Confindustria: sulla “solitudine” degli imprenditori

La Confindustria di Mantova lamenta la “latitanza della politica” e la “solitudine” degli imprenditori? Per anni hanno potuto delocalizzare senza che le amministrazioni locali e/o nazionali battessero ciglio, i vincoli ambientali sono in una “nuova” fase di revisione in Parlamento proprio in questi giorni e le leggi sul lavoro hanno precarizzato sempre di più le condizioni lavorative e di vita di milioni di persone (il Jobs Act è solo l’ultimo “regalo”). A ben vedere la politica ha servito e riverito per bene gli interessi dei grandi industriali.

Gli imprenditori tornano anche a chiedere la rimozione degli oneri di urbanizzazione per la costruzione di nuovi insediamenti produttivi: come se la Provincia di Mantova non fosse già caratterizzata da centinaia di fabbriche abbandonate. Si parta dal recupero dell’esistente: basta guardare alla “valle dei templi” sulla Ostigliese (Valdaro) con decine di capannoni quasi ultimati e mai utilizzati. È proprio questa totale “libertà” concessa agli industriali e al loro capitalismo straccione che ha portato alla distruzione del tessuto produttivo del territorio. Una vicenda in cui la Kosme di Roverbella è pienamente inserita e per la quale è devastante che, ancora una volta, i disastri dei padroni/manager debbano essere pagati dai lavoratori. 140 licenziamenti (più gli interinali) che pesano già ora come un macigno. Non è la Manzardo che viene fatta fallire o la Sogefi che viene tagliata come “ramo secco”, ma poco ci manca. Non serve altro per capire che coloro che hanno chiesto sacrifici ai lavoratori e al territorio in cambio del mantenimento degli stabilimenti non hanno mantenuto e non mantengono le loro promesse: alla prima occasione non ci hanno pensato due volte prima di delocalizzare e lasciare Mantova per mantenere inalterati i propri conti in banca. (Nella foto i lavoratori e le lavoratrici della Kosme davanti ai cancelli della fabbrica dopo la fine del primo tavolo di trattativa tra i rappresentanti sindacali e la proprietà).
Annunci

Solidarietà ai lavoratori della Kosme

assekosmeIeri mattina abbiamo partecipato allo sciopero della Kosme di Roverbella con picchetto e assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici.
L’azienda, di proprietà della multinazionale Krones AG, ha comunicato unilateralmente la sua intenzione di tagliare sulla produzione lasciando a casa 139 lavoratori e lavoratrici (più una cinquantina di interinali). I motivi principali sarebbero le perdite nei bilanci e la difficile congiuntura economica. Eppure l’azienda avrebbe rassicurato di recente i rappresentanti dei lavoratori sul fatto che non ci sarebbero state ripercussioni occupazionali.

Purtroppo questo modo di operare l’abbiamo già visto: si tratta di aziende che, di facciata, lavorano bene, dove gli operai godono anche di una soddisfacente condizione di lavoro, tanto che viene “richiesto” un aumento degli straordinari. Nonostante i problemi arrivano continue “rassicurazioni” sul futuro e poi, improvvisamente, per mezzo di una fredda comunicazione aziendale, cala la scure violenta dei licenziamenti. Questa è una situazione in cui troppo spesso i bilanci in perdita “non destano preoccupazione” in padroni/manager. Il dramma della Sogefi (Virgiliana) del 2008 e quello della Manzardo (Valdaro) nel 2011 parlano la stessa lingua della Kosme. È il linguaggio del capitale che prende tutto quello che può da chi lavora e dal territorio e poi, senza fare complimenti, se ne va lasciando disoccupazione e disperazione.

Siamo solidali con i lavoratori e le lavoratrici e, proprio perché abbiamo visto (e vissuto sulla nostra pelle) situazioni analoghe, li esortiamo a non arrendersi. Non può e non deve finire con l’ennesima vittoria del profitto e dell’arroganza: i fallimenti dei manager e dei dirigenti non possono essere pagati dai lavoratori.