Nell’interesse di chi? Con Marco Bersani (venerdì 19 febbraio)

interesseVenerdì 19 febbraio 
NELL’INTERESSE DI CHI? – Con Marco Bersani
– Storie di acqua, di soldi pubblici e privati, di trattati transnazionali e di diritti (an)negati –

Presso Arci Virgilio // Vicolo Ospitale 2/6 – Mantova (non è richiesta alcuna tessera)

>> Dalle 19:45 – Cena a buffet
>> Dalle 21:00Incontro con MARCO BERSANI (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Stop TTIP – Italia, Attac Italia)

Sotto la spinta delle politiche governative di austerità, pareggio di bilancio e patto di stabilità interno, i Comuni e gli enti territoriali stanno privatizzando e svendendo le società controllate e tagliando drasticamente i servizi ai cittadini giustificando queste operazioni ripetendo “i soldi non ci sono”. La vicenda della gestione dell’acqua e del suo referendum tradito è solo il caso più emblematico di un processo che riguarda quasi tutti i servizi pubblici locali essenziali.

Sindaci e amministratori, dopo anni di tradimenti e sordità, sono dunque posti di fronte ad un bivio senza più zone d’ombra: devono decidere se essere solo gli ultimi esecutori di un processo di privatizzazione che dalle politiche dell’UE (e dai trattati internazionali come il TTIP) discende verso i governi e scivola giù fino agli enti locali, o se riconoscersi come i primi rappresentanti degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi.

Occorre una disobbedienza collettiva costruita dal basso da cittadini e lavoratori, assumendo la qualità della vita comune come priorità di ogni scelta politica territoriale.

Guidati dagli spunti di Marco BERSANI, discuteremo per continuare a costruire insieme anche a Mantova un’alternativa vincente a fianco di movimenti, associazioni e Comuni virtuosi di tutta Italia.

Annunci

Contro finte cooperative e sfruttamento: uniti si può vincere!

Sabato mattina abbiamo partecipato al presidio dei lavoratori e delle lavoratrici di diverse cooperative del mantovano: in tutto più di un centinaio di persone hanno manifestato davanti alla Prefettura, occupando per alcuni minuti anche la strada antistante mentre una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali (tra i quali Emmanuele Monti) incontravano il Prefetto. Un presidio locale che però si è bene inserito all’interno della giornata di mobilitazione nazionale contro IKEA per il reintegro dei 24 facchini ingiustamente licenziati da una delle cooperative che operano per il colosso svedese, con presidi, volantinaggi e picchetti attuati davanti agli IKEA-store sparsi in tutta la penisola. A dimostrazione che quello che accade nel nostro territorio è purtroppo condizione generale del settore della cooperazione.

Bertani, Consorzio Latterie Virgilio, Iveco, Lombardini, Nestlé, Lavanderie Facchini, etc. sono solo alcune delle aziende mantovane al cui interno si sono sviluppate negli ultimi mesi numerose vertenze e scioperi (1)(2)(3). Aziende nelle quali lo sfruttamento è retto da un sistema di subappalti tramite le ‘finte’ cooperative, vero e proprio caporalato che consente ai padroncini di organizzare il lavoro non applicando nemmeno i contratti nazionali, con poche tutele normative e contrattuali, con la turnazione degli orari di lavoro e la ripartizione delle ore lavorate – e quindi del salario – effettuata in maniera arbitraria e discriminatoria. Questo sistema è possibile anche grazie all’utilizzo di un gran numero di lavoratori privi della cittadinanza italiana, più facilmente ricattabili attraverso il rinnovo del permesso di soggiorno e più facilmente raggirabili dai padroncini delle cooperative a causa della scarsa conoscenza della lingua e quindi della conseguente difficoltà nel districarsi tra le norme che regolano il diritto del lavoro. Non ci stupiamo nemmeno più del fatto che questi ‘padroncini’ siano poi gli stessi che sui siti internet o sui social network inveiscono contro i migranti e gli stranieri.

10502130_10203691746247961_4728799099982701857_n

Il presidio di sabato mattina ha rappresentato un altro passo nel collegamento tra le vertenze presenti nel settore della cooperazione nella nostra provincia ed è riuscito ad individuare come controparte non solo le singole aziende committenti, ma anche le organizzazioni datoriali delle cooperative come Legaccop, Confcoop e AGCI: un cambio di strategia importante per riuscire a far si che i diritti siano fatti rispettare in tutte le cooperative, anche attraverso l’impegno diretto delle istituzioni, che su questo tema oramai, non possono più fare finta di nulla.

Le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici sono chiare: basta sfruttamento, rispetto dei diritti sanciti dai contratti collettivi (minimi retributivi, ferie, permessi, R.O.L., etc.), eliminazione del lavoro nero, aumenti salariali per portarli a livelli dignitosi. Che si parli della grande fabbrica, della grande distribuzione o della logistica oggi è chiaro che solo i lavoratori e le lavoratrici che si organizzano e manifestano uniti possono fare la differenza contro un regime di sfruttamento legalizzato da provvedimenti sul lavoro iniqui come il Jobs Act.