In Marcia sui Sentieri Partigiani III

inmarcia2017small15.07 | Mantova – Malga Lunga (Bg)
IN MARCIA SUI SENTIERI PARTIGIANI III

Sabato 15 luglio – Terza edizione di “in marcia sui sentieri partigiani”: escursione popolare sulle orme della 53^ Brigata Garibaldi “13 Martiri” nella zona della Val Gandino e Lago d’Iseo, nella provincia di Bergamo.

★ L’associazione eQual organizza una nuova gita sociale della memoria: il 15 luglio torniamo sui luoghi di battaglia dove più di settant’anni fa contadini e operai antifascisti diedero vita ad una delle più importanti brigate combattenti dell’Italia settentrionale, capace di seminare il panico tra le fila dei nazisti e dei loro fantocci repubblichini italiani. Celebre la battaglia di Fonteno (Bg), uno dei più importanti episodi del movimento partigiano in Lombardia. Molti gli uomini che la 53a sacrificò alla causa resistenziale: dai “Tredici martiri” fucilati il 22 dicembre 1943, da cui prese il nome, alla squadra di Giorgio Paglia, catturata nel Rifugio Malga Lunga a Sovere, il luogo simbolo della storia di questa brigata, ora trasformato in Museo della Resistenza.

★ Cammineremo insieme tra la memoria viva dei sentieri, degli alberi e delle pietre che raccontano le storie del nostro passato, l’eco di una guerra combattuta tra chi partiva volontario nel nome di libertà e uguaglianza e chi serviva i fautori di dittatura e diseguaglianze sociali. Lo facciamo perché quella Storia con la S maiuscola è alla radice del nostro impegno e perché in un mondo nuovamente colmo di ingiustizie, la Resistenza è un obbligo civile, morale e politico.

★ Saremo accompagnati dai volontari dell’ANPI della provincia di Bergamo che ci racconteranno la storia del territorio e della brigata “13 Martiri”; un momento comunitario e sociale per stare insieme e costruire nuova consapevolezza contro le finte memorie condivise di cartapesta e i “mal di Pansa” che generano revisionismi storici indegni.

Oggi come ieri, in cammino e in lotta per un mondo
di libertà, uguaglianza e giustizia sociale
★★★

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INFORMAZIONI PRATICHE:

– Partenza ore 7:30 dal parcheggio PalaBAM (Mantova)
(7:10 ritrovo casello Pegognaga).
– Rientro per le 19:15 circa.
– Escursione sui sentieri della Malga Lunga (percorso adatto a tutte le età).
– Quota di iscrizione 20 euro, incluso pranzo in Malga (13 euro per studenti e inoccupati, 5 euro per i bambini)

Per informazioni / prenotazioni: mandaci un messaggio alla pagina fb, o una mail a gruppoequal@gmail.com

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16.7 – in marcia sui Sentieri Partigiani II

montesole equal16.07 | Mantova-Marzabotto (Bo)
IN MARCIA SUI SENTIERI PARTIGIANI II

Sabato16 luglio – La seconda edizione di “in marcia sui sentieri partigiani”: escursione popolare sulle orme della Brigata “Stella Rossa” nella zona di Montesole, sull’appennino bolognese.
L’associazione eQual organizza una nuova gita sociale della memoria: il 16 luglio torniamo sui luoghi di battaglia dove più di settant’anni fa contadini e operai antifascisti diedero vita ad una delle più importanti brigate combattenti della resistenza italiana; una delle formazioni capaci di seminare il panico tra le fila dei nazisti e dei loro fantocci repubblichini italiani. Fino al drammatico epilogo dell’autunno 1944 in cui le ss scatenano violente rappresaglie contro i civili che appoggiano in massa le operazioni partigiane e che culminano con la drammatica strage di Marzabotto.

Cammineremo insieme tra la memoria viva dei sentieri, degli alberi e delle pietre che raccontano le storie del nostro passato, l’eco di una guerra combattuta tra chi partiva volontario nel nome di libertà e uguaglianza e chi serviva i fautori di dittatura e diseguaglianze sociali. Lo facciamo perché quella Storia con la S maiuscola è alla radice del nostro impegno e perché in un mondo nuovamente colmo di ingiustizie, la Resistenza è un obbligo civile, morale e politico.

Saremo accompagnati dai responsabili del Museo del parco di Monte Sole che ci racconteranno la storia del territorio e della brigata “Stella Rossa”; un momento comunitario e sociale per stare insieme e costruire nuova consapevolezza contro le finte memorie condivise di cartapesta e i “mal di Pansa” che generano revisionismi storici indegni.

Oggi come ieri, in cammino e in lotta per un mondo
di libertà, uguaglianza e giustizia sociale

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Informazioni pratiche:

Partenza ore 7:20 da casello Mantova Nord
(7:30 Pegognaga). Rientro per le 19:15 circa.
Escursione sui sentieri di Montesole con accompagnamento di una guida storica
(percorso adatto a tutte le età).

Quota di iscrizione 20 euro (13 euro per studenti e inoccupati, 5 euro per i bambini)
Per informazioni / prenotazioni: mandaci una mail alla pagina facebook, o a gruppoequal@gmail.com

9.4 | Il Sole Contro

ilsolecontrooffSabato 9 aprile
@Arci Virgilio – Vicolo Ospitale, Mantova
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IL SOLE CONTRO
7 luglio 1960, Reggio Emilia
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Ore 17.15
Presentazione del Documentario Il Sole Contro – 7 luglio 1960 Reggio Emilia – con il regista Giuliano Bugani e il produttore Matteo Pioppi (Bébert Edizioni)

Documentario di inchiesta che attraverso le voci di chi era in piazza ripercorre i fatti del 7 luglio 1960 a Reggio Emilia, giorno nel quale la polizia del governo Tambroni sparò sui manifestanti causando cinque morti durante lo sciopero generale contro il governo DC-MSI.

Dalle ore 19.30
Aperitivo di autofinanziamento

Ingresso libero con tessera Arci

Evento verso il 25 aprile organizzato da Associazione eQual in collaborazione con Arci Virgilio Club e con l’adesione di ANPI Mantova – Sezione “Felice Tolazzi”

25.7 – In marcia sui sentieri partigiani

25luglio201525.07 | Mantova-Montefiorino (Mo)
IN MARCIA SUI SENTIERI PARTIGIANI

Sabato 25 luglio – In marcia sui sentieri partigiani: escursione popolare sui sentieri partigiani nel parco di Santa Giulia e visita al museo della Resistenza di Montefiorino

Insieme, un passo dopo l’altro per scoprire lo splendido scenario dell’Appennino modenese e il tesoro della storia antifascista della Repubblica Partigiana di Montefiorino*. Insieme, 70 anni dopo, cammineremo e ascolteremo i luoghi per comprendere e capire le ragioni di chi prese la via dei monti per combattere un mondo fatto di ingiustizie, violenza e sopraffazione. Proseguendo il nostro percorso sul settantesimo della Liberazione, scegliamo di riannodare i fili con un passato troppo in fretta “ripulito” per renderlo inoffensivo, preda dei revisionisti di ieri e di oggi che vorrebbero ridurre la lotta partigiana a semplice “guerra civile” in cui convivono oppressori ed oppressi divenuti “morti uguali da rispettare”. C’è chi la chiama memoria condivisa, ma questa è solo la comunione della dimenticanza. Per capire qualcosa occorre sbriciolare il mito come ci è stato tramandato e scavare fuori dalle macerie le storie vive, quelle che nessuno ha raccontato. Le asce di guerra da disseppellire.

Informazioni pratiche: – Partenza ore 7:30 casello Mantova Nord (7:45 casello di Pegognaga) – Ritorno ore 19:30 Mn Nord (19:15 Pegognaga) – Quota di iscrizione 20 euro (13 euro per studenti e disoccupati, 5 euro per i bambini)

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Organizzazione a cura di associazione eQual

*Tra il giugno e il luglio del 1944 fu infatti tra i primi territori dove i partigiani riuscirono a scacciare le truppe nazifasciste promuovendo un autogoverno popolare e democratico. Per la prima volta nell’Italia occupata si passò da un podestà nominato dall’alto ad un sindaco e una Giunta designati dai membri della comunità. Alla fine di luglio dello stesso anno la zona libera venne attaccata e rioccupata da ingenti forze tedesche che, dopo una prima vittoria, non riescono ad impedire che le formazioni partigiane, rapidamente riorganizzatesi, riprendessero il controllo del territorio. La ‘seconda’ Repubblica di Montefiorino rimase zona libera fino alla Liberazione.

70° Anniversario della battaglia partigiana di Gonzaga

gonzaga201214Oggi abbiamo partecipato alle commemorazioni per il settantesimo anniversario della battaglia partigiana di Gonzaga. Il ricordo della Resistenza non è qualcosa di astratto o di “museale”, ma è profondamente legato alle nostre radici e parla ancora all’attualità. Tocca a noi essere i testimoni di una storia e di un’idea di riscatto che i nostri padri e i nostri nonni, insieme a tutti i caduti per la libertà, ci hanno lasciato in eredità. In un’epoca pervasa dall’individualismo, dalla rimozione storica e dalla riscrittura del passato considerato “scomodo”, serve riscoprire che la grande storia delle donne e degli uomini è fatta di vittorie ottenute lottando uniti in nome dell’uguaglianza, della libertà e della giustizia sociale.
Abbiamo sfilato insieme ad una delegazione di lavoratrici delle Lavanderie Facchini in vertenza contro lo sfruttamento: un modo ulteriore per tenere viva la memoria della Resistenza popolare al fascismo, quella fatta dai lavoratori e dalla gente comune.

Quella di Gonzaga è l’unica battaglia urbana combattuta dalla Resistenza in val Padana durante l’inverno 1944-1945, il periodo più nero della Resistenza italiana. Nella notte fra il 19 e il 20 dicembre 1944, circa duecento partigiani provenienti dalla pianura reggiana e modenese e alcuni locali con funzioni di guide, attaccarono la caserma della Guardia nazionale repubblicana (Gnr), il campo di transito per prigionieri e la sede della Brigata nera. Durante il combattimento, protrattosi per alcune ore, furono uccisi 14 tedeschi, 5 militi della Gnr del lavoro di Modena e una civile. Nella battaglia persero la vita anche due partigiani: il sovietico Alexander Kliment’evic Nakorcemnij “Alessandro” ed il contadino reggiano nonché comandante garibaldino, Alcide Garagnani “Scarpone”. Per ricordarli abbiamo portato con noi un tricolore con la stella rossa, simbolo delle Brigate Garibaldi e una bandiera con il logo delle tre frecce, simbolo internazionale dell’antifascismo A seguito della battaglia il territorio dell’Oltrepo mantovano cessò di essere considerato “tranquillo e sicuro”, sia dal comando dell’esercito tedesco, che dai responsabili delle milizie della repubblica di Salò.

25 aprile: ogni partigiano era uno, insieme divennero Resistenza

2514A sessantanove anni dalla fine della seconda guerra mondiale l’anniversario della Liberazione porta con sé una riflessione molto amara.

Sia la lotta contro il terrorismo squadrista che bastonava i lavoratori negli anni venti che quella vittoriosa contro l’occupazione nazista e il governo-fantoccio di Salò, prospettavano una società diversa: un mondo in cui lo sfruttamento, le diseguaglianze sociali e l’autoritarismo sarebbero stati cancellati. Mantova e la sua provincia sono piene di nomi di donne e uomini che hanno dato tutto per un ideale: Giuseppe Rea, Felice Barbano, Bianca Fiori, Aronne Verona, Felice Tolazzi, Eller Giubertoni, Gina Bianchi, Vittorio Negri etc. Dalle campagne alla città, da chi faceva scappare i prigionieri dai campi di concentramento a chi rubava informazioni ai fascisti, da chi nascondeva i ricercati o sabotava le linee di comunicazione fino a chi prese in mano le armi per combattere in prima linea, la storia ci ha insegnato che per realizzare un sogno di libertà dall’oppressione nazifascista furono migliaia le vittime, i caduti e i torturati.

Per questo, riprendere il vero significato di quegli eventi fa capire che quella in cui viviamo noi non è la “Repubblica nata dalla Resistenza”, ma una sua precisa alterazione che ne ha occupato il posto e snaturato il senso più profondo. Vent’anni di leggi contro i lavoratori che annientano i diritti acquisiti durante il dopoguerra sono una violenza contro i princìpi di uguaglianza e di giustizia sociale. Governi non eletti, ma espressione della finanza internazionale, non hanno nulla da spartire con la democrazia. E ancora gli attacchi all’ambiente, ai beni comuni, la divisione in cittadini di serie A e B in base al colore della pelle; le discriminazioni di genere con le donne che al massimo possono sperare nelle “quote rosa”: senza dimenticare i piccoli ma eclatanti rigurgiti del “vecchio” fascismo che servono a distogliere lo sguardo da quello “nuovo” e più mimetizzato. Gli esempi possono essere tanti e preoccupanti.

Non ci ritroviamo nei continui appelli alla “memoria condivisa”, nel tentativo tutto politico di riscrivere una storia in cui i morti sono tutti uguali e convivono oppressori e oppressi, sfruttatori e sfruttati. Niente più idee, niente più schieramenti, ma al loro posto una “marmellata” di opinioni innocue e neutralizzate: una amnesia pilotata per dimenticare che si combatteva e moriva per cause diverse, antitetiche e inconciliabili.

Il 25 aprile del 2014 ci serve dunque più che mai per capire che non c’è più tempo per aspettare, perché è necessaria una nuova resistenza culturale e politica per non soccombere a questa crisi e a chi l’ha voluta.
Per conquistare ciò che ci spetta, tutto quello per cui hanno lottato le generazioni precedenti.

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[ Questo 25 aprile lo festeggeremo alla mensa occupata della cartiera Burgo nel quartiere di Colle Aperto, periferia nord di Mantova. Alle 11 si terrà un ricordo degli scioperi operai del 1944 organizzato dall’Anpi di Mantova e successivamente verrà allestito un pranzo popolare. Alla Burgo nacque uno dei primi nuclei della resistenza mantovana e si organizzarono alcuni eroi antifascisti come Felice Tolazzi, già reduce dall’esperienza antinazista in Austria, militante comunista, che finì ammazzato nel lager di Flossenburg; Vittorio Negri che leggeva i libri “proibiti” dal regime fascista, mandati al macero per riusarne la carta e che dopo l’8 settembre diventò partigiano garibaldino col nome di battaglia di “Eros”. E ancora Scardovelli, Martelli e Lui: uomini che sfidarono il nazifascismo e un mondo fatto di oppressione e diseguaglianza sociale. Proprio alla cartiera avvenne uno degli ultimi colpi di coda dell’occupazione nazfascista: poco prima di darsi alla fuga, tedeschi e repubblichini tentarono di far esplodere la cartiera; il disastro fu sventato proprio dall’intervento dei partigiani di Porto Mantovano.
Ci piace tenere viva la memoria della Resistenza popolare, quella fatta dai lavoratori e dalla gente comune: in prima fila nel combattere il fascismo e i padroni, salvo essere poi dimenticati dalle istituzioni democratiche. A quasi settant’anni di distanza il ricordo è più doloroso dato che la coscienza operaia che mobilitò le masse è stata cancellata e fabbriche come la Burgo chiudono per gli errori e il desiderio di profitto di industriali e banchieri senza scrupoli ]