NEOFASCISTI IN PIAZZA? PREGO, FATE PURE!

doormenPer il centrosinistra e le Istituzioni repubblicane, fascisti, picchiatori ed ex terroristi sono liberi di manifestare a Mantova

Nonostante le tre parate di estremisti di destra del 2016 e a soli venti giorni da una aggressione violenta da parte di naziskin, le Istituzioni e la politica cittadina concedono nuovamente spazio pubblico ai neofascisti di Forza Nuova.

Contro “il terrorismo e lo Ius Soli” manifesteranno militanti del movimento (come sempre da fuori provincia), il segretario nazionale Fiore (ex-latitante per terrorismo nero) oltre al segretario Nord Luca Castellini e al consigliere comunale di Mantova Luca De Marchi; proprio questi ultimi in passato hanno manifestato fianco a fianco a uno degli autori dell’aggressione agostana. Fascismi “diversi”, ma uniti quando c’è da menare le mani, come ad esempio durante il tentato assalto di Forza Nuova al matrimonio simbolico organizzato da arcigay nel 2013.

Per mandato Costituzionale, per dovere politico e per dignità dopo le violenze di sabato 5 agosto, questa pagliacciata andava vietata: invece passerà il concetto che a Mantova può manifestare liberamente chi sputa sulla democrazia, inneggia all’odio e calpesta i valori della Costituzione.
I cittadini credono sempre meno nella “democrazia” e questa risposta non favorisce la fiducia nelle Istituzioni; allo stesso modo, la politica amministrativa del Partito Democratico e di Sinistra Italiana non si oppone minimamente ai fascisti che manifestano nelle strade della città e si nasconde dietro alle scelte della Questura. Da via Roma avevano promesso un regolamento per fermare questo tipo di manifestazioni di odio e fascismo, ma intanto oggi fascisti, picchiatori ed ex-terroristi saranno liberi di manifestare a Mantova.

La guerra tra poveri, le squadracce neonaziste in giro, i pestaggi polizieschi come in Piazza Indipendenza a Roma o nella movida torinese sono dei brutti segnali e il presidio di Forza Nuova è solo un pezzettino di questa continua fascistizzazione. A questa deriva drammatica servirà dare una risposta coraggiosa: non un generico “antifascismo”, ma ragionare su come rispondere a chi nelle strade o nei palazzi del potere, ogni giorno strozza le idee di libertà, di uguaglianza e di giustizia sociale.

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GRAVISSIMO: AGGRESSIONE NEONAZISTA IN PIENO CENTRO A MANTOVA

ghosttNella tarda serata di sabato, un gruppo di estremisti di destra ha aggredito e malmenato un giovane lavoratore che stava bevendo una birra con i suoi amici. Si sono avvicinati ad uno dei locali del centro, lo hanno riconosciuto come un simpatizzante di movimenti di sinistra, hanno tentato inutilmente di provocarlo e strattonarlo e, infine, gli hanno sferrato un pugno in piena faccia; in seguito gli aggressori sono scappati via.

Le provocazioni di stampo neofascista a Mantova  contro attivisti sociali e sedi politiche vanno avanti con intensità da anni, ma mai si era arrivati ad una violenza così grave. Sono sempre quei teppisti di estrema destra che scimmiottano il terrorismo squadrista degli anni Venti; si spostano sul territorio per fomentare odio contro lavoratori stranieri e richiedenti asilo, organizzano “legalmente” banchetti e manifestazioni di propaganda razzista e omofoba, e “legalmente” celebrano i fascisti morti in guerra con parate nostalgiche.

Tutto questo avviene in una democrazia nata dalla fine di una dittatura tragica che, negli ultimi anni, è stata svilita al punto di lasciare libertà d’azione anche a chi si richiama esplicitamente alla violenza fascista: in una Italia dove i governi colpiscono quotidianamente i lavoratori e soffiano sul fuoco della guerra tra poveri, le prove tecniche di fascismo sono già lì, senza nemmeno il bisogno di questi picchiatori. Una idea distorta di “libertà di espressione” porta questi frutti: già in tantissime città d’Italia, quando i neonazisti si sentono “liberi” di manifestare, poi arrivano le aggressioni notturne e le botte a chi non la pensa come loro.

Diamo la nostra massima solidarietà al giovane lavoratore aggredito e chiediamo a tutte e tutti, ai cittadini, ai lavoratori e alle istituzioni di non voltarsi dall’altra parte davanti quanto sta succedendo, perché la fase di crisi sociale che stiamo vivendo è sempre più drammatica e dal passato tornano anche i fantasmi del nazismo.

“DALLA VOSTRA PARTE” CERCA COMPARSE MANTOVANE

dallavostraparte.jpg“DALLA VOSTRA PARTE” CERCA COMPARSE MANTOVANE
(meglio se appartenenti all’estrema destra)

 

La nuova puntata dello show di Rete 4 con collegamento da Mantova ne smaschera ancora una volta lo stile, l’orientamento e il casting non “casuale”. “Dalla vostra parte” è il carro armato ideologico della destra più radicale: immigrazione, emergenza, zingari, micro-criminalità straniera; spazio anche a omosessuali “contro-natura”, politici ladri (tutti di sinistra). Il tutto come in un film degli anni Trenta con i nemici esterni della “comunità” che minacciano la brava gente italiana. Uno show pseudo-giornalistico che appiattisce le complessità e i problemi tra cinismo e urla per alimentare insicurezza, odio e guerra tra poveri.

Un teatro dell’orrore che in studio si nutre di opinionisti come Alessandra Mussolini (FI) a parlare di valori della famiglia tradizionale e l’impresentabile Stefano Esposito (PD) a parlare di legalità e si collega con le piazze d’Italia con gruppi di “semplici cittadini”. È a questo punto che la farsa costruita in studio impiega figuranti sul territorio scelti non a caso.

dallavostraparte1Il 26 agosto 2015 nel quartiere Virgiliana di Mantova si tenne una manifestazione neonazista per protestare contro l’arrivo di 15 richiedenti asilo. Per fare numero arrivarono 150 estremisti di Forza Nuova e Casapound da mezzo nord Italia con al seguito troupe televisive nazionali, tra cui quelle di “Dalla Vostra Parte”: quella sera tra i “cittadini esasperati” che stavano davanti alle telecamere c’erano diversi naziskin di certo non di Mantova. Nel servizio girato al pomeriggio, inoltre, alle parole “nel quartiere monta la rabbia” seguivano le dichiarazioni rabbiose di due forzanovisti dell’Alto Mantovano e le parole pacate di due signore abitanti in zona.

Il 12 novembre dello stesso anno, una nuova puntata parlò del problema dell’area ex mantovavostraparteCeramica, legando direttamente degrado a immigrazione senza considerare i problemi speculativi, edilizi e politici del caso. Tra gli abitanti che chiedevano una riqualificazione della zona (abbattimento mostri incompiuti, salvataggio della struttura della ceramica e creazione di un parco) c’erano i “semplici cittadini” dello stato maggiore della Lega Nord cittadina (militanti, consigliera e pure il commissario federale in felpa verde).

 

Ieri sera stesso copione: a commentare la legge sulla legittima difesa c’era un ristretto vostraparte3manipolo di persone tra cui molti fedelissimi del politico di estrema destra Luca De Marchi. Già nei giorni precedenti girava in privato l’invito ad essere presenti alla diretta e, con sprezzo del ridicolo, il conduttore ha detto testualmente “siamo qui con dei cittadini che hanno subìto furti e violenze” dando la parola proprio al consigliere comunale che ha potuto fare un proclama contro “il governo di sinistra del Pd” (?).

In campo abbiamo forze fascio-leghiste che nascondendosi dietro la patina di “semplici cittadini” provano ad organizzare in politica le insicurezze sociali delle persone (abilmente alimentate dai media) per dirottare l’attenzione e il malessere lontano dal “manovratore”. La crisi economica, sociale e politica sta colpendo in egual modo lavoratori italiani e stranieri, i disoccupati, i pensionati etc. La guerra tra poveri che divide non su base sociale ma sull’etnia e sulla nazionalità è uno strumento di chi comanda per dormire sonni tranquilli: a questo servono le marionette che si mettono in posa per le telecamere dei talk-show serali.
Tocca a noi smascherare e respingere al mittente questi continui tentativi di dividere lo sterminato popolo che sta subendo la crisi. Tocca a noi indicare chiaramente che il nemico di cittadini e lavoratori non chiede l’elemosina, ma indossa giacca e cravatta, siede nei CDA delle S.p.a.  e nasconde i proventi dello sfruttamento e della speculazione nei paradisi fiscali. Dobbiamo essere uniti per avere la forza di rovesciare il tavolo.

 

Roncoferraro: scritte neonaziste contro i richiedenti asilo

ausLa guerra tra poveri la vincono sempre i ricchi e i loro burattini. Disinneschiamola!

A Casale di Roncoferraro a giorni arriveranno 15 richiedenti asilo. Nonostante il lavoro di informazione e di rassicurazione messo in atto dal Comune, c’è chi è già pronto a soffiare sulle paure dei trecento abitanti della frazione. Sul muro dell’ex ristorante che diventerà casa per questa decina di persone è comparsa una inquietante scritta in tedesco. I soliti neonazisti che usano la guerra tra poveri per giocare alla “razza pura” aiutando quel sistema che fingono di contrastare.

Abbiamo denunciato più volte, e non smetteremo di farlo, l’esistenza di un sistema di speculazione e sfruttamento sulla questione immigrazione. Il “sistema di accoglienza” è allo sbando per la sua stessa natura: uno Stato che vive di emergenze e che “esternalizza” ad enti privati la gestione delle vite di migliaia di richiedenti asilo è uno Stato fallimentare. Sono diversi ormai i casi di “finte cooperative” che con questa situazione hanno risanato i propri debiti e che sfruttano il lavoro di operatori e operatrici; sono magari gli stessi enti “caritatevoli” che per farsi una faccia presentabile poi trovano qualche lavoretto a voucher per gli ex-richiedenti asilo o mettono in piedi feste (multi)etniche, magari sfruttando la generosità di realtà solidali del territorio. In poche parole, solo qualche briciola di tutto questo arriva in tasca ai capri espiatori di questa macchina infernale che, pare quasi vero, sembra architettata per creare fratture sociali alimentate da media complici e politici sciacalli.
La scritta in tedesco “via gli stranieri” apparsa nel territorio di Roncoferraro mostra esattamente chi è il burattino  del nemico: i neonazisti e i loro simili che quando attaccano a parole il “business dell’immigrazione” puntano solamente a fomentare odio nei confronti dell’ultimo anello della catena politico-economica.
La crisi economica, sociale e politica sta però colpendo in egual modo lavoratori italiani e stranieri, i disoccupati, i pensionati etc. Per contrastare neonazisti e forze “democratiche” che inneggiano ad espulsioni di massa giocando con le paure delle persone, serve un cambiamento radicale dell’esistente, a partire dalle sicurezze sociali: lavoro, diritti, sanità, istruzione, beni comuni e democrazia; parole che suonano eretiche in questo sistema ingiusto e corrotto. Solo con la giustizia sociale possiamo disinnescare la guerra tra poveri.

UNA NUOVA PROVOCAZIONE DI ESTREMA DESTRA A MANTOVA

nazibustersGuerra tra poveri: il neofascista in doppiopetto chiama a raccolta squadristi e naziskin

La crisi economica colpisce in egual modo la maggioranza della società: lavoratori italiani e stranieri, disoccupati, studenti, pensionati etc. È il momento in cui chi sta in basso può prendere coscienza e scegliere di ribellarsi: proprio a quel punto spuntano sempre fuori i burattini sciocchi e violenti del sistema, vecchi e nuovi fascisti come il camerata De Marchi che fanno il loro sporco teatrino di distrazione di massa e di divisione.

Ci vuole una patologia ossessiva o una complicità con chi comanda nel voler fare baccano intorno a minoranze per raccattare voti sulle insicurezze sociali. Il campo di sosta attrezzata di via Guerra conta a malapena una trentina di famiglie di cittadini italiani di etnìa sinta, lo 0,30% della popolazione mantovana. Una piccola storia fatta di ghettizzazione e problemi sociali da cui si può uscire: la maggior parte della popolazione attiva lavora e in molti sono favorevoli alla dismissione del campo. Ma per l’estrema destra questo è un dramma, come farebbero a fare propaganda contro “gli zingheri”?

Fingere che i problemi non esistano è stupido buonismo almeno quanto ingigantirli per fomentare paura e odio: ecco perché fa doppiamente schifo la chiamata alle armi del consigliere De Marchi. Il delicato caso di Roverbella viene utilizzato per indire un presidio contro il campo nomadi di Mantova. Il consigliere rappresentante dell’estrema destra quando governava con Forza Italia ha avuto tempo di sostenere privatizzazioni, speculazioni edilizie mentre invece il tanto disprezzato campo è rimasto lì. Adesso inventa una nuova provocazione e invita dichiaratamente neonazisti, skinhead, associazioni di estrema destra camuffate da civiche a fargli da comparse per la sua commedia. Spera di ottenere visibilità, creare consenso politico sulla paura e magari cercare lo scontro verbale e/o fisico a favore di telecamera.

Per questo, insieme alla crisi, è sempre più chiaro che dobbiamo combattere anche la guerra tra poveri: ogni giorno politici da strapazzo indicano i presunti nemici da combattere, mentre da dietro banchieri, grossi imprenditori e speculatori ci scippano soldi, lavoro, sanità, istruzione, ambiente e la nostra stessa dignità.

Smontate le gru dei cantieri abbandonati a Lunetta

SMONgrulunettaTATE LA GRU DEI CANTIERI ABBANDONATI A #LUNETTA: IL PROGRESSO È ANCHE NEI FATTI CONCRETI

Dopo un lungo e paziente lavoro di pressione dal basso Comitato Cittadino “Peter Pan” LunettaFrassinoVirgiliana, Associazione LIBRA, eQual e gli abitanti di Lunetta hanno ottenuto un importante risultato per il quartiere: sono state smontate le gru abbandonate da anni nei cantieri mai terminati riaccendendo i riflettori sull’emergenza della speculazione edilizia in città.

C’è chi fa “politica” con gli annunci e con le mille luci del centro; c’è chi invece senza dignità divide i cittadini attaccando minoranze etniche e/o cavalcando i casi di micro-criminalità per cercare consenso elettorale. E intanto i reali problemi restano lì fermi, immobili, evitati per anni. Oppure si può scegliere di impegnarsi concretamente tirandosi su le maniche per ottenere cambiamenti, come piace fare a noi. Mantova, è evidente, per più di un decennio (politicamente di centrosinistra e di centrodestra) ha puntato troppo sulla febbre edilizia e ne è uscita sfigurata da migliaia di alloggi sfitti, centinaia di case mai terminate e decine di baracconi commerciali.

Ma non tutti si arrendono all’idea della “capitale del cemento”: due anni fa abbiamo partecipato con convinzione alla pulizia del cantiere “Cemi” in degrado avanzato, un’iniziativa senza precedenti ideata e resa possibile dal’Ass. Libra e dal Comitato Peter Pan. È stato però solo il primo passo e solo con un lavoro continuativo e determinato (una menzione speciale all’immenso lavoro di Claudio Spaggiari) finalmente le gru sono state definitivamente smontate.

Da un lato vorremmo che l’ex cantiere Cemi diventasse parco pubblico invece di attendere una colata di cemento; dall’altro che Regione e Comune acquisissero il cantiere della Piccola Frassine per concludere i lavori una volta per tutte. E nel frattempo ci siamo impegnati anche per la realizzazione di un nuovo campo da calcio libero nel quartiere: tutto questo è “diritto alla città”, senza grandi sponsor, bandi o archistar. Il cambiamento è possibile, ma niente arriva dall’alto, serve la partecipazione e la forza di tutte e di tutti ogni giorno, dal basso.

No alla guerra tra poveri per una società più libera e solidale

12654236_1037941336248188_6491087725878952706_nTra sabato e domenica mattina si sono svolti una decina di banchetti/volantinaggi nei quartieri della città e nell’hinterland per sensibilizzare i cittadini sul clima di “guerra tra poveri” e sul tema dell’estrema destra neofascista che si insinua in questo clima di insicurezza sociale. Una iniziativa lanciata dall’associazione eQual che ha visto l’adesione e la partecipazione di diverse realtà di base, sociali, sindacali e partitiche: FIOM, Comitato Cittadino “Peter Pan” LunettaFrassinoVirgiliana, Comitato Cittadini di Viale Risorgimento, Centro Bruno Cavalletto, Arci Mantova, Arci Virgilio Club, Arci Fuzzy, A.R.C.I. TE Brunetti, Arci Salardi, ANPI Mantova , Associazione di Mediazione Interculturale Al Nur , Rifondazione Comunista Mantova, SeL – Sinistra Italiana Mantova e Arcigay La Salamandra Mantova.

La crisi economica sta colpendo in egual modo la maggioranza della società: lavoratori italiani e stranieri, disoccupati, studenti, pensionati etc. È il momento in cui chi sta in basso può prendere coscienza e scegliere di ribellarsi: proprio a quel punto spuntano sempre fuori i burattini sciocchi e violenti del sistema, vecchi e nuovi fascisti che fanno il loro sporco teatrino di distrazione di massa.
Durante l’ultimo anno anche nel mantovano si sono verificati vandalismi notturni, aggressioni fisiche, raid contro sedi di partito/sindacato e strutture di accoglienza realizzati da esponenti dell’estrema destra neofascista.

Per questo decine cittadini, lavoratori, studenti e attivisti della città hanno deciso di dare un segnale pacifico, ma nuovo nell’approccio e forte nei contenuti: una azione comune per ribadire che a Mantova non c’è spazio per l’infezione della guerra tra poveri, per chi predica odio e intolleranza, ma soprattutto che chi è realmente interessato al bene comune non può fare altro che impegnarsi quotidianamente per una società più libera, giusta e solidale.

Appello: No alla guerra tra poveri, no al nuovo fascismo

Steffi-Reichert_CC-BY-NC-ND-2.0-630x420L’estrema destra neofascista mantovana da più di un decennio è sempre stata marginale, frammentata e politicamente nulla. Per anni si sono alternate decine di sigle, tra partitini e movimenti, composte sempre dalle stesse persone. La crisi economica, sociale e politica sta però colpendo in egual modo lavoratori italiani e stranieri, i disoccupati, i pensionati etc. Storicamente, una guerra tra poveri che divide non su base sociale ma sull’etnia e sulla nazionalità è uno strumento di chi comanda per dormire sonni tranquilli. A quel punto spuntano fuori camicie nere vecchie e nuove che fanno il loro lavoro: burattini sciocchi e violenti del sistema.
Con queste premesse è nata “Mantova ai Virgiliani”, una sigla definita “apartitica”, ma che è saldamente in mano alle varie anime dell’estrema destra mantovana. Le foto , i riferimenti e i post sui social network dimostrano che questa “protesta dei mantovani contro i profughi” ruota intorno a militanti (di ieri e di oggi) del partito neofascista Forza Nuova e al gruppo di naziskin del Basso Mantovano. I richiedenti asilo e l’insicurezza sociale sono solo un pretesto per tornare alla ribalta, anche camuffati: eppure tra questi “semplici cittadini” ci sono gli stessi estremisti organizzatori dell’assalto alla manifestazione di Arcigay del 2013, i responsabili di ripetuti vandalismi alle sedi di realtà democratiche, provocazioni e aggressioni notturne. La loro natura è emersa chiaramente durante la manifestazione alla Virgiliana di fine agosto: un raduno neonazista in un quartiere di Mantova con ingenti arrivi di militanti di Casapound e Forza Nuova dalle province limitrofe. Un tentativo in grande stile di aprirsi un varco politico, cercare nuovi simpatizzanti tra i cittadini e, parlano le cronache, creare tensione e cercare lo scontro. E ci riprovano: già da ora è stata lanciata una manifestazione di “Mantova ai Virgiliani” in pieno centro cittadino per il 21 novembre. Non siamo dunque davanti al volantinaggio isolato di qualche gruppetto nostalgico, ma alla chiamata generale per una manifestazione fascista in città, benché camuffata.

Riteniamo che manifestazioni di questo tipo non debbano e non possano tenersi sul suolo cittadino; a maggior ragione a pochi metri dalla lapide che ricorda il sacrificio di Giuseppina Rippa, la lavoratrice marmirolese uccisa dai nazisti nel 1943. Come forze sociali che portano avanti i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà, chiediamo dunque al Sindaco di Mantova, di adoperarsi perché Mantova non si trasformi di nuovo in un palcoscenico per neofascisti di ogni specie.

 

 

Adesioni (aggiornate 11 novembre)

A.N.P.I
Associazione eQual
Emergency Mantova
Arci Mantova
Servizio Civile Arci
Fiom – Mantova
Fit- Cisl – Mantova
Augman
Libertà e Giustizia – Mantova
Centro Bruno Cavalletto
Arcigay “La Salamandra” – Mantova
Sinistra Ecologia e Libertà – Mantova
Spazio sociale LA Boje!

San Bendetto Po: elezioni e guerra tra poveri

Guiornali guerra tra poveriL’amministrazione comunale e la Lega Nord scrivono una brutta pagina della storia di San Benedetto: a pochi mesi dalle elezioni, passa una mozione tutta politica dove i danni, i fallimenti dei governi e l’inettitudine degli enti locali degli ultimi vent’anni viene scaricata sulle spalle dei richiedenti asilo. Nell’immagine la lettera scritta dagli attivisti di San Benedetto e del Basso Mantovano e apparsa sui quotidiani locali, qui sotto il testo inviato con il titolo: “San Benedetto Po: #elezioni e ‎guerra‬ tra poveri”.

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Gentile direttore, nel corso del consiglio comunale del 30 luglio 2015 la giunta Giavazzi/Gozzi del comune di San Benedetto Po ha approvato a maggioranza un ordine del giorno dalla Lega Nord, sfruttando di fatto la situazione di difficoltà di due richiedenti asilo minorenni per fare bassa campagna elettorale. A meno di un anno dalle prossime elezioni, sembra già chiaro sulla pelle di chi si vuole provare a vincere: di fronte al collasso dei servizi locali per i tagli dello Stato è molto più pratico e utile scaricare i fallimenti di venticinque anni di governi di centro-destra e centro-sinistra sulla pelle degli ultimi arrivati.

I servizi assistenziali sono allo stremo non certo per colpa dei richiedenti asilo e denunciarlo pubblicamente richiede il coraggio delle amministrazioni comunali in una battaglia seria contro i provvedimenti dei governi –incluso l’attuale- che hanno provocato il dissesto degli enti locali. Una sacrosanta battaglia che la giunta di San Benedetto Po – e le sue opposizioni – non hanno la volontà né la capacità di affrontare. Anche la modalità d’accoglienza deve essere modificata radicalmente per fare luce sulle troppe opacità del sistema (vedasi il caso “Mafia Capitale” e i suoi legami con la destra romana, compresa quella di Alfano).

C’è bisogno inoltre di amministratori – e opposizioni- capaci di lavorare per il bene dei cittadini in difficoltà anche in assenza di scadenze elettorali. Non abbiamo di certo dimenticato il fatto che nessun membro dell’attuale giunta si sia fatto avanti per una semplice firma di solidarietà per le lavoratrici della Lavanderia Facchini o per risolvere il problema dell’arsenico nelle falde. Se il sostegno ai bisognosi è una priorità di questa amministrazione c’è da chiedersi perché abbiano atteso fino ad oggi per dichiarare che i soldi per assistere le persone in difficoltà non bastano. Pur non condividendo diverse delle scelte e degli sprechi economici di questa amministrazione, pensiamo che agire per tutelare dei minori strappati alle loro famiglie sia un modo nobile per utilizzare i fondi comunali, fondi che in ogni casi verrebbero rimborsati dallo Stato.

Non lasciamoci fregare da chi vuole sfruttare l’infezione della guerra tra poveri per il proprio tornaconto elettorale. Mentre queste persone ci spingono a litigare per le briciole, altrove pochi altri si mangiano tutta la torta ed è là che bisogna guardare.

Salvini e Lega: non ci facciamo fregare

salveeneeIn questa campagna elettorale mantovana sono già stati paracadutati diversi big della politica nazionale per accaparrarsi ogni voto disponibile e a giorni arriverà anche Matteo Salvini della Lega Nord. Per uscire dalla crisi del suo partito Salvini ha scelto una strategia aggressiva che abbraccia le peggiori pulsioni di estrema destra; il tutto viene fatto passare come una specie di “buonsenso degli italiani” in contrasto con immigrati, profughi, omosessuali, zingari, terroni e “comunisti”. Non male per il leader di un partito di disonesti che è stato al governo del paese per 11 anni varando leggi che hanno reso più precari i lavoratori (italiani e non), devastato beni comuni, stato sociale e territorio. Molto esponenti leghisti sono imputati (o già condannati) per aver rubato i soldi dei cittadini facendosi gli affari propri. Nonostante le risse interne e le scissioni, Salvini guida la stessa Lega Nord che a Mantova‬ ha appoggiato la giunta Sodano mentre privatizzava l’acqua dei mantovani e dava il via libera per nuove cementificazioni (con ambigue amicizie con soggetti sospettati di essere legati all’ndrangheta…) e in mezz’ora di comizio spera di far dimenticare tutte queste vergogne. La questione immigrazione con le sue problematiche oggettive, sotto il peso della crisi e di forti campagne mediatiche – di cui diverse costruite su falsi clamorosi -, diventa perfetta per infettare una società senza anticorpi: la guerra tra poveri è un ottimo serbatoio di voti e la Lega Nord arriva a fomentare divisione anche tra nuovi e vecchi immigrati. Salvini‬, come ‪#‎Renzi‬, è un Matteo “figlio di papà” che non ha mai fatto qualcosa di diverso dalla politica e che non ha un orizzonte alternativo a questo sistema in fallimento. Come un bravo burattino agita sul web e in tv campagne d’odio per distogliere l’attenzione dalle reali ragioni della crisi e da chi si sta arricchendo alle spalle della stragrande maggioranza della popolazione (italiana e non), ma col suo 13% sta già tornando tra le braccia di Forza Italia e di quel Berlusconi che da sempre è il padrone della Lega Nord. E ad un burattino chiassoso e squallido si risponde con la serietà: tra una politica che diventa una scatola di promesse elettorali o, peggio, propaganda odio, noi non ci facciamo distrarre. Fermare l’infezione della guerra tra poveri è un dovere, ma il cambiamento non arriva con una ricetta già pronta: inizia coinvolgendo le persone sulle problematiche concrete e proponendo alternative percorribili. Lì dove c’è stato abbandono sociale lavoriamo per ricostruire legami tra le persone e i lavoratori in senso mutualistico e solidale. Dove la città e l’ambiente sono stati violati e sfruttati per il profitto di pochi, ripensiamo lo sviluppo del nostro territorio dalla parte del bene comune dei cittadini. Così seminiamo la cultura del cambiamento e togliamo spazio a quelli come Salvini e ai loro spot elettorali: lavorando con umiltà e serietà, giorno dopo giorno.