione popolare sulle politiche lavorative del governo. Basta con le riforme calate dall’alto!

Associazione eQual

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REFERENDUM: VINTA UNA BATTAGLIA GIUSTA

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La Costituzione è salva ancora una volta, ora applichiamola.

Questi mesi in prima linea sono stati faticosi, ma il risultato storico di domenica ripaga di tutte le fatiche. Come dieci anni fa il tentativo di manomettere pesantemente la Costituzione è affondato sotto i colpi di milioni di elettori: adesso mettiamoci al lavoro per vederla applicata.

Il popolo ha vinto e ha travolto uno dei governi più arroganti degli ultimi anni: oggi concretizzare questo risultato significa lottare per i diritti contenuti nella Costituzione e che ieri abbiamo dimostrato di saper difendere. Abolire il Jobs Act e l’utilizzo dei voucher, difendere il diritto alla salute dai tagli e dalle privatizzazioni, riprenderci il diritto ad un ambiente salubre ed eliminare le cause dell’aumento delle disuguaglianze devono diventare le priorità; è ora che gli investimenti pubblici mirino a fare il bene delle collettività e non a riempire le tasche di pochi noti.

Come facciamo da sempre, noi i diritti non li difendiamo solo sulla carta ma nella pratica quotidiana. Anche per questo domenica ha vinto chi dal basso ha costruito e organizzato i comitati e ci ha creduto fino in fondo. Anpi, Arci, Fiom, Cgil, Libertà e Giustizia, sindacati di base, realtà sociali e politiche etc. da nord a sud hanno animato il fronte del no, nonostante l’oscuramento mediatico e politico.

Ha perso il PD con le sue vecchie politiche anti-popolari fatte su misura per Confindustria mentre ridacchiano le destre che hanno provato a cavalcare opportunisticamente questa battaglia, ma sono solo un’altra faccia dell’autoritarismo e della corruzione di questo Paese. Festeggiamo perché dopo due anni di slide e di manganellate, di leggi infami e di sorrisi arroganti, ci prendiamo un momento di gioia collettiva. La situazione è ora in bilico: arrendersi al presente o costruire il futuro; scegliamo quest’ultima opzione sapendo che c’è bisogno dell’aiuto, dell’intelligenza e delle competenze di tutte e tutti. Bisognerà avere coraggio e organizzazione, noi ci siamo.

Il nostro NO, per costruire un futuro migliore

Tra pochi giorni si vota pe15250757_1297482580294061_3261738881979032302_or un referendum costituzionale molto importante. La campagna a Mantova e provincia ci ha visto tra le realtà sociali e politiche impegnate nel Comitato del No. Durante gli incontri, banchetti e volantinaggi, nelle piazze e davanti alle fabbriche, abbiamo raccolto tantissimi no di studenti, lavoratori, disoccupati e pensionati. Il loro e il nostro NO fa parte del grande fronte popolare che da nord a sud lotta ogni giorno per il lavoro e i diritti e che ha ben chiari i reali contenuti di questo referendum e le sue conseguenze.

Nonostante la propaganda martellante, tutti/e possono ormai percepire l’attacco alla democrazia e alla partecipazione dei cittadini. Vogliamo essere chiari: il vero cambiamento sarebbe finalmente l’applicazione della Costituzione e non di certo il suo stravolgimento per fare gli interessi dei poteri forti. Il fronte del si è composto da Confindustria, Federmeccanica, banche, Cisl, dai De Luca e dalla massoneria. Noi scegliamo di essere parte del fronte sociale del NO che si esprime in centinaia di comitati che comprendono anche Anpi, Arci, Libertà e Giustizia, Cgil, Fiom, sindacati di base e associazioni attive sui territori. Sugli schermi televisivi appaiono solo gli schematismi di un mondo politico in crisi, un gioco che serve a mascherare il fatto che i poteri forti industriali ed economici vogliono questo “cambiamento”. La società civile e i lavoratori, no.

Questa politica, Renzi compreso, per anni ha diffuso profonda sfiducia negli elettori imponendo leggi contro i cittadini e i lavoratori: questa “riforma costituzionale” è l’ultimo e più grave attacco per dare più potere ai soliti noti. Esiste però un’alternativa: il 4 dicembre tutte e tutti insieme con il “No” sulla scheda del referendum possiamo opporci ad un sistema ingiusto e corrotto, alla demolizione dei princìpi democratici e ai diktat di multinazionali e banchieri. Andiamo alle urne e votiamo NO per la Costituzione, la Libertà e la Democrazia.

Solidarietà ai metalmeccanici in sciopero

13029712_1088990974476557_8748808847060278009_oQuesta mattina abbiamo partecipato alla manifestazione di Mantova per lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici. La lotta degli operai per il rinnovo del contratto riguarda tutti/e e l’adesione dalle varie fabbriche della provincia (Belleli, Cima, Bondioli&Pavesi, Zanetti, Piusi, Comer, Berman, Marcegaglia, etc.) è stata altissima.

In Italia e nel nostro territorio c’è chi si arricchisce sulle nostre spalle (portando pure i capitali all’estero) mentre i lavoratori sono costretti a subire le delocalizzazioni e l’aumento della precarietà (voucher e Jobs Act) e chi lavora fatica sempre di più per stipendi sempre più bassi. Provano in tutti i modi a dividerci, ma questo attacco violento non fa distinzioni tra lavoratori italiani o stranieri e colpisce anche l’istruzione, la sanità e i beni comuni. Per questo la solidarietà tra lavoratori di diverse categorie, ma anche tra studenti, pensionati e inoccupati diventa ancora più importante. È ora di dire basta e invertire la rotta contro l’arroganza del Governo e degli imprenditori-padroni partendo dalla difesa del contratto nazionale e dagli aumenti salariali. Per questo abbiamo partecipato allo sciopero uniti e determinati.

Houston avete un problema: la Belleli resiste


12773274_10207758143065340_2023186588_oSolidarietà ai lavoratori in lotta

Alla Belleli di Mantova sta andando in scena una recita vergognosa, con manager-sciacalli che giocano con le vite delle persone. A fine febbraio è arrivata la “proposta” di Alix Partners che da qualche tempo si è insediata alla guida della fabbrica di via Taliercio: disdetta dei contratti, taglio salari, licenziamenti e la cancellazione dei diritti conquistati in anni di lotte e sacrifici.

I lavoratori hanno sentito puzza di bruciato intorno a questa imposizione di sacrifici che chi comanda si sente legittimato a sbattere in faccia gli operai. Sono stati i lavoratori, tramite la propria RSU, a far saltare giustamente il banco bloccando subito la fabbrica con uno sciopero ad oltranza e cacciando i manager dai cancelli dello stabilimento. Tre giorni di mobilitazione che come eQual abbiamo seguito da vicino: blocchi stradali, belleliassemblee affollate e l’autogestione della produzione dei lavori già iniziati.
Con le repentine dimissioni dell’Amministratore Delegato di Belleli Energy Cpe, Daniel Schlanger, si fa strada l’ipotesi sciagurata che i “consulenti economici” della Alix Partners volessero (e vogliano) tagliare i costi del lavoro (stipendi ed esuberi) per vendere l’azienda al miglior offerente, il tutto sulla testa di 320 lavoratori.

La situazione è in evoluzione e per questo è necessario sostenere questa lotta operaia perché quello che si profila è uno scontro di classe che riguarda tutte e tutti i lavoratori e i cittadini mantovani.

INTERVISTA AL SEGRETARIO DELLA FIOM (ed RSU della BELLELI) MAURO MANTOVANELLI: https://www.youtube.com/watch?v=KmApU6Mb7OI

Appello: No alla guerra tra poveri, no al nuovo fascismo

Steffi-Reichert_CC-BY-NC-ND-2.0-630x420L’estrema destra neofascista mantovana da più di un decennio è sempre stata marginale, frammentata e politicamente nulla. Per anni si sono alternate decine di sigle, tra partitini e movimenti, composte sempre dalle stesse persone. La crisi economica, sociale e politica sta però colpendo in egual modo lavoratori italiani e stranieri, i disoccupati, i pensionati etc. Storicamente, una guerra tra poveri che divide non su base sociale ma sull’etnia e sulla nazionalità è uno strumento di chi comanda per dormire sonni tranquilli. A quel punto spuntano fuori camicie nere vecchie e nuove che fanno il loro lavoro: burattini sciocchi e violenti del sistema.
Con queste premesse è nata “Mantova ai Virgiliani”, una sigla definita “apartitica”, ma che è saldamente in mano alle varie anime dell’estrema destra mantovana. Le foto , i riferimenti e i post sui social network dimostrano che questa “protesta dei mantovani contro i profughi” ruota intorno a militanti (di ieri e di oggi) del partito neofascista Forza Nuova e al gruppo di naziskin del Basso Mantovano. I richiedenti asilo e l’insicurezza sociale sono solo un pretesto per tornare alla ribalta, anche camuffati: eppure tra questi “semplici cittadini” ci sono gli stessi estremisti organizzatori dell’assalto alla manifestazione di Arcigay del 2013, i responsabili di ripetuti vandalismi alle sedi di realtà democratiche, provocazioni e aggressioni notturne. La loro natura è emersa chiaramente durante la manifestazione alla Virgiliana di fine agosto: un raduno neonazista in un quartiere di Mantova con ingenti arrivi di militanti di Casapound e Forza Nuova dalle province limitrofe. Un tentativo in grande stile di aprirsi un varco politico, cercare nuovi simpatizzanti tra i cittadini e, parlano le cronache, creare tensione e cercare lo scontro. E ci riprovano: già da ora è stata lanciata una manifestazione di “Mantova ai Virgiliani” in pieno centro cittadino per il 21 novembre. Non siamo dunque davanti al volantinaggio isolato di qualche gruppetto nostalgico, ma alla chiamata generale per una manifestazione fascista in città, benché camuffata.

Riteniamo che manifestazioni di questo tipo non debbano e non possano tenersi sul suolo cittadino; a maggior ragione a pochi metri dalla lapide che ricorda il sacrificio di Giuseppina Rippa, la lavoratrice marmirolese uccisa dai nazisti nel 1943. Come forze sociali che portano avanti i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà, chiediamo dunque al Sindaco di Mantova, di adoperarsi perché Mantova non si trasformi di nuovo in un palcoscenico per neofascisti di ogni specie.

 

 

Adesioni (aggiornate 11 novembre)

A.N.P.I
Associazione eQual
Emergency Mantova
Arci Mantova
Servizio Civile Arci
Fiom – Mantova
Fit- Cisl – Mantova
Augman
Libertà e Giustizia – Mantova
Centro Bruno Cavalletto
Arcigay “La Salamandra” – Mantova
Sinistra Ecologia e Libertà – Mantova
Spazio sociale LA Boje!

Documentario: la salute negata, il futuro contaminato

Ecosin, canale web dedicato a temi ambientali, ha realizzato un documentario sulla situazione del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Laghi di Mantova/Polo Chimico; durante le riprese, come eQual, abbiamo aiutato la troupe ad orientarsi nella “nebbia” (atmosferica e metaforica) che ammanta il tema partecipando anche alla sua realizzazione. Dopo un paio d’anni di “peripezie” tipiche per chi fa giornalismo d’inchiesta in un Paese come l’Italia, il filmato è stato pubblicato online nei giorni scorsi.

Quando nel 1946 venne presa la decisione di costruire a Mantova un polo chimico nessuno pensava ai danni che tale insediamento avrebbe provocato all’ambiente. Ora siamo di fronte a un progressivo declino che dura da decenni, pagato a caro prezzo dallo Stato italiano come sostegno alla produzione (che per farlo usa ovviamente le tasse dei suoi cittadini) e pagato soprattutto con la vita di chi ci ha lavorato e di chi vive attorno a quell’area. Galleggiando su un lago di surnatante fatto di idrocarburi, a suon di ricatti occupazionali e con la “promessa” di bonifiche ferme all’1% dell’area, chi fa profitto continua a farlo opprimendo la città e mortificando i lavoratori di tutta l’area che occupa il 15% del suolo comunale con le sue sedici aziende.

Documentari come quello girato da Ecosin, servono a smascherare il sistema di aggressione del territorio a scopo di rapina che lascia sul campo inquinamento, disoccupazione e degrado. È il capitalismo feroce e straccione che la politica ha servito e riverito negli ultimi due decenni.

Per il lavoro, per i diritti, insieme alla Fiom

Lunedì 23 luglio dalle 9.30
presso la sede di Confindustria (Via Portazzolo – Mantova)

PRESIDIO FIOM
In difesa della democrazia nei luoghi di lavoro
In difesa di un vero CCNL
Contro il peggioramento delle condizioni e dei diritti

Sosteniamo l’iniziativa della Fiom partecipando al presidio!
Oggi più che mai dobbiamo stringerci intorno alla Fiom: non per partito preso o per calcolo politico ma per il suo ruolo in questa vera e propria guerra. Vent’anni dopo la cosiddetta “fine delle ideologie”, quella dello scioglimento e della scomparsa dei partiti “di classe”, nell’epoca in cui i cattivi padroni sono diventati i buoni “datori di lavoro” e la classe lavoratrice semplicemente non esiste più, ci siamo ritrovati in piena crisi economica.
In questa fase dolorosa, una classe precisa composta da banchieri, speculatori e grandi imprenditori, ha dichiarato guerra aperta al resto della popolazione. Non siamo negli anni sessanta dell’avanzamento e abbiamo tutte le armi malmesse e/o spuntate: in questo scontro la Fiom combatte in trincea. L’organizzazione operaia della Cgil si trova in prima fila a resistere agli attacchi quotidiani di un potere economico (che controlla ampiamente quello politico) che, con la scusa della crisi, vuole riprendersi tutto quello che ha concesso decenni fa sull’onda di grandi lotte sindacali, civili e politiche.
Il sindacato più rappresentativo del mondo operaio, con un lavoro sistematico, viene estromesso dalle fabbriche di Marchionne e nella stipula degli accordi contrattuali separati: un lavoro di sfiancamento complesso e pericoloso.
La bandiera della Fiom era a Genova nel 2001 quando il primo movimento di massa, che preannunciava i disastri di questo sistema economico, veniva massacrato per le strade del capoluogo ligure; ne abbiamo visto gli uomini impegnati nei momenti più drammatici del movimento valsusino di quest’anno. In tutte le lotte che si sono prodotte in questo paese negli ultimi anni , specie quelle in cui si è stati fianco a fianco, abbiamo visto come ci stiamo lentamente “ri-alfabetizzando” su pratiche e idee che avevamo dimenticato o consideravamo passate.
In questo momento il contrattacco si costruisce giorno per giorno, ricominciando ad organizzarci e unendo le forze di chi sta subendo la crisi, senza distinzioni di nazionalità, religione e sesso, solo così è possibile aiutare chi sta in “trincea” per resistere all’urto quotidiano che vorrebbe spazzarci via tutti/e.

(Evento su fb)