ASSEMBLEA ASSOCIAZIONE EQUAL – Riflessione condivisa

15202628_1285523761489943_7174328781751464443_nASSEMBLEA ASSOCIAZIONE EQUAL – Riflessione condivisa dopo l’assemblea del 17 novembre

«La politica vera è quella che si fa insieme e che risponde a bisogni reali. Non ci hanno mai convinto e mai ci convinceranno coloro che ci chiedono deleghe in bianco e gli “uomini (o le donne) della provvidenza”, anche perché quasi sempre fanno gli interessi solo di pochi noti…»

Giovedì scorso si è svolta un’importante assemblea per la crescita della nostra associazione: un momento di confronto per fare il punto sulla situazione politica attuale, ma anche l’occasione per guardare al futuro. Quello a breve termine ci mette davanti il referendum costituzionale del 4 dicembre: una battaglia fondamentale che stiamo combattendo in prima linea da protagonisti.

La prospettiva sul medio termine ha messo al centro l’esigenza di una organizzazione sempre più forte per poter affrontare al meglio le sfide locali e nazionali. Ogni giorno agiamo politicamente sul territorio locale, ma non perdiamo mai di vista il “contesto generale”, sia esso nazionale o internazionale perché questo è il reale significato di un agire politico completo. Ci sentiamo parte di un grande fronte fatto di comitati, associazioni e realtà politiche e sociali che da nord a sud ogni giorno rimettono al centro i reali bisogni e le esigenze di milioni di cittadini e lavoratori e lottano per la giustizia sociale e per una reale democrazia.

Il prossimo momento di questo percorso sarà a gennaio, quando ci ritroveremo di nuovo tutti insieme, ma da qui ad allora ci siamo dati diversi compiti: vincere il referendum del 4 dicembre (votiamo NO!), raccogliere le disponibilità di tutti/e coloro i quali vogliono impegnarsi in prima persona nel gruppo operativo, confrontarci per decidere i percorsi interni di partecipazione, mettere a punto le migliori proposte per affrontare i temi che ci stanno più a cuore, dalla salute all’ambiente, dal diritto alla città al lavoro, essere sempre meglio organizzati.

Tocca a noi mettere in campo tutte le nostre energie, la nostra determinazione e la nostra fantasia!

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IL GIALLO DEL MAXI-INCARICO ALL’ARCHISTAR BOERI

Senza titolo-1Il Sindaco di Mantova affida un importante progetto ad un suo sostenitore elettorale e la “Rigenerazione Urbana” rimane un affare esclusivo coi cittadini in secondo piano. Dopo il curioso caso dell’affidamento dell’assessorato alla Rigenerazione Urbana ad un’ex-dipendente dello Studio Boeri e la curiosa promozione a coordinatore dello staff del Sindaco per un “dem” uscito sconfitto dalle elezioni a Marcaria, la giunta Palazzi arruola l’archistar Stefano Boeri per un progetto di riqualificazione dei quartieri.

Succede così, giocando nuovamente la carta della “fretta” e senza ulteriori preventivi o proposte, che in via Roma si sceglie nuovamente nel mondo “giallo”: Boeri che accompagnava il Sindaco nei suoi tour elettorali in vespa per la città, si ritrova in mano un maxi-progetto per i quartieri periferici. Dato che il termine per la presentazione dei progetti per partecipare al bando governativo è il 31 agosto e la nomina dell’archistar risale al 5 dello stesso mese viene il dubbio che o Boeri sia capace di redigere un piano complessivo per la città in pochi giorni o questo fosse già pronto e concordato da tempo, da tirare fuori al momento giusto.

La politica nazionale e locale ha abituato i cittadini ad intrecci di clientele, relazioni, favori e anche il centrodestra che strepita contro Palazzi è ridicolo nel denunciare quello che loro hanno fatto durante il loro mandato in modo meno elegante rispetto all’amministrazione “gialla” (basti ricordare il “caso Gualerzi”); per fare questo tipo di operazioni ormai croniche nel mondo politico sarebbe un atto dovuto, almeno, conservare un minimo di presentabilità e non sbattere in faccia ai cittadini i fatti compiuti.

La rigenerazione urbana si fa sul territorio e con la partecipazione: abbiamo criticato i “tour mediatici in vespa” durante la campagna elettorale, perché pensiamo che non servano annunci e spot ma un lavoro quotidiano e concreto sulla città. Allo stesso modo siamo convinti che la “rigenerazione urbana” non si faccia a suon di bandi calati sulle teste dei cittadini da affidare ai soliti noti, né con nuovi e costosi palazzetti dello sport in periferia. Nelle periferìe ci sono cantieri abbandonati, case vuote e un crescente isolamento sociale: da lì bisogna ripartire, coinvolgendo tutti i cittadini e con loro progettare il futuro.

Degenerazione urbana a Due Pini: 15 anni dopo

due piniIl Tour della Giunta nel quartiere fa l’ennesimo annuncio e dimentica le responsabilità della speculazione edilizia dei garage.

La Giunta Palazzi organizza dei tour nei quartieri per incontrare i cittadini e ascoltare le criticità; fin qui niente di male, anzi. Spesso ne scaturiscono annunci che vorrebbero dare l’idea di una Mantova sempre più dinamica e proiettata verso il futuro, Ma pochi giorni fa qualcosa stonava più del solito.

Il Sindaco ha annunciato ai cittadini e ai media che i box garage costruiti da Unieco nel quartiere Due Pini nei primi anni Duemila, e rimasti disgustosamente vuoti per dieci anni, saranno abbattuti; insieme a loro verrà smantellato anche  il fatiscente campo da basket situato in cima all’area dei garage. Tutto molto bello – applausi – ma forse è necessaria una riflessione in più.

Quella colata di cemento è stata uno dei frutti amari del periodo peggiore del “Partito del Cemento”, inserita all’interno del Pru di Borgochiesanuova del 2002, che ha cancellato gli storici campetti da calcio situati nel quartiere Due Pini.  Era la giunta Burchiellaro: con l’attuale Sindaco e Assessore al Bilancio come consiglieri di maggioranza.
Siamo davanti ad un nuovo spot che torna indietro di circa quindici anni con gli stessi attori protagonisti: solo che questa desolante contraddizione non viene rilanciata dalla sinistra interna alla giunta, dall’opposizione né appare sui media. E nessuno che finalmente ammetta che le scelte di quel centrosinistra infallibile (e non solo) furono quelle più legate alle logiche delle speculazioni edilizie e degli interessi privati che hanno devastato Mantova.

Si sente veramente la mancanza di una riflessione per creare un nuovo percorso.
Cambiamo davvero, cambiamo idea di città e cambiamo anche questo stramba e continua rimozione di responsabilità storiche e politiche: sono tre condizioni indispensabili per immaginare una città diversa da quella che ci è stata costruita intorno per quindici anni.

Guerra tra poveri

biscottiIn giro c’è una puzza pericolosa: è l’odore della guerra tra poveri che si diffonde tra la popolazione. La alimentano un buonismo miope che nasconde difficoltà e contraddizioni e, soprattutto, le sparate di chi soffia sul fuoco dell’insicurezza sociale delle persone. Proprio in questi mesi partiti e piccoli movimenti xenofobi hanno ottenuto una straordinaria visibilità mediatica, sfruttando a proprio vantaggio queste insicurezze, con lo scopo di diffondere paura e dare risposte semplicistiche ed inquietanti ad un popolo abituato a prendersela con chi sta peggio senza disturbare il manovratore.

Da un lato il sistema economico e politico che per mettere sotto scacco i lavoratori italiani ha creato migliaia di nuovi schiavi immigrati e li ha sbattuti a vivere nelle periferìe delle città, controllando questo modello di propaganda; dall’altro una diffusa ignoranza di chi è pronto a credere a tutto, accettando proprio questo modello. Dalla Lega Nord al Pd la classe politica ha tradito i cittadini, devastato i territori e abbandonato i quartieri e lo ha fatto mentre precarizzava le condizioni di vita e di lavoro di italiani e immigrati; proprio questi ultimi, diventano il capro espiatorio per tutti i mali della società. Milioni di lavoratori immigrati che vivono e lavorano onestamente in Italia spariscono dalle cronache lasciando spazio solo alle notizie di reati. Nonostante gli stranieri in Italia siano a larga maggioranza cattolica/ortodossa si continua a parlare di invasione islamica. Si arriva anche a parlare di case popolari date solo a immigrati quando, dati alla mano, la realtà è diversa: le case popolari, quando gli assessori alla casa non vanno in galera (vedi il caso Zambetti in Lombardia), vengono vendute ai privati e quelle che restano, secondo le fasce Isee su reddito/componenti famigliari, vengono divise tra chi ne ha bisogno senza criteri di nazionalità.

L’alzarsi della tensione mediatica e politica non è dunque casuale: tra i lavoratori e i disoccupati (italiani e non) negli ultimi mesi c’è stato un risveglio, una nuova consapevolezza che indica una politica corrotta ed un sistema economico ingiusto come i colpevoli della crisi e d’incanto spuntano nuovi allarmi e burattini come Salvini ad intasare tutte le trasmissioni radio-televisive per distogliere l’attenzione e alimentare nuove contrapposizioni. Per questo, insieme alla crisi, dobbiamo combattere anche la guerra tra poveri: ogni giorno politici da strapazzo indicano i “nemici” da combattere, mentre da dietro banchieri, grossi imprenditori e speculatori ci scippano soldi, lavoro, sanità, istruzione, ambiente e la nostra stessa dignità. E allora noi dobbiamo darci da fare per togliere il sonno a chi ci vorrebbe divisi e rassegnati: non avendo più paura, unendoci a chi sta nella nostra condizione e riprendendoci tutto quello che ci stanno portando via. Davanti a questa sfida noi non ci tiriamo indietro: che si tratti di solidarietà attiva, di sostegno ai lavoratori o di strappare un quartiere a isolamento e degrado sociale, ogni nostra iniziativa rivendica già un’idea di società e di politica radicalmente diversa da quella prospettata da Renzi, Salvini, Squinzi e Marchionne unitamente a tutta la cricca di profittatori che ha devastato Mantova e l’Italia.

eQual @ Riviviamo la Piazza!

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1-5 ottobre – eQual @ Riviviamo la Piazza!
(Valletta Valsecchi – Mantova)

Dal 1 al 5 di ottobre si terrà una settimana di eventi e attività che coinvolgeranno attivamente sia gli abitanti del quartiere di Valletta Valsecchi sia i creativi locali, su quella che una volta fu la piazza del quartiere, ed ora versa in stato di quasi totale abbandono. Il tutto avverrà attraverso l’uso delle vetrine vuote come spazi espositivi, concesse in comodato d’uso temporaneo, e la rivitalizzazione della piazza tramite workshop, laboratori e attività.

L’Associazione eQual avrà uno spazio temporaneo, una parte dell’ex supermercato da riempire con i nostri contenuti. Porteremo le attività svolte, quelle in corso e progetti futuri, materiali informativi e le inchieste sulla città; ci sarà una apertura speciale dello Sportello PreQario ed una sessione di gioco del Mantovopoly che subirà un “upgrade” in chiave (No)Expo.

In passato avevamo collaborato con “Reazione a Catena” per un censimento dello sfitto commerciale e Mantovopoly era stato ospitato proprio nel quartiere da Arci Fuzzy: anche per questo, scegliamo di partecipare a questa importante iniziativa. Il futuro da solo non cambierà: per strappare alla speculazione, all’isolamento sociale e al degrado i quartieri e per vedere rispettato il “diritto alla città”, crediamo nella presenza costante, attiva e partecipata di chi Mantova la vive.

Vieni a trovarci per conoscerci, curiosare e informarti!
Saremo presenti ogni giorno dalle 15 alle 19: il Mantovopoly sarà a disposizione per “giocare” e sarà allestita la mostra sulle attività dell’Orto Autogestito ZAPpATA di Lunetta .

In particolare segnaliamo questi appuntamenti:

➥ Mercoledì dalle 10 alle 12: allestimento vetrina
➥ Giovedì dalle 18 alle 19:30: Sportello PreQario (info: sportellopreqario@gmail.com)
➥ Venerdì: dalle 18.30 parteciperemo ad un workshop tematico sugli orti urbani
➥ Sabato dalle 16:30: laboratorio di upgrade su Mantovopoly: nuove caselle e imprevisti sul tema Expo (e non solo)
➥ Domenica: saremo aperti tutta la giornata e, in concomitanza con la passeggiata popolare No Tav di San Martino della Battaglia, ci ritroveremo al “negozio” per una merenda volante alle 12 e per organizzare il car-sharing per la trasferta ( info @ 3405759764 ).