L’invasione delle multinazionali – Stop TTIP

[Appello delle associazioni di Mantova contro la firma del TTIP]

Mentre l’obiettivo è puntato in Brasile in attesa del prossimo gol di Balotelli, o pronto a cogliere l’ennesimo duello dialettico tra Grillo e Renzi, una nebbia silenziosa avvolge un Trattato segreto tra le due sponde dell’Atlantico (TTIP). E’ un puzzle che si sta componendo: un mercato libero, libero da tutti i vincoli che ancor oggi frenano la corsa ai profitti delle multinazionali e delle grandi banche. Giornalisti e cittadini sono tenuti all’oscuro e pare anche le autorità politiche degli stati europei, a differenza delle multinazionali che godono di piena libertà di accesso ai testi del TTIP.

Eppure proprio stati e cittadini sono direttamente coinvolti. Perché il Trattato stabilisce le regole a cui tutti devono attenersi, adattando e modificando le loro legislazioni statali su tutti i campi da cui le multinazionali possono trarre profitto. Chi non si piega verrà trascinato dinanzi a tribunali privati, chiusi al pubblico, che emetteranno giudizi inappellabili e costosissimi. Sono già in azione.
Nella copertina del settimanale Internazionale del 24 aprile scorso si legge “sempre più spesso le multinazionali portano in tribunale gli stati. Vogliono leggi che non ostacolino più i loro affari o risarcimenti miliardari. E vincono sempre”. Cioè: i cittadini pagano sempre. Questa è l’ispirazione del trattato di fronte al quale costituzioni e legislazioni dei singoli stati devono cedere il passo. Già vent’anni fa si è tentato di imporre una libertà di mercato così intesa. Fu proprio la pubblicazione e diffusione dei documenti e la reazione che ne scaturì che congelò quella manovra.
Ecco alcuni esempi di quanto la cosa interessi a tutti.
Alimentazione: liberalizzazione di prodotti USA vietati in Europa: gli scaffali dei nostri supermercati carichi di alimenti geneticamente modificati (OGM), di carne di maiale e manzo trattati con ormoni, di polli disinfettati col cloro, di prodotti tipici italiani copiati altrove, ma senza l’indicazione di provenienza. Potremo sognarci il “compra locale” e il “Km zero”: la loro protezione violerebbe le norme internazionali del libero commercio. E tempi duri per gli agricoltori europei, perché le estensioni medie delle aziende agricole USA sono circa 13 volte più grandi di quelle europee (169 ettari contro 12,6). Dei 13 milioni di coltivatori europei, contro i 2 milioni di americani, quanti perderanno il posto e quante piccole imprese agricole dovranno chiudere?
Ambiente e salute: dopo l’esperienza della “mucca pazza” la Comunità Europea ha introdotto il “principio di precauzione”, cioè che occorre valutare prima le possibili conseguenze negative per la salute di persone e territori. Ora, la libertà pretesa dalle multinazionali implica la facoltà di occupare i territori per produrre gas di scisto con la fratturazione idraulica di rocce e terreni (fracking), da cui derivano gravi conseguenze sanitarie e ambientali (fuoriuscita di gas metano con rischio di esplosioni, elementi radioattivi nei pozzi acquiferi, possibili scosse sismiche localizzate).
Servizio sanitario nazionale: TTIP obbligherebbe gli Enti Pubblici a trattare su un piano di uguaglianza le imprese locali e i gruppi multinazionali, ivi compreso l’accesso ai finanziamenti pubblici destinati ai fornitori. Le grandi imprese avrebbero un vantaggio competitivo sulle nostre di dimensioni inferiori. Così i cittadini contribuirebbero a finanziare le multinazionali per le prestazioni rese al proprio servizio sanitario nazionale.
E il lavoro? L’esperienza del trattato NAFTA, che risale a 20 anni fa, ha prodotto negli USA e nel Messico un incremento di profitti per le élite degli affari, ma un netto peggioramento delle condizioni di lavoro su entrambi i versanti della frontiera e più disoccupazione negli USA.
Sono solo alcuni esempi tra i tanti. Ma che rimane del po’ di democrazia che ancora abbiamo se dovesse passare questo dominio assoluto del mercato, libero solo per le multinazionali, non certo per i cittadini e gli stati? Noi associazioni ci uniamo per rompere il silenzio sul TTIP e chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità politiche, economiche, sindacali e professionali, di far uscire allo scoperto quanto sta accadendo. Subito, prima che sia troppo tardi, perché si parla della chiusura della trattativa e della firma entro l’autunno prossimo. Subito, perché abbia ancora un senso il parlare e il credere che esistono beni comuni che non possono essere consegnati alla voracità ottusa di un profitto senza limiti e privo di umanità.

Emergency; LAV Lega Anti Vivisezione; FIAB; Università Verde; Centro Bruno Cavalletto; Coordinamento soci di Banca Etica; Acqua Bene Comune; eQual; Libertà e Giustizia; ACLI; GAStiglione Alegre; Manto-GAS/Gruppo Acquisto Solidale; Libera; Cooperativa Il Mappamondo

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Fermiamo le slot, anche a Mantova!

gioco-azzardoIn questo periodo di crisi, con l’accrescersi delle disuguaglianze economico-sociali, il taglio e la privatizzazione dello stato sociale e l’inasprirsi delle situazioni di bisogno, per migliaia di mantovani il ricorso alla fortuna sembra rappresentare l’unica, ma illusoria opportunità per «rimettere a posto le cose». I numeri sulla diffusione di questo problema sono impressionanti: nel Mantovano ci sarebbero 50mila giocatori, persone che investono da pochi euro fino a interi stipendi in slot, grattini e scommesse. Di questi, oltre un migliaio sarebbero quelli affetti da ludopatia, drogati dal gioco. Dai dati della questura nell’intera provincia sono 307 le attività di raccolta delle scommesse, 53 delle quali soltanto in città. Nel capoluogo le sole attività di videolottery sono cresciute negli ultimi dieci mesi di quasi il 50 percento.

Ma il problema non può essere liquidato come una “patologia”. Il problema è a monte, nelle scelte; è quindi un problema etico, politico, economico e al tempo stesso sociale. Il gioco d’azzardo di massa trasferisce ricchezza, ma non ne produce. Non solo le famiglie, ma anche le città, i paesi e i quartieri si impoveriscono sempre più, negando spazio, centralità e importanza alle persone e alle attività sociali: si confida nel caso e nella sorte, si perde fiducia negli altri e le comunità si disgregano secondo un processo tanto drammatico, quando logico e inevitabile se non si pone rimedio. Inoltre, la gestione del gioco d’azzardo legalizzato è spesso collegata alla criminalità organizzata che in questo modo ricicla il denaro proveniente da attività illecite e aumenta il proprio controllo sul territorio.

Prima di ogni proposta nel merito, serve una presa di coscienza del problema, da parte dei cittadini, delle associazioni, dei corpi intermedi e non da ultimo delle autorità, affinché il disagio nostro e vostro si faccia proposta concreta. Sul piano locale vogliamo promuovere e incentivare, tramite le iniziative delle organizzazioni associative, l’uso dei locali “virtuosi, cioè quelli che non intendono trasformare la ragione sociale del loro lavoro in funzione subordinata rispetto al lucro derivante dal gioco d’azzardo. Serve una nuova legge nazionale, fondata sulla riduzione di queste attività e sulla loro disincentivazione; chiediamo leggi regionali in cui siano esplicitati compiti e precisi impegni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dai rischi del gioco d’azzardo, per il sostegno alle azioni degli Enti locali. Dobbiamo agire subito, prima che sia troppo tardi.

eQual
Centro Bruno Cavalletto
Emergency – Mantova
Network Studentesco
Coord. locale dei soci di Banca Etica della prov. di Mantova
Libera – Mantova

Ass. civica mantovana