MANTOVA: AMMALATA DI CEMENTO E BARACCONI COMMERCIALI

frankensteinOperazione Frankenstein per innestare un supermercato sul disastro edilizio di piazzale Mondadori

La città e il territorio mantovano sono infetti da un male oscuro che passa dalle strette di mano tra politica ed economia privata e corrode la società, il lavoro e il territorio. Un tumore fatto di migliaia di alloggi sfitti, cantieri abbandonati e un numero fuori controllo di strutture commerciali.
Abbiamo denunciato in piazza, sui media e anche con azioni dirette in Consiglio Comunale l’enorme disastro di Piazzale Mondadori che ha portato alla svendita dell’autostazione nel 2005, alla follia delle pensiline passanti e alla cancellazione di centinaia di posti auto gratuiti sostituite da un parcheggio privato. Un buco nero all’interno della città che ancora oggi “sembra” non avere responsabili politici o economici, quasi fosse piovuto dal cielo. Inoltre non è ancora chiaro che fine abbiano fatto i 27 milioni di euro in prestiti che MPS ha “buttato” in quel progetto, né i rapporti tra i vertici della banca senese con Antonio Muto.
Abbiamo contrastato in prima linea i piani del centrodestra per un nuovo insediamento commerciale a Porta Cerese sulle ceneri del fallimento del vecchio “affare” Palasport – Palabam – Coopsette del centrosinistra. È chiaro a tutti che sei ipermercati, sette strutture medie e due centri commerciali sono troppi per una piccola città, senza poi contare l’hinterland; un nuovo baraccone commerciale significherebbe un colpo durissimo al  tessuto commerciale cittadino medio-piccolo necessario alla vita dei quartieri.
La proposta “Frankenstein” di paracadutare un supermercato Esselunga su piazzale Mondadori è figlia di una idea di città in svendita, ammalata di cemento e carrelli, che va combattuta con forza. Se dal Comune di Mantova arrivano rassicurazioni “entusiastiche”, noi crediamo che la toppa sia peggiore del buco: nuovo cemento commerciale in zona centrale, ulteriore traffico (anche di tir) in un punto già congestionato e l’alta probabilità che per qualche decina di posti di lavoro precari se ne polverizzino altrettanti all’interno del tessuto commerciale cittadino.

Ancora si vendono per nuove idee vecchie. Ancora una volta ai cittadini viene negata la possibilità di esprimersi sulla sorte di un’importante pezzo di città. La soluzione ai problemi di Mantova non dipende dalle offerte dell’impresa privata, bensì dalla volontà e dalle scelte politiche. Un piazzale Mondadori ripensato come spazio e come utilizzo pubblico all’interno del tessuto urbano e non come supermercato, così come la fine del modello “cemento e carrelli” degli ultimi dieci anni, rappresentano una vera opportunità di cambiamento. L’interesse pubblico, il bene comune e la partecipazione devono tornare ad indicare la via: a meno che non si considerino i cittadini che vivono e che lavorano in un territorio come semplici consumatori da abbindolare con offerte al ribasso.

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La guerra di via Roma alle strisce bianche

parcheggi-tionMille posti auto gratuiti spariti in dieci anni, e ora altre settanta strisce blu

Continua la “guerra” dell’amministrazione comunale di Mantova che in dieci anni, con le scuse più fantasiose, ha fatto sparire un migliaio di posti auto gratuiti in zona centrale, semi-centrale e periferica.
Hanno tolto la gestione ad Apam, creato un’ente,“Mantovaparking”, che poi è stata chiamata “Aster”; sono stati curati continui ritocchi delle tariffe per fare cassa e lentamente tutta la città è a “strisce blu”.
Siamo arrivati al paradosso che si citano grandi città, molto care e in cui la sosta gratuita è inesistente come “modello” a cui guardare.

E per completare il nuovo “piano traffico” della Giunta Palazzi, annunciati altri 73 posti a pagamento a porta Pradella, piazzale Gramsci e viale Risorgimento. Arrivano dopo l’aumento delle tariffe, la messa a pagamento di Piazza Virgiliana e precedono la cancellazione del parcheggio “selvaggio” di via Nuvolari: in mancanza di un parcheggio scambiatore, oltre a disincentivare la mobilità su treno, si favorisce ancora il parcheggio privato di piazzale Mondadori. Nella sua bonaria ingenuità, l’Assessore Rebecchi ci aveva scritto che con i soldi dei parcometri ci finanziano le scuole, dato che il buongoverno di Roma taglia risorse agli Enti Locali da anni; eppure questa ossessione nel voler monetizzare ogni singolo stallo gratuito rasenta il patologico.

Quanto manca per veder sparire anche il parcheggio di Anconetta? Tra quanto diventeranno blu anche le strisce bianche del lungolago? In alternativa noi pretendiamo corretti trasferimenti statali anziché scaricare su pendolari e turisti nuovi balzelli per sopperire ai continui tagli statali. Sarebbe corretto lastricare l’area di porta Pradella per creare parcheggi gratuiti dignitosi e rimettere in sosta libera le aree periferiche oggi a pagamento collegandole al centro tramite servizi di bike sharing e potenziando il bus circolare CC. Si potrebbe inoltre affrontare, come fatto in altre città, un percorso finalizzato alla ridefinizione degli spazi FS per ricavarne nuove aree di sosta a servizio proprio del trasporto ferroviario. Infine sarebbe necessario un blocco delle tariffe e, dove opportuno, una rimodulazione finalizzata realmente alla rotazione delle soste temporanee: da anni esiste il disco orario, non costa nulla e funziona da Trento ad Annecy in Francia.

VIA NUVOLARI: PENALIZZATI LAVORATORI PENDOLARI E STUDENTI

vianuvolareIN VIA NUVOLARI PENALIZZATI LAVORATORI PENDOLARI E STUDENTI
Serve un vero parcheggio scambiatore funzionale e gratuito

L’ennesimo annuncio a mezzo stampa arriva a metà agosto: i parcheggi improvvisati di via Nuvolari di fianco alla ferrovia saranno rimossi; una vecchia storia ereditata e pienamente accettata dall’attuale Amministrazione Comunale che colpisce chi ha più bisogno di posti gratis.

Nonostante le parole edulcorate dei media, il progetto di eliminare l’area di sosta selvaggia è storia vecchia: se ne parlava già ai tempi di Burchiellaro ed è stata l’amministrazione Sodano a deliberare questa “riqualificazione”, inserendola nelle compensazioni del piano cementificatorio “Ghisiolo Est”, facendo inoltre un grande favore al parcheggio privato di piazzale Mondadori. E la giunta con la manìa delle strisce blu colpisce ancora: in piena continuità con il progetto del centrodestra procederà alla trasformazione del parcheggio in area verde, affidata a chi sta cementificando l’area di fronte al Boma.

È evidente che tutte queste scelte sono fatte nell’interesse privato a scapito del bene comune dei cittadini; in questo caso specialmente a danno di pendolari e studenti. Per ripensare concretamente quell’area proponiamo di razionalizzare gli spazi e trasformarli in un vero parcheggio scambiatore, lastricato e delimitato da strisce (bianche).

PIAZZA VIRGILIANA: DA MAGGIO ALTRI 300 POSTI AUTO A PAGAMENTO

 parcheggi[ Un testo politico e la risposta alle dichiarazioni dell’assessore Rebecchi]
Dopo gli annunci e gli aumenti, il “piano parcheggi” della giunta Palazzi entra nel vivo: spariranno gli stalli di porta Pradella adiacenti alla ferrovia e dal 16 maggio diventerà a pagamento tutta piazza Virgiliana. Dietro all’idea condivisibile di “togliere le auto dal centro” si intravede la solita idea di favorire i privati e fare cassa.

[900 strisce bianche sparite in dieci anni]

L’ultima aggiunta
di posti gratuiti per la città risale al 2004 con i 350 parcheggi di campo canoa: il resto è una storia di aumenti tariffari e di lenta eliminazione di strisce bianche, quasi sempre con la scusante di “favorire la rotazione”. Nel 2005 con l’affare “piazzale Mondadori” sono spariti 190 posti gratuiti (e 90 a pagamento). Nel 2008 circa 631 strisce bianche dei viali sono diventate blu. Nel 2013 altre 50 a ridosso di Porta Mulina da bianche sono diventate blu; è stato poi inaugurato il parcheggio privato sotto al cantiere Mondadori e magicamente è stato deciso di eliminare l’area di parcheggio non regolamentato a ridosso del rondò di porta Pradella e una parte di viale Piave (lato giardini). In totale circa 900 strisce bianche sono sparite in dieci anni: un’opportunità di fare cassa per Aster (la ex Mantovaparking) e per i privati.

[Le contraddizioni del “cambiamento”]
La promessa di portare “fuori le auto dal centro storico” si è tradotta semplicemente in un nuovo aumento delle tre tariffe di sosta in città e degli abbonamenti annuali. Quindi non viene eliminata la possibilità di parcheggio: questo rimane possibile per chi ha acquistato il pass o paga la tariffa. L’introduzione di una navetta per il centro dai parcheggi – per anni sottoutilizzati – di Campo Canoa e piazzale Te è un bene, ma come questo possa giovare all’aria e al traffico del centro storico e di piazza Virgiliana, che rimangono accessibili, è tutto da capire. Dopo una nostra uscita pubblica, l’assessore Rebecchi ha candidamente replicato che: “…Con questo piano, che frutterà circa 750.000 euro al Comune compensando i tagli dei trasferimenti statali agli enti locali e garantendo la continuità e l’efficienza dei servizi comunali nei prossimi anni, si vuole razionalizzare il sistema della sosta a pagamento.” Nonostante gli annunci e alcune buone intenzioni di fondo, ci troviamo quindi davanti alla prosecuzione di un lungo percorso che non va nell’interesse dei cittadini, di chi a Mantova viene per lavorare o per visitare il centro storico, ma di interventi che mirano all’aumento dei parcheggi a pagamento/privati e a fare cassa per compensare i tagli statali.

[Alternative]
Rilanciamo una posizione alternativa e di buonsenso: ridare ad APAM nuovamente la forma dell’azienda pubblica, a cui affidare anche la gestione dei parcheggi (sciogliendo ASTER) mettendo a sistema la questione parcheggi con il potenziamento del trasporto pubblico. Proponiamo di lastricare l’area di porta Pradella per creare parcheggi gratuiti dignitosi e rimettere in sosta libera le aree periferiche oggi a pagamento collegandole al centro tramite servizi di bike sharing e potenziando il bus circolare CC. Si potrebbe affrontare, come fatto in altre città, un percorso finalizzato alla ridefinizione degli spazi FS per ricavarne nuove aree di sosta a servizio proprio del trasporto ferroviario. Infine sarebbe necessario un blocco delle tariffe e non un nuovo aumento e, dove opportuno, una rimodulazione finalizzata realmente alla rotazione delle soste temporanee. Serve un percorso di lungo respiro che non agisca solo a livello infrastrutturale, ma anche a livello di “sensibilizzazione ed educazione” all’utilizzo dell’auto e dei mezzi alternativi. Queste sono solo alcune delle misure che si potrebbero mettere in campo pensando ai cittadini e al loro diritto alla mobilità. Più di dieci anni di disastri anche nel campo dei parcheggi, impongono la necessità di cambiare rotta: non è questione di utopia, ma semplicemente di volontà politica.

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Ringraziamo l’Assessore per la risposta alla nostra lettera, anche se nelle sue parole troviamo diverse contraddizioni.  Innanzitutto, prima si difende dicendo che il nuovo piano parcheggi non servirà a fare cassa, poi afferma che gli introiti serviranno per coprire il taglio dei trasferimenti statali. Questa affermazione è molto grave: i trasferimenti statali derivano dalla fiscalità generale organizzata su criteri di progressività (chi ha di più paga di più) e vengono redistribuiti attraverso i servizi pubblici (compreso il trasporto locale). Le tariffe dei parcheggi sono uguali per tutti e, di fatto, gravano di più su chi ha di meno. Semplificando, paga di più la commessa che viene in città con la Punto per lavorare piuttosto che l’industriale che viene in città con il SUV per bersi il caffé in centro.

Vogliamo un’amministrazione che abbia il coraggio di difendere gli interessi di noi cittadini (insieme agli altri Comuni) pretendendo corretti trasferimenti statali anziché scaricare sui lavoratori nuovi balzelli per sopperire ai continui tagli semplicemente perché è più semplice che opporsi alle scelte del #Governo. È una questione di #giustizia e di difesa dell’autonomia locale prima ancora che di buona amministrazione.

I servizi pubblici vanno finanziati con la fiscalità generale progressiva, non con i parcheggi. L’assessore afferma che con i soldi dei parcheggi si finanzia l’asilo Soncini: cosa accadrebbe dunque se la gente usasse meno l’auto e di più le biciclette? Taglieremmo l’asilo per mancanza di fondi? In questo modo si sta mettendo a rischio la tenuta del bilancio comunale. Se l’intento è quello di coprire i tagli statali è necessario il coraggio di dirlo apertamente anziché nascondersi dietro le buone intenzioni di “togliere le auto dal centro” e “favorire la rotazione”, cosa tra l’altro contraddittoria visto che se si aumenta la rotazione circoleranno più auto, quindi più traffico e più inquinamento.

SU #ASTER e #APAM l’assessore ha frainteso: nessuna contrapposizione. Forse semplicemente non si ricorda che fino al 2004 il trasporto pubblico e la gestione dei parcheggi erano competenza di un unico ente: la parte dei parcheggi fu esternalizzata per creare un nuovo cda dove far sedere “esodati” della politica e per giustificare la #privatizzazione di APAM. Inoltre troviamo contraddittorio ripetere che si persegue l’interesse di cittadini e dei pendolari quando vengono eliminati fisicamente dei parcheggi gratuiti come quello vicino alla ferrovia e quelli di V.le Piave: un modo davvero strano per incentivare la mobilità su treno.
Per questo eQual ha sempre chiesto che venga studiato e realizzato (come fatto in molte altre città) un piano per l’utilizzo delle aree dismesse delle ferrovie.

L’assessore ci ha chiesto fiducia: come associazione siamo abituati a ragionare con i risultati concreti ed ad analizzare gli interventi in modo sistematico; siamo abituati a chiedere la #partecipazione dei cittadini alle scelte che incidono sulla loro vita, non certo attraverso la semplice delega elettorale. Non mettiamo in dubbio le buone intenzioni dell’amministrazione, ma basta allargare lo sguardo dalla striscia bianca/blu per rendersi conto che con questo genere di piani si rischia di fare un passo avanti e due indietro.

Il “nuovo” piano parcheggi: ancora aumenti, ancora strisce blu

free-parkingIl nuovo “piano parcheggi” della giunta Palazzi si fa notare per la condivisibile idea di “togliere le auto dal centro”, ma dietro ai buoni propositi sembra esserci la continuazione di uno schema già visto che sul tema dei posti auto ha creato una situazione imbarazzante.

[Tra strisce blu e speculazione]
Un problema che inizia a peggiorare nel 2004 quando la gestione dei parcheggi venne tolta ad Apam e affidata ad una società del Comune – Mantovaparking. In seguito la devastante speculazione di piazzale Mondadori fece sparire 190 posti auto gratuiti e altri 90 a pagamento (lato via Conciliazione). Arrivò poi una nuova mazzata con la giunta Brioni. Nel 2008 divennero a pagamento anche aree non centrali come viale Isonzo, viale della Repubblica e piazzale Gramsci: in totale 631 strisce passarono da “bianche” a “blu”. L’amministrazione Sodano ha blandamente trasformato “Mantovaparking” in Aster ; nel 2013 ha trasformato 50 posteggi auto gratuiti di porta Mulina in altrettanti a pagamento e, per sostenere il parcheggio privato di piazzale Mondadori, la giunta ha deliberato l’eliminazione delle aree di sosta gratuita in viale Piave e a ridosso del rondò di porta Pradella, utilizzata da pendolari ferroviari e lavoratori della zona. Negli anni gli aumenti delle tariffe sono sempre stati motivati con il mantra del “lo facciamo per favorire la rotazione”.

[Le contraddizioni delle nuove misure]
Ora l’obiettivo promesso di portare “fuori le auto dal centro storico” porta facilmente a credere che sia in arrivo un grande cambiamento. Tuttavia questa nuova stagione inizia con un nuovo aumento verso l’alto delle tre tariffe di sosta in città e degli abbonamenti annuali (questi ultimi dovrebbero portare un surplus di 200mila euro nelle casse comunali) ma senza interventi coordinati, nel breve e medio periodo, capaci di incidere sul bisogno di vivibilità della città e sulle esigenze dei cittadini. L’ampio parcheggio gratuito di piazza Virgiliana a giorni diventerà a pagamento: attenzione, non viene eliminata la possibilità di parcheggio come ci si aspetterebbe dal ragionamento di via Roma, ma rimane a disposizione di “chi può permetterselo” alle nuove tariffe.
Contemporaneamente, senza interventi di alleggerimento sui parcheggi nelle vie centrali, ci sarà il potenziamento del parcheggio di campo Canoa, da sempre sottoutilizzato, con l’introduzione di una navetta per il centro: bene l’idea di sfruttare di più un parcheggio periferico (che ha comunque un numero di posti limitato), ma come questo possa giovare all’aria e al traffico del centro storico e di piazza Virgiliana, in cui si potrà continuare a parcheggiare, è tutto da capire. Nonostante gli annunci e alcune buone intenzioni di fondo, ci troviamo quindi davanti alla prosecuzione di un lungo percorso che non va nell’interesse dei cittadini, di chi a Mantova viene per lavorare o per visitare il centro storico, con interventi che mirano da subito a parlare di aumenti senza un piano organizzato complessivo che comprenda anche incentivi e potenziamento del trasporto pubblico locale.

[Alternative]
Rilanciamo una posizione alternativa e di buonsenso: ridare ad APAM nuovamente la dignità di azienda pubblica, a cui affidare anche la gestione dei parcheggi (sciogliendo ASTER), finalizzata anche al sostegno del trasporto pubblico. Si potrebbe lastricare l’area di porta Pradella per creare parcheggi gratuiti dignitosi e rimettere in sosta libera le aree periferiche oggi a pagamento. Si potrebbe affrontare, come fatto in altre città, un percorso finalizzato alla ridefinizione degli spazi FS per ricavarne nuove aree di sosta a servizio proprio del trasporto ferroviario. Infine sarebbe necessario un blocco delle tariffe e non un nuovo aumento e, dove opportuno, una rimodulazione finalizzata realmente alla rotazione delle soste temporanee, individuando nuove aree per parcheggi scambiatori gratuiti serviti da navetta/circolari nelle zone limitrofe.

Queste sono solo alcune delle misure che si potrebbero mettere in campo pensando ai cittadini e al loro diritto alla mobilità. Più di dieci anni di disastri anche nel campo dei parcheggi, impongono la necessità di cambiare rotta: non è questione di utopia, ma semplicemente di volontà politica.

Eliminare parcheggi gratuiti: ci riprovano

freeL’amministrazione Sodano, rilanciando la proposta del 2013 di cancellare aree di sosta gratuita, torna all’attacco sul tema dei parcheggi. Il disastro è iniziato quando nel 2004 la gestione dei parcheggi fu tolta ad Apam e affidata ad una società del Comune –Mantovaparking- ed al suo sostanzioso cda. La devastante speculazione di piazzale Mondadori targata Fontanili fece sparire 190 posti auto gratuiti e altri 90 a pagamento (lato via Conciliazione). Arrivò poi una nuova mazzata con la giunta Brioni. Nel 2008 divennero a pagamento anche aree non centrali come viale Isonzo, viale della Repubblica e piazzale Gramsci: in totale 631 strisce passarono da “bianche” a “blu”. L’amministrazione Sodano non ha cambiato corso rispetto degli errori del passato. Mantovaparking è stata trasformata in Aster e sono state intensificate le trattative per portare avanti i lavori di piazzale Mondadori. Nel 2013 ha trasformato 50 posteggi auto gratuiti di porta Mulina in altrettanti a pagamento. Per il 2014 si progetta di eliminare le aree di sosta gratuita in viale Piave e a ridosso del rondò di porta Pradella: dicono che lo faranno per “creare una ciclabile nel viale alberato” e “ridare decoro ad un parcheggio disordinato trasformando l’area in una zona a verde” (eliminando di fatto la disagiata ma unica area parcheggio utilizzata soprattutto dai pendolari e da chi si sposta con i treni). Argomentazioni  a cui non credono nemmeno loro, visto che l’unica motivazione logica è quella di favorire il parcheggio sotterraneo privato appena aperto sotto piazzale Mondadori. Un muro di frottole per mascherare l’ennesimo tentativo di favorire l’interesse privato contro il bene comune dei cittadini. Mentre la città muore economicamente e commercialmente, gli amministratori pubblici continuano a pensare che l’unica strategia utile sia quella di “farla pagare” a lavoratori pendolari, studenti e, indirettamente, i commercianti per fare l’ennesimo regalo ai privati e ai loro interessi.  Una operazione “scientifica” portata avanti per anni, nel contesto anche di un trasporto pubblico mortificato da tagli e rincari, che rende la vita difficile a chi è obbligato a spostarsi in città per lavoro e/o studio, allontana clienti per i negozi del centro e scoraggia i turisti.
Sciogliere Aster e affidare la gestione dei parcheggi ad Apam per sostenere il trasporto pubblico, lastricare l’area di porta Pradella per creare parcheggi dignitosi, rimettere in sosta libera le aree periferiche oggi a pagamento e ricalibrare le tariffe sono solo alcune delle misure emergenziali che si potrebbero mettere in campo pensando ai cittadini e al loro diritto alla mobilità. Dieci anni di disastri anche nel campo dei parcheggi, impongono la necessità di cambiare rotta: non è questione di utopia, ma di serietà e di volontà politica.

Piazzale Mondadori: uno scempio speculativo

mondad(clicca sull’infografica per vederla a grandezza naturale)

Da più di sette anni si susseguono annunci, strette di mano e comunicati stampa, ma di finito in piazzale Mondadori c’è ben poco. Lo scempio speculativo della ex-autostazione, i parcheggi spariti e l’ennesimo cantiere edilizio, tocca da vicino l’economia e la politica mantovana: si sono alternati 3 Sindaci e due Presidenti di Provincia. Nessuno che abbia chiesto scusa alla città per questa immensa vergogna. Parcheggi privati sotterranei non rappresentano una valida alternativa. La vera alternativa sarebbe che la gestione dei parcheggi cittadini tornasse ad Apam, smantellando il carrozzone Aster (ex Mantovaparking) e rimettendo a sosta libera molte delle aree semi-centrali. Questo favorirebbe la vita sociale ed economica del centro cittadino. Ripensare le stazioni-passanti e ricostruire una autostazione centrale degna di un capoluogo di provincia sono temi altreattanto attuali. Adesso serve una forte volontà politica per operare il cambiamento e fermare lo scempio di piazzale Mondadori.

L’operazione di speculazione edilizia attuata dalla giunta provinciale Fontanili, nel 2005 portò alla svendita del terreno della storica autostazione cittadina (e i relativi parcheggi) di piazzale Mondadori: una struttura di primaria importanza come l’autostazione centrale venne cancellata e scorporata in mini-stazioni passanti. Furono eliminati 90 parcheggi a pagamento (via Conciliazione) e oltre 200 posteggi gratuiti (area adiacente a viale Piave.  Il progetto prevedeva la realizzazione di 350 nuovi posti auto sotterranei: tutti a gestione privata. Il privato -la CIS che si costituì in “Forum Mondadori”- comprò tutta l’area per cinque milioni di euro per realizzare hotel, condomini, negozi e uffici: la febbre del cemento era già alta e la crisi era dietro l’angolo, ma il progetto venne autorizzato lo stesso. All’apertura del cantiere i primi problemi: nel 2007 vengono ritrovati i resti delle antiche mura della città; il nuovo sindaco Brioni pone il problema dell’albergo, troppo alto rispetto al campanile di Ognissanti. Il progetto viene corretto con un hotel più basso e viene previsto un parco archeologico per le rovine antiche. Nel 2009 il cantiere ha riaperto e, l’anno dopo, l’amministrazione Sodano ha dato nuovo impulso per il completamento dei lavori. A settembre 2010 la ditta “La Leale” di Roncoferraro rileva il 70% di Forum Mondadori pagando in contanti cinque milioni di euro (più o meno il valore iniziale dell’intera area) più altri due milioni di euro nel 2012 per il restante 30% di quota societaria. Da quasi due anni si susseguono gli annunci di apertura imminente del parcheggio sotterraneo a pagamento. L’affare Mondadori si è dunque rivelato una fregatura per diversi soggetti che vi hanno messo mano. Di recente sono anche state avanzate proposte paradossali: ad Apam, cui venne tolta la gestione di tutti i parcheggi pubblici era stato proposto di gestire il parcheggio privato insieme ad Aster, l’azienda nata per soppiantarla; la stessa Apam avrebbe dovuto acquistare (per circa due milioni di euro) la palazzina liberty dell’area Mondadori, la stessa dalla quale fu sfrattata nel 2006. Per fortuna questa ipotesi sembra essere caduta nel vuoto.
La ditta costruttrice pochi giorni fa ha proposto di (ri)vendere l’area del parcheggio agli enti locali (una cordata di Provincia, Comune e Camera di Commercio) per sette milioni di euro: una nuova vendita che servirebbe a terminare il resto del cantiere.

eQual

[Poco più di un anno fa abbiamo iniziato un percorso di approfondimento, sensibilizzazione e di protesta sul tema della cementificazione del territorio, del numero abnorme di centri commerciali e sul problema casa. Dossier e documenti vari si sono alternati ad azioni dirette: alcune di protesta (ad esempio in occasione della votazione del Pgt) altre più costruttive (il ca$h mob a sostegno di Punto Amico). Quasi a compimento di una parte del percorso è stato presentato Mantovopoly, il gioco sulla città di Mantova. Un esperimento ludico-sociale che verrà riproposto, aggiornato, durante la primavera del 2014.
Le tematiche trattate non sono di certo nostra esclusiva e, quando è stato possibile, abbiamo cercato di “fare rete” creando alleanze con quei soggetti che hanno dimostrato affinità al nostro percorso: dal sostegno alla raccolta firma di Acm contro Esselunga alla campagna “abbassate gli affitti” del gruppo di studenti “Reazione a Catena. Mantova esprime energie e idee che tracciano una prospettiva alternativa a quella degli interessi privati e del cemento che hanno guidato la politica cittadina: esperienze significative, talvolta contraddittorie, che non possono essere sottovalutate.
Invertire la rotta è un lavoro culturale, sociale e politico molto difficile che hai suoi tempi: le scorciatoie non esistono. Per rilanciare pubblichiamo una serie di cartoline virtuali che riprendono i tre filoni principali del nostro impegno: speculazione edilizia, carrelli, cemento. Iniziamo con quella su piazzale Mondadori: una delle opere speculative più invasive degli ultimi anni che, ancora oggi, è il monumento ad un modo disinibito di amministrare la città. ]

(La foto originale di piazzale Mondadori ci è stata concessa da Boskizzi)

Apam: tra tagli e finanza creativa

schelebusQuesta mattina abbiamo solidarizzato con i lavoratori Apam in sciopero:
sosteniamo le loro rivendicazioni e riteniamo che il  trasporto pubblico locale debba tornare al centro del dibattito politico, specie dopo le ultime dichiarazioni dell’azienda che riaprono ferite sociali e ed economiche lunghe un decennio.
A suon di tagli quest’anno gli utili di Apam sono cresciuti, ma le difficoltà dell’azienda sono state scaricate sulle spalle dei pendolari , specialmente studenti medi  e loro famiglie, con migliaia di corse tagliate e continui aumenti degli abbonamenti, con la scusa di “migliorare il servizio” e fare cassa. Attraverso il cofinanziamento sono stati reperiti  fondi europei e nazionali che però sono andati alla realizzazione di progetti effimeri o di facciata, come il BusTv o, peggio, gli “information desk” fotovoltaici spenti ormai da tempo. Scellerata è stata la scelta di togliere a un’azienda pubblica , dal 2004, la gestione dei parcheggi cittadini da parte del comune, portandola al tracollo e al necessario ingresso di soci privati: i parcheggi tolti ad Apam sono stati affidati ad una srl comunale, Mantova Parking, trasformata dall’attuale giunta in Aster srl. Nel 2006 la provincia di Mantova ha deciso la svendita dell’area della stazione centrale autobus di piazzale Mondadori per una immensa opera di speculazione edilizia. In sostituzione sono sorte le fallimentari stazioni passanti, di cui l’ultima, quella del Vinci-Fermi, programmata da anni come stazione a tutti gli effetti e consegnata solo lo scorso settembre come … banchina di cemento. La sede cittadina di Apam, con biglietteria, è stata collocata di fianco alla stazione dei treni nella comodissima piazza Don Leoni.
Ad oggi  l’impresa che ha realizzato il complesso di piazzale Mondadori si è ritrovata in un affare meno remunerativo di quanto auspicato. C’è da chiedersi se sia per  interesse pubblico o per “risarcire” quell’impresa che vediamo spuntare ipotesi paradossali: la prima è quella di affidare la gestione del nuovo parcheggio sotterraneo ad Aster o Apam o ad una accoppiata Aster-Apam.  Ad
Apam venne tolta la gestione di tutti i parcheggi pubblici e ora Apam dovrebbe gestire un parcheggio privato insieme all’azienda nata per soppiantarla?
Nell’altra ipotesi Apam dovrebbe
acquistare (circa 1.800.000 euro) la palazzina liberty, la stessa dalla quale fu sfrattata nel 2006: forse per “migliorare” la collocazione della biglietteria, spostandola di 500 metri,  dalla zona stazione ad un vicolo chiuso in mezzo alle case?

Noi vogliamo credere che tutto questo sia solo uno scherzo perché le ipotesi riportate, alla luce della storia recente di Apam e del trasporto pubblico locale, sono impresentabili. Dopo tutti i disastri avvenuti in un decennio, le risorse economiche di Apam non possono essere usate per gestire parcheggi privati o spostare di pochi metri una biglietteria, ma per aumentare le corse, migliorare
il parco mezzi, calmierare le tariffe e ascoltare le rivendicazioni dei lavoratori. È tempo che gli amministratori mantovani e quelli di Apam chiariscano, con le parole ma soprattutto con le loro scelte, se il loro obiettivo sia quello di garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente, di qualità e accessibile a tutti.

eQual

(Per un approfondimento consigliamo la lettura
del testo di appunti sul trasporto pubblico locale
liberamente scaricabile dal sito)

Grandi idee per Mantova: 300 parcheggi a pagamento in più e 200 gratuiti in meno

freeLa notizia che il Comune di Mantova, tramite Aster, punta a controllare i futuri parcheggi privati di Piazzale Mondadori, togliendo quelli gratuiti in viale Piave è inquietante. Di fronte alla paralisi cittadina arriva la proposta di una ennesima corsa al profitto sulla pelle di pendolari e automobilisti.
Il problema dei parcheggi è peggiorato dal 2005 quando la gestione venne tolta ad Apam –condannandola- e affidata ad una Spa comunale con il suo bel cda lottizzato dai partiti. La Giunta Sodano ha peggiorato la situazione trasformando il carrozzone “Mantova Parking” in “Aster” e diverse aree di sosta periferiche sono state rese a pagamento. Affiancando questi passaggi alla drammatica problematica dei parcheggi in città si potrebbe definire questa proposta uno scherzo di carnevale.
Allargando il campo si può vedere la mancanza di una strategia complessiva per il rilancio della città: la speculazione sulla svendita della ex-stazione Apam per creare la cittadella di piazzale Mondadori è lì a ricordarci almeno un decennio di disastri. Una città dove si è continuato a costruire quartieri fantasma fino a ipotizzare nuovi alberghi e banche in centro al posto dell’autostazione, e dove sono stati edificati tanti/troppi centri della grande distribuzione.  La crisi spazza via la città stessa nella sua già precaria situazione socio-economica: mentre aumenta la disoccupazione,  in giro i negozi chiudono e le case rimangono sfitte.
È il momento dell’alternativa, per provare a invertire coraggiosamente la tendenza per non far morire Mantova. Servirebbe un rilancio dei quartieri dai negozi di vicinato ad un piano di housing che faccia diminuire il numero delle case sfitte e delle richieste di casa a canone moderato;  un piano per il recupero delle decine di aree dismesse e abbandonate disseminate per la città. I proventi dei parcheggi a pagamento  vanno  reinvestiti per migliorare e potenziare il trasporto pubblico e non per ingrassare le tasche dei componenti di qualche cda o per acquisti spericolati che graverebbero sulle tasche dei cittadini. Tutto questo non è un sogno visionario, ma una prospettiva politica di cambiamento.  Purtroppo la realtà dell’oggi e di chi governa ci consegna proposte “lungimiranti” come un nuovo supermercato sul Te e nuovi parcheggi privati (a discapito di quelli gratuiti). Tornano in mente allora le parole di un certo Gramsci che diceva “La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”.
eQual
gruppo di iniziativa sociale

Precario Park

Che la “città della moda” al pari di altri outlet fosse un luogo per rivendere a prezzi scontati gli scarti delle collezioni si sapeva già, così come che oltre a generare consumismo e a depredare territori, la flessibilità del lavoro è un elemento imprescindibile: straordinari, festivi obbligatori, orari che mutano ogni giorno; il personale, spesso giovane e senza qualifiche, viene assunto con contratti atipici e a tempo determinato.

A questo si aggiunge tutta una serie di meccanismi disciplinari e di abusi, come il mobbing, che scoraggiano qualsiasi forma di tutela del lavoratore,come ad esempio l’adesione ad un sindacato. In quest’ottica va letta la recente circolare della direzione del Fashion District che vieta ai/alle dipendenti di parcheggiare la propria auto nei parcheggi riservati obbligandoli, specie durante i saldi estivi, a girare sotto il sole per trovare parcheggio e, ancora più ridicolo, ostentare affluenza.

Il paradigma della precarietà lavorativa e di vita passa per luoghi come l’Outlet di Bagnolo: per questo abbiamo “festeggiato” lì il primo maggio, colpito la pagina fb dell’azienda e iniziato un lavoro di inchiesta. Riportiamo il comunicato delle operatrici e degli operatori del Fashion District per sostenerli e continuare a solidarizzare con il loro percorso.

Operatori del centro

Purtroppo la direzione del Fashion District di Mantova nella persona del direttore Cattrini continua con un comportamento che ha l’unico scopo di danneggiare noi lavoratori del centro.

La circolare in riferimento all’accesso al parcheggio è l’ultima goccia che farà però questa volta sicuramente traboccare il vaso essendo la nostra pazienza esaurita. Cacciare dai parcheggi le nostre auto ha l’unico risultato, durante i saldi di luglio con i parcheggi già pieni, di costringerci a giri interminabili per poter trovare un posto auto obbligandoci a ritardi dovendo percorrere lunghi tratti a piedi in piazzali con temperature superiori ai 35 gradi!

La domanda è molto semplice: a chi giova un parcheggio vuoto? Si vuoto in quanto il parcheggio nel retro dei negozi è composto da due settori: il primo situato di fronte alla porta del retro dei negozi è stato numerato mentre lo stesso spazio opposto al primo non è stato numerato e pertanto rimarrà vuoto!

Forse le nostre auto parcheggiate all’esterno servono per giustificare alla direzione un aumento d’ affluenza e ingressi visto che noi operatori saremo costretti ad entrare dai cancelli principali ed essere conteggiati come clienti?

Basta con queste circolari giustificate da regolamenti e contratti stipulati sempre ed esclusivamente a vantaggio del centro senza tener conto del ben che minimo rispetto di noi lavoratori. Dope le giornate festive soppresse e l’orario prolungato alle 21 adesso ci tocca anche questo!

L’unica risposta a questo ulteriore sopruso è la disobbedienza !!

Abbiamo il diritto di entrare e lavorare senza che nessun direttore ci obblighi a maratone estive nei parcheggi e pertanto se non ci faranno entrare allora parcheggeremo davanti agli ingressi bloccando una volta per tutte questo centro che ogni giorno assomiglia sempre di più ad un campo di concentramento!

Manifesta il tuo disappunto inviando all’indirizzo e-mail:  HYPERLINK “mailto:info@fashiondistric.it” info@fashiondistric.it una e-mail con il seguente oggetto: vogliamo un parcheggio libero!

Cari colleghi se nulla sarà fatto come protesta da parte nostra allora prepariamoci al peggio in quanto la direzione del centro ha l’unico scopo di umiliare e mortificare il nostro sacrosanto diritto ad un lavoro dove gli operatori sono l’anima ed il cuore di questo centro. Senza di noi il centro muore!