Primo Maggio eQualitario

mai2017Quest’anno il nostro primo maggio torna alle origini di condivisione e festa. A Quingentole in riva al Po, per la Festa dei Lavoratori 2017 all’insegna della tradizione e del futuro: la tradizione di un evento celebrato “come una volta”, unita al futuro di libertà, solidarietà e giustizia sociale da conquistare.

Dalle 11 ci sarà spazio per tutte le possibilità: per chi vorrà prenotarsi (*) prepareremo grigliata di carne o vegetariana (con un piccolo contributo per la spesa), per chi invece volesse aggregarsi all’ultimo e/o preferisse non delegare la “nobile arte della griglia”, sarà a disposizione la “griglia libera” con le braci mantenute ardenti per tutto il pomeriggio!

Per brindare acqua e vino (ovviamente rosso)!

In clima di condivisione, oltre alla possibilità della griglia aperta, invitiamo tutti/e a partecipare attivamente portando cibi (torte salate, dolci, etc) o bevande da condividere insieme! Ci sarà la possibilità di sedersi a tavola ma anche tanto spazio per stendere teli.

Nel pomeriggio possibilità di escursione sul fiume con la #StaffettadelPo

* – PER PRENOTARTI PER LA GRIGLIATA CONTATTACI TRAMITE LA PAGINA FB, CON UNA MAIL A GRUPPOEQUAL@GMAIL.COM OPPURE CON SMS/MESSAGGIO WA AL 3405759764.

Poletti vattene!

 polettiIl Paese non soffrirà a non averti più tra i piedi

Questo pomeriggio abbiamo voluto rispondere alle parole di Poletti. Non lo chiamiamo Ministro perché non lo riconosciamo più come tale. Questo “signore” è tra i responsabili del Jobs Act e della liberalizzazione dei voucher. Da quando è al Governo ne sono stati venduti oltre 265 milioni.

Lui e il governo Renzi, in linea con i governi dell’ultimo ventennnio, hanno sistematicamente tolto diritti ai lavoratori e spostato oltre 20 miliardi di euro dai salari ai profitti; hanno tagliato i fondi a scuola e università, approvato la buona scuola e firmato accordi con Mc Donald’s per mandare gli studenti a friggere patatine, chiamando “tirocinio formativo” il lavoro non pagato.
Nonostante la sonora bocciatura al referendum del 4 dicembre, nonostante i fallimenti evidenti delle politiche del lavoro (sfruttato e precario) introdotte in questi anni, con la battuta sui giovani espatriati per cercare lavoro, Poletti abusa ancora della nostra pazienza.

Ora basta: Poletti si deve dimettere ed il Paese non soffrirà a non averlo più tra i piedi.

Confindustria: sulla “solitudine” degli imprenditori

La Confindustria di Mantova lamenta la “latitanza della politica” e la “solitudine” degli imprenditori? Per anni hanno potuto delocalizzare senza che le amministrazioni locali e/o nazionali battessero ciglio, i vincoli ambientali sono in una “nuova” fase di revisione in Parlamento proprio in questi giorni e le leggi sul lavoro hanno precarizzato sempre di più le condizioni lavorative e di vita di milioni di persone (il Jobs Act è solo l’ultimo “regalo”). A ben vedere la politica ha servito e riverito per bene gli interessi dei grandi industriali.

Gli imprenditori tornano anche a chiedere la rimozione degli oneri di urbanizzazione per la costruzione di nuovi insediamenti produttivi: come se la Provincia di Mantova non fosse già caratterizzata da centinaia di fabbriche abbandonate. Si parta dal recupero dell’esistente: basta guardare alla “valle dei templi” sulla Ostigliese (Valdaro) con decine di capannoni quasi ultimati e mai utilizzati. È proprio questa totale “libertà” concessa agli industriali e al loro capitalismo straccione che ha portato alla distruzione del tessuto produttivo del territorio. Una vicenda in cui la Kosme di Roverbella è pienamente inserita e per la quale è devastante che, ancora una volta, i disastri dei padroni/manager debbano essere pagati dai lavoratori. 140 licenziamenti (più gli interinali) che pesano già ora come un macigno. Non è la Manzardo che viene fatta fallire o la Sogefi che viene tagliata come “ramo secco”, ma poco ci manca. Non serve altro per capire che coloro che hanno chiesto sacrifici ai lavoratori e al territorio in cambio del mantenimento degli stabilimenti non hanno mantenuto e non mantengono le loro promesse: alla prima occasione non ci hanno pensato due volte prima di delocalizzare e lasciare Mantova per mantenere inalterati i propri conti in banca. (Nella foto i lavoratori e le lavoratrici della Kosme davanti ai cancelli della fabbrica dopo la fine del primo tavolo di trattativa tra i rappresentanti sindacali e la proprietà).

Un torto fatto ad uno è un torto fatto a tutti: note su questo primo maggio

fd1 Eravamo e siamo tutt’ora ben consapevoli che uno sciopero ed un presidio non possono di certo avere la pretesa di piegare un colosso del commercio come il Fashion District che compra spazi pubblicitari sui media e che può permettersi di arruolare la vincitrice di Sanremo 2014 come testimonial. Ma sicuramente possono essere un punto di partenza importante. Tanto più in un deserto di dibattito politico i cui ragionamenti, già maturi in altri territori, qui da noi faticano a trovare gambe per diffondersi. Un deserto che si estende anche a livello culturale. Per questo motivo abbiamo deciso di esserci, accanto a quei lavoratori e a quelle lavoratrici che hanno avuto il coraggio di raccontare le proprie ragioni, denunciando sfruttamento e prevaricazione del più forte nei confronti di chi è subalterno.Sappiamo che lo sciopero ha coinvolto solo una minoranza dei lavoratori dell’outlet. Ma la loro è stata una scelta di coraggio: sono persone che hanno rinunciato ad un giorno di paga, infischiandosene del ricatto occupazionale, per cercare di dare visibilità e voce a chi è costretto a rinunciare alla festività in nome dei profitti delle grandi catene commerciali o per soddisfare il bisogno indotto di acquisti facilmente derogabili. Dopo anni di silenzio questa presa di posizione è stata importante. È stata importante anche la partecipazione al presidio di alcuni lavoratori occupati nei centri commerciali dell’Hinterland mantovano: un gesto di solidarietà che vuol dire molto e che deve essere un esempio per tutti. Al presidio abbiamo partecipato con una delegazione di attivisti e di simpatizzanti e insieme ai sindacalisti e ai lavoratori si è anche cercato di convincere chi voleva entrare a desistere. Alcuni clienti hanno capito e solidarizzato, rinunciando ad entrare o a fare acquisti; altri hanno deciso di entrare ugualmente: è fin troppo stereotipato descrivere la signora del – “non mi interessa, devo urgentemente comprare un abito” – o il palestrato con polo nera e tricolore che guardava schifato i manifestanti. Tante piccole solitudini mascherate dietro l’idea di una falsa libertà, che è poi l’idea di poter spendere quando si vuole (o magari immaginare di poter spendere soldi che non si hanno). fd2 C’è una battaglia culturale forte da vincere perché anni di narrazioni tossiche di consumismo e di shopping spacciato come intrattenimento hanno prodotto mostri; chi lavora nella grande distribuzione organizzata dopo vent’anni di contrattazioni al ribasso e di deregolamentazioni si ritrova appeso ad una corda, ma per il collo. Chi ha deciso di scioperare, di partecipare al presidio, anche chi non ha avuto il coraggio di farlo ma guardava con attenzione dall’altra parte della recinzione, potrebbe aver sperato di vedere o sentire un po’ più di solidarietà (specie da quella parte politica sempre attenta a “parlare” di lavoratori) e si sarebbe sentito meno solo in questo momento storico in cui quasi tutto sembra obbligarci ad abbassare la testa e a farci odiare quello che sta peggio. Le nostre azioni (1) (2) di battaglia culturale, la nostra partecipazione al presidio e la costruzione di contatti con i lavoratori e le lavoratrici, sono solo alcune tappe di un percorso avviato e portato avanti da oltre due anni. C‘è tanta strada ancora da fare, una strada da percorrere insieme, forti delle ragioni dei diritti e della solidarietà.

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11 aprile: Sportello Preqario e presentazione di “Dove sono i nostri”

11aprileVenerdì 11 aprile dalle 18.45
presso il Centro Bruno Cavalletto (Via Tezze 6/a – Mantova)

➟ Inaugurazione dello “Sportello PreQario” di eQual.

➟ Presentazione del libro: “Dove sono i nostri” – lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi.
(con la partecipazione degli attivisti di Clash City Workers )

[a seguire cena a buffet di autofinanziamento ad offerta libera]

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➟ Lo Sportello PreQario è un progetto dedicato a tutte le lavoratrici ed i lavoratori precari (inclusi tirocinanti, stagisti) e ai disoccupati/e che vivono o hanno vissuto situazioni nelle quali non sono stati rispettati i loro diritti. Uno spazio di confronto e informazione sul mondo del lavoro.
Ci siamo resi conto che tanti lavoratori non sono nemmeno a conoscenza dei loro diritti e, spesso,delle caratteristiche e delle differenze delle diverse tipologie contrattuali esistenti: un lavoratore bene informato è invece più forte e consapevole.
Per questo lo Sportello PreQario vuole essere una sorta di “bussola” che sappia informare e indicare a chi e dove rivolgersi per un determinato problema di contratto (o lavoro senza contratto), per aprire una vertenza, per dire basta allo sfruttamento.
Tutti i servizi sono gratuiti: agli attivisti si affiancheranno anche consulenze legali e giuridiche con avvocati specializzati in diritto del lavoro. La condizione di precarietà ci unisce, e deve unirci anche la solidarietà a il mutuo aiuto reciproco.

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➟ Il libro “Dove sono i nostri” (La casa Usher edizioni) parla di com’è fatta la “classe” nell’Italia di oggi.
Chi sono i nostri? E dove sono? Lavoratori dipendenti, parasubordinati, produttivi e improduttivi, “finte” partite iva, Neet, immigrati: manifestazioni differenti dello stesso fenomeno, etichette e catalogazioni – molte delle quali imprecise e da sfatare – che spesso servono a frammentare ciò che in realtà è unito da interessi comuni e simili ritmi di vita. Con lo sguardo rivolto a questo campo di battaglia, questo libro vuole raccontare, con rigore e accuratezza scientifica, com’è composta la “classe lavoratrice” nell’Italia di oggi. A partire da un’analisi della struttura produttiva del nostro Paese, capiremo non solo come si produce la ricchezza, ma chi la produce, quali sono state le trasformazioni più significative del mondo del lavoro negli ultimi decenni e quali le linee di tendenza per il prossimo futuro.
Parla di lavoratori, ma, soprattutto, è un libro che serve per l’azione: è uno strumento per conoscere e intervenire sulla realtà.

Clash City Workers è un collettivo fatto di lavoratrici e lavoratori, disoccupate e disoccupati, e di quelle e quelli che vengono comunemente chiamati “giovani precari”. La traduzione del loro nome suona un po’ come “lavoratori della metropoli in lotta”. Nati alla metà del 2009, sono attivi in particolare a Napoli, Roma Firenze e Padova, cercando comunque di seguire e sostenere tutte le lotte che sono in corso in Italia.

Boicotta chi sfrutta: Primo maggio di lotta al Fashion District

Dopo l’incursione digitale di sabato sulla pagina facebook dell’Outlet di Bagnolo San Vito, eQual ha effettuato un’altra serie di azioni creative, questa volta sul campo, al Fashion District di Bagnolo San Vito. Il gruppo ha collocato sotto ai cartelli stradali nei pressi del centro commerciale alcuni cartelli segnaletici con le scritte “sfruttamento” e uno con l’invito a “boicottare chi sfrutta non comprando in questa giornata”.

Successivamente, insieme ad altri attivisti di alcune forze politiche di città, sono stati distribuiti ai clienti che entravano nel centro dei cartellini con la scritta “Il lavoro è un diritto, ma non ad ogni costo. Sostieni i lavoratori e boicotta chi li sfrutta: oggi non comprare nulla” con sopra impresso un singolare prezzo “0 euro” per sottolineare che la dignità del lavoro non è in vendita e invitare cosi a non fare acquisti durante la giornata.
Una forma di protesta nel solco della campagna contro la decisione di tenere aperto il primo maggio; la festa dei lavoratori dovrebbe essere un giorno festivo e di riflessione sul lavoro per tutti. Con l’estrema deregulation degli orari di apertura, questa ricorrenza viene sacrificata per un pugno di scontrini in più. Per le lavoratrici e per i lavoratori, opporre resistenza a questa situazione diventa difficile: i numerosi contratti a tempo determinato da rinnovare di volta in volta sono, specialmente per chi ha anche affitti e rate da pagare, una spada di Damocle che fa accettare condizioni di lavoro al ribasso.
La posa dei cartelli di questa mattina e la distribuzione dei “cartellini dei prezzi” sono iniziative di solidarietà diretta ai lavoratori e alle lavoratrici del fashion district. L’invito di eQual a tutti i cittadini occupati o inoccupati è quello di solidarizzare con i dipendenti dell’outlet e di tutti i centri della grande distribuzione, boicottando queste strutture quando tengono aperto in giornate festive.

“Un torto fatto a uno è un torto per tutti”
eQual