★ Festa della Liberazione a Mantova

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25 Aprile – ore 9.00
Giardini viale Piave, Mantova

★MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE★
Fedeltà alla Resistenza: nella memoria l’esempio, nella lotta la pratica

Le patriote e i patrioti che hanno combattuto per un’Italia libera dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista volevano un mondo di giustizia e libertà: non di certo questa realtà di guerra vigliacca, guerra contro i lavoratori e guerra tra poveri. Le urla ridicole dei gruppetti di nostalgici dei lager e dei saluti romani, servono a coprire i nuovi fascismi, basati su un capitalismo globale che divora le democrazie e la dignità dei cittadini. Onorare la Liberazione e Resistere a tutto questo significa fare come i nostri nonni: lottare per una società basata su uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale.

Insieme ad altre associazioni, da alcuni anni partecipiamo alla Manifestazione al Monumento della Resistenza in viale Piave, perché questa non si riduca a una celebrazione istituzionale. Mai come ora è necessario far sì che questi momenti siano condivisi e partecipati: gli attacchi politici alla Costituzione, la violenza dei nuovi fascismi (solo a Mantova un pestaggio neonazista in pieno centro e un omicidio maturato tra reduci dell’eversione nera degli anni Settanta) e il vuoto di valori, vanno combattuti concretamente; facendo riscoprire gli ideali di uguaglianza e libertà della Resistenza. Anche quest’anno vogliamo continuare questo percorso di partecipazione e cambiamento di un momento così importante per la città.

Con l’impegno di tutte e tutti si può fare: nella Memoria l’esempio, nella lotta la pratica.

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Solidarietà ai metalmeccanici in sciopero

13029712_1088990974476557_8748808847060278009_oQuesta mattina abbiamo partecipato alla manifestazione di Mantova per lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici. La lotta degli operai per il rinnovo del contratto riguarda tutti/e e l’adesione dalle varie fabbriche della provincia (Belleli, Cima, Bondioli&Pavesi, Zanetti, Piusi, Comer, Berman, Marcegaglia, etc.) è stata altissima.

In Italia e nel nostro territorio c’è chi si arricchisce sulle nostre spalle (portando pure i capitali all’estero) mentre i lavoratori sono costretti a subire le delocalizzazioni e l’aumento della precarietà (voucher e Jobs Act) e chi lavora fatica sempre di più per stipendi sempre più bassi. Provano in tutti i modi a dividerci, ma questo attacco violento non fa distinzioni tra lavoratori italiani o stranieri e colpisce anche l’istruzione, la sanità e i beni comuni. Per questo la solidarietà tra lavoratori di diverse categorie, ma anche tra studenti, pensionati e inoccupati diventa ancora più importante. È ora di dire basta e invertire la rotta contro l’arroganza del Governo e degli imprenditori-padroni partendo dalla difesa del contratto nazionale e dagli aumenti salariali. Per questo abbiamo partecipato allo sciopero uniti e determinati.

Manifestazione al polo chimico di Mantova: no alla svendita di Eni/Versalis!

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Questa mattina abbiamo manifestato al polo chimico di Mantova‬ insieme ai lavoratori di ‎Eni‬ / ‎Versalis‬. Lo sciopero ha coinvolto tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, con picchi di partecipazione del 100% a Gela e a Brindisi. La multinazionale energetica è infatti intenzionata a svendere il settore strategico della chimica di base per orientarsi verso l’esplorazione ed estrazione di petrolio e gas. Questa svendita di un patrimonio industriale pubblico crea inoltre le condizioni per una crisi occupazionale: per lo stabilimento mantovano non ci sarebbero infatti garanzie per la tenuta del processo produttivo.

Gruppi ristretti di azionisti e manager brindano ai loro guadagni, mentre la maggior parte della popolazione sta vivendo una situazione drammatica: il territorio mantovano ha già sopportato il peso di diverse crisi aziendali e, specialmente nelle aziende di grandi gruppi societari, è stata martoriata da una strategia di annientamento che colpisce i lavoratori, la produzione e l’ambiente, prima con l’inquinamento e poi con le mancate bonifiche. Un “capitalismo straccione” che da vent’anni prosegue senza sosta un pericoloso binomio di delocalizzazioni e dismissioni di capitale pubblico che sta asportando gli organi vitali dell’economia di questo Paese e della nostra città. Ancora più grave quando questa strategia viene attuata dallo Stato per svendere un’azienda pubblica ai privati.

Manca una seria politica industriale e dopo anni di errori strategici mancano drammaticamente una coscienza forte e compatta in tutto il mondo del lavoro, e forze politiche adeguate a dare battaglia contro questa ondata neoliberista. Oggi abbiamo eravamo presenti per dare un impulso alla costruzione di legami solidali tra lavoratori e sostenere le rivendicazioni dei 960 dipendenti mantovani di Versalis e le centinaia di lavoratori dell’indotto.

 

Si fa presto a dire “Crisi”

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Giovedì 21 marzo abbiamo preso parte al corteo del lavoro e calato due striscioni(*) dal mostro di cemento mai ultimato a Cittadella: sugli striscioni c’erano scritte tre semplici parole “Solidarietà”, “Lotta” e “Unità”.
Gli ultimi mesi stanno delineando un bollettino di guerra senza precedenti in cui cadono diritti e i posti di lavoro uno dopo l’altro a decine, ormai a centinaia. I campi di battaglia sono diversi: Ufi, Burgo, Mps, Wella, Primafrost, Reni etc.; così in alcune coop sociali, nella grande distribuzione organizzata e, direttamente dal passato, le campagne con il loro nuovo carico di sfruttamento di manodopera straniera. Situazioni apparentemente differenti, dove si utilizza la crisi economica per fare” piazza pulita”, ma nessuno punta mai il dito su chi l’ha prodotta. In nome della crisi si ricatta, si taglia, si esternalizza (licenzia) e si costringe a condizioni ingiuste. La “lotta di classe” è dunque viva e vegeta, ma la fanno e vincono solo da una parte!
Nei loro cenacoli i vari padroni e banchieri sorseggiano vini pregiati mentre scelgono deliberatamente di annientare un territorio lasciando solo miseria dove prima c’era il lavoro, o continuano a portare avanti i loro ricatti in ogni loro ufficio e in ogni loro negozio dove ancora si lavora, ma solo obbedendo in silenzio. Insieme a loro ci sono quelli che per costruire nuove case e nuovi centri commerciali sono pronti a rovesciare nuove colate di cemento, o peggio, a comprarsi i beni comuni, come l’acqua che un referendum popolare del 2011 aveva sancito come pubblica. Una minoranza organizzata e potente tiene dunque in scacco una larga maggioranza, probabilmente perché quest’ultima è divisa, impaurita, rassegnata e bombardata ogni giorno da bugie che falsificano la realtà.
Noi invece vogliamo ribadire che “solidarietà”, “lotta” e “unità” non sono più parole dal sapore nostalgico, ma possono diventare il primo passo concreto per ricostruire una narrazione e un destino comune, per uscire dalla crisi dal punto di vista di chi lavora e vive i territori e non di quello di profittatori e sciacalli.

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* gli striscioni sono stati strappati dal vento e dal suo atteggiamento filo-padronale.

Per il lavoro, per i diritti, insieme alla Fiom

Lunedì 23 luglio dalle 9.30
presso la sede di Confindustria (Via Portazzolo – Mantova)

PRESIDIO FIOM
In difesa della democrazia nei luoghi di lavoro
In difesa di un vero CCNL
Contro il peggioramento delle condizioni e dei diritti

Sosteniamo l’iniziativa della Fiom partecipando al presidio!
Oggi più che mai dobbiamo stringerci intorno alla Fiom: non per partito preso o per calcolo politico ma per il suo ruolo in questa vera e propria guerra. Vent’anni dopo la cosiddetta “fine delle ideologie”, quella dello scioglimento e della scomparsa dei partiti “di classe”, nell’epoca in cui i cattivi padroni sono diventati i buoni “datori di lavoro” e la classe lavoratrice semplicemente non esiste più, ci siamo ritrovati in piena crisi economica.
In questa fase dolorosa, una classe precisa composta da banchieri, speculatori e grandi imprenditori, ha dichiarato guerra aperta al resto della popolazione. Non siamo negli anni sessanta dell’avanzamento e abbiamo tutte le armi malmesse e/o spuntate: in questo scontro la Fiom combatte in trincea. L’organizzazione operaia della Cgil si trova in prima fila a resistere agli attacchi quotidiani di un potere economico (che controlla ampiamente quello politico) che, con la scusa della crisi, vuole riprendersi tutto quello che ha concesso decenni fa sull’onda di grandi lotte sindacali, civili e politiche.
Il sindacato più rappresentativo del mondo operaio, con un lavoro sistematico, viene estromesso dalle fabbriche di Marchionne e nella stipula degli accordi contrattuali separati: un lavoro di sfiancamento complesso e pericoloso.
La bandiera della Fiom era a Genova nel 2001 quando il primo movimento di massa, che preannunciava i disastri di questo sistema economico, veniva massacrato per le strade del capoluogo ligure; ne abbiamo visto gli uomini impegnati nei momenti più drammatici del movimento valsusino di quest’anno. In tutte le lotte che si sono prodotte in questo paese negli ultimi anni , specie quelle in cui si è stati fianco a fianco, abbiamo visto come ci stiamo lentamente “ri-alfabetizzando” su pratiche e idee che avevamo dimenticato o consideravamo passate.
In questo momento il contrattacco si costruisce giorno per giorno, ricominciando ad organizzarci e unendo le forze di chi sta subendo la crisi, senza distinzioni di nazionalità, religione e sesso, solo così è possibile aiutare chi sta in “trincea” per resistere all’urto quotidiano che vorrebbe spazzarci via tutti/e.

(Evento su fb)