IL GIALLO DEL MAXI-INCARICO ALL’ARCHISTAR BOERI

Senza titolo-1Il Sindaco di Mantova affida un importante progetto ad un suo sostenitore elettorale e la “Rigenerazione Urbana” rimane un affare esclusivo coi cittadini in secondo piano. Dopo il curioso caso dell’affidamento dell’assessorato alla Rigenerazione Urbana ad un’ex-dipendente dello Studio Boeri e la curiosa promozione a coordinatore dello staff del Sindaco per un “dem” uscito sconfitto dalle elezioni a Marcaria, la giunta Palazzi arruola l’archistar Stefano Boeri per un progetto di riqualificazione dei quartieri.

Succede così, giocando nuovamente la carta della “fretta” e senza ulteriori preventivi o proposte, che in via Roma si sceglie nuovamente nel mondo “giallo”: Boeri che accompagnava il Sindaco nei suoi tour elettorali in vespa per la città, si ritrova in mano un maxi-progetto per i quartieri periferici. Dato che il termine per la presentazione dei progetti per partecipare al bando governativo è il 31 agosto e la nomina dell’archistar risale al 5 dello stesso mese viene il dubbio che o Boeri sia capace di redigere un piano complessivo per la città in pochi giorni o questo fosse già pronto e concordato da tempo, da tirare fuori al momento giusto.

La politica nazionale e locale ha abituato i cittadini ad intrecci di clientele, relazioni, favori e anche il centrodestra che strepita contro Palazzi è ridicolo nel denunciare quello che loro hanno fatto durante il loro mandato in modo meno elegante rispetto all’amministrazione “gialla” (basti ricordare il “caso Gualerzi”); per fare questo tipo di operazioni ormai croniche nel mondo politico sarebbe un atto dovuto, almeno, conservare un minimo di presentabilità e non sbattere in faccia ai cittadini i fatti compiuti.

La rigenerazione urbana si fa sul territorio e con la partecipazione: abbiamo criticato i “tour mediatici in vespa” durante la campagna elettorale, perché pensiamo che non servano annunci e spot ma un lavoro quotidiano e concreto sulla città. Allo stesso modo siamo convinti che la “rigenerazione urbana” non si faccia a suon di bandi calati sulle teste dei cittadini da affidare ai soliti noti, né con nuovi e costosi palazzetti dello sport in periferia. Nelle periferìe ci sono cantieri abbandonati, case vuote e un crescente isolamento sociale: da lì bisogna ripartire, coinvolgendo tutti i cittadini e con loro progettare il futuro.

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Moglia: Ambiente e Mafie – responsabilità collettiva e difesa del nostro territorio

12794524_1054762077899447_5380870763903641018_nGiovedì sera siamo intervenuti all’incontro “Ambiente e Mafie – responsabilità collettiva e difesa del nostro territorio” organizzato dal Comitato Civico per l’Ambiente e la Salute di Moglia – MN. Oltre ad Emanuele Bellintani in rappresentanza di eQual, hanno partecipato come relatori anche Luigi Caracciolo, scrittore e docente di scienze criminali, il giornalista Donato Ungaro e Mons. Paolo Gibelli.

Nel nostro intervento abbiamo sottolineato come la mafia trovi terreno fertile laddove esiste un pericoloso sodalizio tra “cattiva politica” e “cattiva economia” che privatizza e devasta i territori. Gli esempi, limitandoci solo alla città capoluogo, non mancano di certo: dalla speculazione CoopSette/Esselunga a Porta Cerese alla devastazione di Piazzale Mondadori passando per la privatizzazione di Tea Acque. Troppe volte abbiamo visto le amministrazioni rinunciare al loro ruolo di espressione delle comunità locali per favorire gli interessi privati di pochi.
Per fermare questa spirale non ci sono scorciatoie: serve la partecipazione attenta e indignata di tutte e tutti per colmare i vuoti lasciati dalla politica, riconquistare i beni comuni e far valere gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.

Un ringraziamento particolare a Marco Capelli del Comitato di Moglia e a Sara Donatelli del movimento Agende Rosse per l’ottima conduzione della serata.