In Marcia sui Sentieri Partigiani III

inmarcia2017small15.07 | Mantova – Malga Lunga (Bg)
IN MARCIA SUI SENTIERI PARTIGIANI III

Sabato 15 luglio – Terza edizione di “in marcia sui sentieri partigiani”: escursione popolare sulle orme della 53^ Brigata Garibaldi “13 Martiri” nella zona della Val Gandino e Lago d’Iseo, nella provincia di Bergamo.

★ L’associazione eQual organizza una nuova gita sociale della memoria: il 15 luglio torniamo sui luoghi di battaglia dove più di settant’anni fa contadini e operai antifascisti diedero vita ad una delle più importanti brigate combattenti dell’Italia settentrionale, capace di seminare il panico tra le fila dei nazisti e dei loro fantocci repubblichini italiani. Celebre la battaglia di Fonteno (Bg), uno dei più importanti episodi del movimento partigiano in Lombardia. Molti gli uomini che la 53a sacrificò alla causa resistenziale: dai “Tredici martiri” fucilati il 22 dicembre 1943, da cui prese il nome, alla squadra di Giorgio Paglia, catturata nel Rifugio Malga Lunga a Sovere, il luogo simbolo della storia di questa brigata, ora trasformato in Museo della Resistenza.

★ Cammineremo insieme tra la memoria viva dei sentieri, degli alberi e delle pietre che raccontano le storie del nostro passato, l’eco di una guerra combattuta tra chi partiva volontario nel nome di libertà e uguaglianza e chi serviva i fautori di dittatura e diseguaglianze sociali. Lo facciamo perché quella Storia con la S maiuscola è alla radice del nostro impegno e perché in un mondo nuovamente colmo di ingiustizie, la Resistenza è un obbligo civile, morale e politico.

★ Saremo accompagnati dai volontari dell’ANPI della provincia di Bergamo che ci racconteranno la storia del territorio e della brigata “13 Martiri”; un momento comunitario e sociale per stare insieme e costruire nuova consapevolezza contro le finte memorie condivise di cartapesta e i “mal di Pansa” che generano revisionismi storici indegni.

Oggi come ieri, in cammino e in lotta per un mondo
di libertà, uguaglianza e giustizia sociale
★★★

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INFORMAZIONI PRATICHE:

– Partenza ore 7:30 dal parcheggio PalaBAM (Mantova)
(7:10 ritrovo casello Pegognaga).
– Rientro per le 19:15 circa.
– Escursione sui sentieri della Malga Lunga (percorso adatto a tutte le età).
– Quota di iscrizione 20 euro, incluso pranzo in Malga (13 euro per studenti e inoccupati, 5 euro per i bambini)

Per informazioni / prenotazioni: mandaci un messaggio alla pagina fb, o una mail a gruppoequal@gmail.com

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Verso e oltre il 25 aprile

25Anche quest’anno come associazione eQual ci siamo impegnati a costruire un percorso verso e oltre il 25 aprile che vuole intrecciare la memoria storica con l’attualità dell’antifascismo. Le nostre radici affondano nel passato di una terra violentata dalla dittatura fascista e dalla guerra mentre oggi siamo chiamati ad agire in un presente “nero” in cui dalla crisi economica e della democrazia emergono nuove guerre, nazionalismo, diseguaglianze sociali e razzismo; in questo scenario l’azione violenta di squadre di burattini neonazisti, troppo spesso tollerata dalle istituzioni, rappresenta solamente la punta dell’iceberg. Gli insegnamenti del passato e la storia delle resistenze di ogni epoca sono luci che ci guidano nel buio e ci indicano la via da seguire per costruire democrazia e giustizia sociale.

★ Dal 21 al 25 aprile a Pegognaga insieme al Comune e alla locale sezione Anpi, e in collaborazione con altre realtà associative come Arci, abbiamo pensato, studiato e organizzato un percorso virtuoso di cultura antifascista per capire meglio le connessioni tra passato e presente. Saranno le “cinque giornate di Pegognaga” con un ricco calendario di eventi di cui segnaliamo due appuntamenti in particolare:

– Venerdì 21 ore 21.00, presso il Centro Culturale Livia Bottardi Milani, piazza V. Veneto
“If Only I Were That Warrior – Se quel guerrier io fossi” di Valerio Ciriaci: i crimini di guerra commessi durante l’occupazione italiana in Etiopia dal 1935.
Proiezione del docufilm e dialogo con lo storico Mauro Canali.

– Domenica 23 ore 16.00 presso il Bocciodromo, via Curiel 38
Nuove destre, vecchie storie: la lotta al neofascismo oggi. Analisi giuridica, cronaca quotidiana e appunti di militanza per delineare percorsi di contrasto ai neofascismi.
Tavola rotonda e dibattito.
★ Il 25 aprile saremo  in piazza per festeggiare con orgoglio Festa della Liberazione e invitiamo tutti/e a partecipare alle iniziative:

– a Mantova ore 9.30, per la manifestazione istituzionale ai Giardini della Resistenza in viale Piave
– a San Giorgio ore 10:45, davanti al Centro culturale all’inizio di via XXV Aprile, manifestazione auto-organizzata dai cittadini e attivisti di San Giorgio per celebrare e attualizzare i valori della Resistenza e della Costituzione.
– a San Benedetto Po ore 11.00 per partecipare tutti/e insieme alle celebrazioni in piazza Marconi

★ Venerdì 28 aprile, Arci Primo Maggio a San Benedetto Po, dalle 19:45 cena con ricette “partigiane”, dalle 21:00 presentazione del libro: Partigiani a tavola. Storie di cibo resistente e ricette di libertà  scritto da  Lorena Carrara  e Elisabetta Salvini. Dalle 22:30 concerto dei Cabrera.

CAMBIARE IL NOME DI UNA VIA DEDICATA AD UN CRIMINALE DI GUERRA

italianibravagentefoibeCAMBIARE IL NOME DI UNA VIA DEDICATA AD UN CRIMINALE DI GUERRA
Sosteniamo la proposta dell’Anpi per riflettere sulle atrocità colonialiste del fascismo

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia della Provincia di Mantova ha inoltrato una richiesta al Sindaco del capoluogo perché venga tolta l’intitolazione di una via al generale Pietro Maletti, morto in combattimento sul fronte libico nel corso della seconda guerra mondiale; come eQual appoggiamo questa proposta, in quanto occasione per non dimenticare la ferocia del fascismo colonizzatore.

Maletti fu stretto collaboratore del generale assassino Graziani ed ebbe un ruolo attivo nella direzione della strage di Debra Libanos in cui le truppe fasciste sterminarono i sacerdoti della chiesa cristiana copta. La condotta delle truppe dell’Italia fascista fu caratterizzata da atroci crimini di guerra; successe nelle guerre coloniali in Africa, in cui per creare un impero di cartapesta si pianificarono ed attuarono stermini di massa contro i civili e contro i ribelli che non volevano sottomettersi. Fu ancora peggio nei balcani: la colonizzazione di Istria e Dalmazia, con migliaia di slavi cacciati dalle loro case e dalle loro terre negli anni Venti, vide il fascismo imporsi con l’annientamento della cultura, della lingua e della storia delle popolazioni autoctone. E poi da lì l’invasione della Jugoslavia durante la guerra, al fianco delle truppe naziste e delle bestie Ustascia: incendi, bombardamenti, campi di concentramento, rappresaglie anti-partigiane, stupri e teste mozzate, proprio come come oggi fa l’Isis.

Diversamente da altri paesi europei, all’elaborazione critica del passato fascista, in Italia è stato sostituito un generale processo di rimozione e autoassoluzione, coniugato sul falso mito del “buon italiano”. Oggi, addirittura, con un forte lavoro di propaganda si tenta di far passare i carnefici in camicia nera e i loro collaborazionisti come improbabili “vittime”. Le amnesìe sui crimini di guerra e la tolleranza sui gruppi neofascisti fin dalla nascita della Repubblica sono stati un ostacolo sullo sviluppo democratico della società italiana e, ancora oggi, lasciano spazio al revisionismo storico e alla presenza di movimenti che si rifanno direttamente al ventennio fascista.

REFERENDUM: APPELLO DEI GIOVANI PER UN NO SENZA ETÀ

appelloCon questa lettera vogliamo parlare alle generazioni che ci hanno preceduto, quelle che dopo la dittatura e la guerra hanno lottato duramente per costruire una democrazia basata sulla libertà e sulla giustizia sociale; ci rivolgiamo alle donne e agli uomini che hanno visto tradite quelle speranze di cambiamento. Siamo studentesse, studenti e giovani lavoratori/trici, la generazione cresciuta con gli ultimi brandelli di stato sociale e che oggi vive una precarietà sociale ed esistenziale. Un’istruzione pubblica di qualità ed un lavoro che ci permetta di vivere dignitosamente, oggi, sembrano miraggi.

Nonostante questa difficile situazione noi non ci lasciamo andare alla rassegnazione e al disimpegno e, per questo, il 4 dicembre al referendum costituzionale voteremo No: lo faremo per salvaguardare la nostra bella Costituzione, che andrebbe pienamente applicata invece di essere “riformata”, e per esprimere una critica a come è ridotta la democrazia nel nostro paese; negli ultimi anni la politica ha infatti generato sfiducia nell’elettorato, emanato leggi in modo sempre più sordo alle richieste dei cittadini e ridotto gli spazi reali di partecipazione. Lo diciamo chiaramente: non ci interessano le polemiche dei vari attori della politica che fanno la loro triste opposizione per convenienza elettorale, la nostra è una scelta basata sulle nostre vite e di quelle di chi ci ha preceduto.

Voi avete vissuto gli anni difficili della ricostruzione, quando si lavorava a giornata per una miseria, c’erano pochi diritti e solo doveri, e il padrone faceva il bello e il cattivo tempo. Erano gli anni in cui le forze della destra reazionaria insultavano la Costituzione nei comizi, la consideravano una “trappola” e pensavano a come sabotarla per togliere potere ai cittadini. Siete stati voi a protestare giustamente contro la “Legge Truffa” del 1953, che mirava a consolidare con l’inganno il potere del partito di governo. Questo, purtroppo, è tornato ad essere anche il nostro tempo: si lavora “a gratis” o coi voucher perché i diritti dei lavoratori li hanno cancellati, oltre alla riforma Costituzionale che rafforza il potere dell’esecutivo togliendo spazi reali ai cittadini, c’è anche l’Italicum, una legge elettorale che come effetti va ben oltre la truffa degli anni Cinquanta; oggi ci sentiamo indignati esattamente come lo eravate voi e non abbiamo più forze politiche credibili di riferimento.

Abbiamo però una data, il 4 dicembre. Quel giorno, tutti insieme, giovani e meno giovani, con il “No” sulla scheda del referendum, potremo scrivere una nuova storia che racconta di come milioni di persone hanno detto basta ad un sistema ingiusto e corrotto, per iniziare un nuovo percorso di libertà.

firmatari:

Emanuele Bellintani – giornalista
Luana Grossi – lavoratrice
Omar Savoia – operaio
Andrèe Bartoli – studentessa universitaria
Pietro Devincenzi – Tecnico industriale
Marco Rossi – studente universitario
Nicola Bonardi – impiegato
Oscar Porcelli – studente universitario
Genny Battesini – operaia
Andrea Beltrami – studente scuola superiore
Chiara Bellintani – studentessa scuola superiore
Tamara Marchi – studentessa universitaria
Riccardo Allari – operaio
Alice Balasini – studentessa universitaria
Antonio Lui – impiegato
Luna Furghieri – studentessa universitaria
Nicola Malavasi – studente universitario
Beatrice Quaini – commessa
Giovanni Varelli – docente universitario
Kinzy Grizzi – studentessa scuola superiore
Salvatore Massimino – Volontario Servizio Civile

 

1.09 | Le ragioni del NO al Referendum – Corso di formazione

concept no– Giovedì 1° settembre presso sala del Centro Bruno Cavalletto, Via Tezze 6/a – Mantova

(Per ragioni organizzative è consigliata l’iscrizione, in fondo le info pratiche)

“L’informazione corretta, non falsificata, è premessa indispensabile per il voto consapevole dei cittadini, e chi ha le conoscenze necessarie deve metterle a disposizione di tutti”
[Stefano Rodotà]

– L’obbiettivo del corso di formazione è spiegare in modo chiaro, semplice e sintetico perché questa “riforma” – insieme alla legge elettorale Italicum – mette a rischio il principio costituzionale della sovranità popolare e quel che resta della nostra democrazia. Le televisioni e i giornali sono sotto il più o meno diretto controllo di banche, imprenditori e Governo e hanno già iniziato una campagna a senso unico. Per questo diventa ancora più importante essere formati e informati: toccherà ad ognuno/a di noi infatti diffondere le ragioni del NO con ogni mezzo disponibile, dal passaparola ai volantinaggi, dai social network al porta a porta.

INFORMAZIONI PRATICHE:

– Data: giovedì 1° settembre;
– Inizio: ore 21:10 (termine previsto per le 23:30 max);
– Luogo: Centro Bruno Cavalletto, via Tezze, 6/a – Mantova
– Relatore: Giovanni Zavattini ( Comitato per il No Referendum Costituzionale Mantova)
– Costo: nessuno, il corso è gratuito
– Iscrizione: scrivici attraverso la pagina di eQual o manda una mail a gruppoequal@gmail.com
– Termine iscrizioni: martedì 30 agosto.

In marcia sui sentieri partigiani – report della II edizione

montesolesmallSuccesso per la seconda edizione dell’escursione popolare di eQual. Dopo l’esperienza dell’anno scorso a Montefiorino, quest’anno da Mantova per la nostra “gita sociale” abbiamo ripercorso in tanti/e le tracce della Brigata Stella Rossa, la leggendaria formazione partigiana del “Lupo” Mario Musolesi e dei suoi uomini, giovanissimi contadini e operai della zona, che tennero testa all’esercito nazista e ai loro collaborazionisti italiani con sabotaggi e azioni di guerriglia.

Accompagnati da una guida storica abbiamo visto e toccato con mano il terrore dell’orrendo eccidio dell’autunno del 1944 che ancora oggi emerge dalle storie dei brandelli di case devastate, dalla chiesa squarciata e del piccolo cimitero. Grazie all’ANPI di Marzabotto abbiamo incontrato Ferruccio Laffi, testimone di quei giorni in cui perse tutta la sua famiglia (14 persone, tranne lo zio) trucidata dalle SS; nelle sue parole commosse c’è la memoria viva, un seme da coltivare ogni giorno per combattere odio, guerra e ingiustizie sociali.

Ogni giorno perché la sua memoria ed i suoi valori accendano luci nel buio di quest’epoca. Ogni giorno perché i burattini del sistema che fomentano la guerra tra poveri vanno combattuti insieme al teatrino che li sorregge. Ogni giorno perché chiunque limita la libertà delle persone, attenta ai diritti dei lavoratori, devasta l’ambiente o stravolge la Costituzione è sull’altro lato della barricata. Ogni giorno perché senza memoria, o con una memoria compromessa dalle patacche del revisionismo storico, si vive male.

Ogni giorno perché non ci dimenticheremo di quei fori di proiettile sulle croci del cimitero, sparati ad altezza bambino.

16.7 – in marcia sui Sentieri Partigiani II

montesole equal16.07 | Mantova-Marzabotto (Bo)
IN MARCIA SUI SENTIERI PARTIGIANI II

Sabato16 luglio – La seconda edizione di “in marcia sui sentieri partigiani”: escursione popolare sulle orme della Brigata “Stella Rossa” nella zona di Montesole, sull’appennino bolognese.
L’associazione eQual organizza una nuova gita sociale della memoria: il 16 luglio torniamo sui luoghi di battaglia dove più di settant’anni fa contadini e operai antifascisti diedero vita ad una delle più importanti brigate combattenti della resistenza italiana; una delle formazioni capaci di seminare il panico tra le fila dei nazisti e dei loro fantocci repubblichini italiani. Fino al drammatico epilogo dell’autunno 1944 in cui le ss scatenano violente rappresaglie contro i civili che appoggiano in massa le operazioni partigiane e che culminano con la drammatica strage di Marzabotto.

Cammineremo insieme tra la memoria viva dei sentieri, degli alberi e delle pietre che raccontano le storie del nostro passato, l’eco di una guerra combattuta tra chi partiva volontario nel nome di libertà e uguaglianza e chi serviva i fautori di dittatura e diseguaglianze sociali. Lo facciamo perché quella Storia con la S maiuscola è alla radice del nostro impegno e perché in un mondo nuovamente colmo di ingiustizie, la Resistenza è un obbligo civile, morale e politico.

Saremo accompagnati dai responsabili del Museo del parco di Monte Sole che ci racconteranno la storia del territorio e della brigata “Stella Rossa”; un momento comunitario e sociale per stare insieme e costruire nuova consapevolezza contro le finte memorie condivise di cartapesta e i “mal di Pansa” che generano revisionismi storici indegni.

Oggi come ieri, in cammino e in lotta per un mondo
di libertà, uguaglianza e giustizia sociale

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Informazioni pratiche:

Partenza ore 7:20 da casello Mantova Nord
(7:30 Pegognaga). Rientro per le 19:15 circa.
Escursione sui sentieri di Montesole con accompagnamento di una guida storica
(percorso adatto a tutte le età).

Quota di iscrizione 20 euro (13 euro per studenti e inoccupati, 5 euro per i bambini)
Per informazioni / prenotazioni: mandaci una mail alla pagina facebook, o a gruppoequal@gmail.com

25 Aprile: Resistenze

resistenzewebQuest’anno è il settantesimo anniversario del diritto di voto alle donne: oltre alla Liberazione dal nazi-fascismo ricordiamo quindi la resistenza di milioni di uomini e soprattutto di donne in marcia ad ogni angolo del pianeta.  Sono le partigiane italiane del 1945 come le combattenti curde di Kobane, o ancora le guerrigliere sandiniste nel Nicaragua del 1979, come le militanti spagnole nella guerra del 1936; sono le donne in fuga dalla guerra e quelle che ogni giorno resistono sul posto di lavoro. Decenni di lotte, resistenze e liberazioni, una comunità che supera i confini e congiunge le epoche, la comunità di chi combatte fascismi, nazionalismi e integralismi religiosi per l’uguaglianza, la giustizia sociale e la libertà dei popoli.

Siamo tutte e tutti chiamati ad essere i testimoni di una storia e di un’idea di riscatto che le nostre madri e le nostre nonne, insieme a tutti i caduti per la libertà, ci hanno lasciato in eredità. Per questo l’antifascismo oggi non è però una posizione morale o un ricordo astratto, ma uno strumento per una critica dello stato attuale della democrazia: davanti ai nostri occhi c’è la Costituzione fatta a pezzi da un potere politico sordo e sempre più autoritario. Spaventano le politiche di un’Europa che colpisce i profughi in fuga da catastrofi e miseria e stringe accordi economici con Paesi che finanziano il terrorismo. Vengono scritte leggi contro i lavoratori che annientano i diritti acquisiti dal dopoguerra in avanti e continua l’avanzare della peste della guerra tra poveri che vuole dividere cittadini egualmente sfruttati in base al colore della pelle e alla provenienza; con intorno il riemergere di neonazismi e nazionalismi come inquietanti fantasmi del passato.

In un’epoca di barbarie globale come la nostra, proprio adesso il lascito ideale della Resistenza e di tutte le resistenze si fa più importante, perché ci consegna, intatte e inattaccabili, idee di giustizia sociale, di impegno e di libertà che rappresentano una luce nel buio dei nostri tempi.

 

25.7 – In marcia sui sentieri partigiani

25luglio201525.07 | Mantova-Montefiorino (Mo)
IN MARCIA SUI SENTIERI PARTIGIANI

Sabato 25 luglio – In marcia sui sentieri partigiani: escursione popolare sui sentieri partigiani nel parco di Santa Giulia e visita al museo della Resistenza di Montefiorino

Insieme, un passo dopo l’altro per scoprire lo splendido scenario dell’Appennino modenese e il tesoro della storia antifascista della Repubblica Partigiana di Montefiorino*. Insieme, 70 anni dopo, cammineremo e ascolteremo i luoghi per comprendere e capire le ragioni di chi prese la via dei monti per combattere un mondo fatto di ingiustizie, violenza e sopraffazione. Proseguendo il nostro percorso sul settantesimo della Liberazione, scegliamo di riannodare i fili con un passato troppo in fretta “ripulito” per renderlo inoffensivo, preda dei revisionisti di ieri e di oggi che vorrebbero ridurre la lotta partigiana a semplice “guerra civile” in cui convivono oppressori ed oppressi divenuti “morti uguali da rispettare”. C’è chi la chiama memoria condivisa, ma questa è solo la comunione della dimenticanza. Per capire qualcosa occorre sbriciolare il mito come ci è stato tramandato e scavare fuori dalle macerie le storie vive, quelle che nessuno ha raccontato. Le asce di guerra da disseppellire.

Informazioni pratiche: – Partenza ore 7:30 casello Mantova Nord (7:45 casello di Pegognaga) – Ritorno ore 19:30 Mn Nord (19:15 Pegognaga) – Quota di iscrizione 20 euro (13 euro per studenti e disoccupati, 5 euro per i bambini)

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Organizzazione a cura di associazione eQual

*Tra il giugno e il luglio del 1944 fu infatti tra i primi territori dove i partigiani riuscirono a scacciare le truppe nazifasciste promuovendo un autogoverno popolare e democratico. Per la prima volta nell’Italia occupata si passò da un podestà nominato dall’alto ad un sindaco e una Giunta designati dai membri della comunità. Alla fine di luglio dello stesso anno la zona libera venne attaccata e rioccupata da ingenti forze tedesche che, dopo una prima vittoria, non riescono ad impedire che le formazioni partigiane, rapidamente riorganizzatesi, riprendessero il controllo del territorio. La ‘seconda’ Repubblica di Montefiorino rimase zona libera fino alla Liberazione.

25 aprile: la Resistenza è oggi

resistenza70[Sabato 25 aprile, dalle 9, saremo al Monumento alla Resistenza in viale Piave a Mantova per la commemorazione ufficiale del settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo: invitiamo tutti/e a partecipare]

Prima che la Resistenza e la Liberazione diventassero memoria condivisa e doveroso rito di tipo istituzionale ci furono gli anni Cinquanta, in cui la Resistenza venne minimizzata e centinaia di partigiani furono perseguitati come criminali dal nuovo stato “democratico”. Oggi, a ridosso del settantesimo anniversario della Liberazione, ha ripreso fiato una strategia che criminalizza la lotta partigiana e che cerca addirittura di riabilitare camicie nere, repubblichini e persino la dittatura fascista. Proprio mentre qualcuno cerca di denigrare la Resistenza e di ridurla a “guerra civile” tra italiani o ad una zuppa insapore in cui convivono oppressori ed oppressi, diventati “morti uguali da rispettare”, noi ribadiamo che chi ha combattuto per un’Italia libera non è stato e non sarà mai equiparabile né agli occupanti nazisti né ai fascisti che, pur di sopravvivere politicamente dopo vent’anni di dittatura, diventarono le marionette repubblichine delle SS e, insieme a loro, si macchiarono di violenze e stragi contro la stessa popolazione italiana. La morte rende uguali, è quello che si è fatto in vita che fa la differenza!

Il movimento partigiano era formato in gran parte da giovani, lavoratori e studenti: erano cresciuti tutti durante il regime fascista, nella scuola del libro di testo unico nel quale era scritto che “Mussolini ha sempre ragione” e nelle esercitazioni paramilitari del sabato. Con loro c’erano migliaia di donne, cresciute in un sistema patriarcale e oppressivo che insegnava loro a credere, obbedire e a dare figli alla patria. Storie diverse e diverse ragioni scatenanti, ma un elemento condiviso: il rifiuto di un mondo col quale potevano rompere definitivamente. Lottavano uniti cattolici, liberali, socialisti, anarchici e comunisti. Dalle campagne alle città, da chi faceva scappare i prigionieri dai campi di concentramento a chi rubava informazioni ai fascisti, da chi nascondeva i ricercati fino a chi prese in mano le armi, furono centinaia di migliaia le donne e gli uomini impegnati a combattere per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale.

Il settantesimo anniversario ci fa sentire più soli perché chi ha toccato con mano la barbarie del fascismo e insieme a loro i protagonisti della lotta di Liberazione ci sta lasciando inesorabilmente. Tocca a tutte e tutti noi essere i testimoni di una storia e di un’idea di riscatto che i nostri padri e i nostri nonni, insieme a tutti i caduti per la libertà, ci hanno lasciato in eredità. L’antifascismo non è una posizione morale o un ricordo astratto, ma diventa uno strumento per una critica dello stato attuale della democrazia. Davanti ai nostri occhi c’è la Costituzione fatta a pezzi da un potere politico sordo e sempre più autoritario, leggi contro i lavoratori che annientano i diritti acquisti dal dopoguerra in avanti e l’avanzare della guerra tra poveri che vuole dividere i cittadini in base al colore della pelle. Purtroppo siamo sprofondati in un’epoca di barbarie globale, ma è proprio adesso che il lascito ideale della Resistenza si fa più importante, perché ci consegna, intatte e inattaccabili, idee di giustizia, di impegno e di libertà che rappresentano una luce nel buio dei nostri tempi.