Accoglienza profughi: tra affarismo e burattini del sistema

11219105_10152998131716135_2299349560650595855_nPossono definirsi come semplici “cittadini” o confermare di essere la solita cricca neonazista, ma sono e rimangono dei burattini di un sistema ingiusto.

Dietro l’ennesima sigla camuffata (stavolta “Mantova Ai Virgiliani”) c’è un nuovo tentativo dell’estrema destra neofascista di insediarsi nel capoluogo, ovvero realizzare quello che in più di dieci anni non è mai stata capace di fare. Il tema ‪‎immigrazione‬, mescolato alla questione profughi/accoglienza, serve per provare a speculare politicamente su problematiche concrete e non semplici, anche se, alle varie componenti del neofascismo mantovano (perlopiù piccole cricche di paese o lacché di qualche noto politico), tutto questo non interessa.

A forza di additare come “buonista di sinistra” chiunque si opponga ai proclami inquietanti che accomunano ‪‎Salvini‬ e i vari estremisti in cerca di gloria, è mancata tutta una serie di ragionamenti che delineano invece un pietoso “affarismo di destra” dietro all’emergenza profughi. Manca una riflessione sul fatto che questo “sistema di accoglienza” sia allo sbando per la sua stessa natura: perché uno Stato che vive di emergenze e che “esternalizza” ad enti privati la gestione delle vite di migliaia di richiedenti asilo è uno stato fallimentare. Già dopo l’emergenza profughi del 2011, il sistema organizzato dal Ministro dell’Interno Roberto ‪‎Maroni‬ iniziava ad essere travolto da scandali in cui più di un “benefattore” venne beccato a sfruttare l’emergenza per arricchirsi. L’accusa di assistere ad un conclamato “affarismo” è generalizzata, certo e ci sono anche casi estremamente positivi, ma questo sistema va combattuto per le storture che ha messo in campo: dalla gestione statale delegata ad enti privati in crisi che trovano una nuova ricchezza, fino a finte cooperative che con questa situazione hanno risanato i propri debiti e che, succede, sfruttano i propri operatori e operatrici. Solo qualche briciola di tutto questo arriva in tasca ai capri espiatori di tutta questa macchina infernale che, pare quasi vero, sembra architettata per creare fratture sociali alimentate da media complici e politici sciacalli.

Anche da noi c’è chi, per il proprio tornaconto politico, cerca di cavalcare le insicurezze generali attaccando un hotel il cui servizio di accoglienza ha le ore contate e una manciata di richiedenti asilo che probabilmente non si rendono nemmeno conto della situazione. E colpendo l’ultimo anello di una lunga catena di interessi politico-economici dimostrano di essere come burattini, gli “utili idioti” di un sistema sballato, corrotto e ingiusto.

La prima risposta è iniziare a dire le cose come stanno, criticando le storture non con la voce gradassa da squadristi mancati, ma con la forza dei dati reali, del buonsenso e di un sentimento realmente solidale: di questi tempi è una sfida difficilissima, ma nessuno ha mai detto che sarebbe stata una passeggiata.

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