Referendum: materiali/approfondimenti

14358848_1054633857986105_6699710311399912929_nSu questa pagina raccoglieremo materiali di approfondimento sul referendum costituzionale del 4 dicembre. Materiali utili per entrare nel merito del quesito referendario, ma anche riflessioni politiche, analisi di esperti e tanto altro. La pagina verrà costantemente aggiornata.

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  1. In generale si trascura di specificare che gli articoli modificati dalla riforma Boschi sono 47, più di un terzo della carta. Dal 1948 a oggi i cambiamenti apportati alla costituzione nel corso degli anni sono stati molto più contenuti, e spesso hanno modificato uno o pochissimi articoli. Per avere un termine di paragone, ricordiamo che la riforma più invasiva che ha riguardato il testo costituzionale, l’infausta modifica del titolo V, ha toccato 17 articoli. Inoltre il parlamento che ha messo mano a una tale riforma è stato eletto con una legge giudicata incostituzionale dalla corte costituzionale (sentenza n. 1 del 2014), la quale ha evidenziato che il legame tra corpo elettorale ed eletto si è alterato profondamente e che un parlamento così slegato dai cittadini avrebbe potuto rimanere in carica solo in virtù del principio della continuità dello stato. Ora, per quanto si voglia dilatare quest’ultimo è davvero arduo farvi rientrare nientemeno che la modifica di quasi un terzo della costituzione.
  • “Ping pong infinito” delle leggi tra Camera e Senato?
    Ecco i numeri che smentiscono un altro luogo comune sul bicameralismo. Nell’attuale legislatura – così come in quella passata – le leggi che non hanno conosciuto alcun “ping pong” sono oltre l’80% di quelle approvate.

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«Questo referendum è la scelta tra l’Italia che dice sì al futuro e l’Italia che sa dire solo no»

Falso. Questo referendum è solo la scelta tra chi ritiene che la riforma Boschi sia migliorativa della Carta attuale e chi ritiene che sia peggiorativa. La formuletta mediatica “Italia dei sì contro Italia dei no” è, di nuovo, svilente rispetto alla rilevanza della Costituzione, legge fondamentale del nostro vivere comune che non ha nulla a che fare con la narrazione renziana, con la presunta o reale modernità del premier. Allo stesso modo, questo referendum non ingabbia chi è contrario alla riforma Boschi tra quanti ritengono immodificabile e non migliorabile la Costituzione: semplicemente, chi vota no ritiene che queste modifiche non siano migliorative ma (nel loro complesso e fatto il bilancio) prevalentemente peggiorative.




  • Come smontare gli argomenti del si  a cura di M. Villone (costituzionalista)


  • Si dice: “Il Parlamento blocca l’attività del Governo”. Ma l’82,1% delle leggi approvate nella XVII legislatura (iniziata il 15 marzo 2013) sono partite dall’esecutivo. Nella XVI, 2008-2013, la quota è stata del 76%; inoltre in media per la conversione in legge dei decreti del governo sono bastati 38 giorni, 26 per la conversione dei decreti collegati alla manovra finanziaria.Le leggi più veloci? 8 giorni sono stati necessari per approvare in entrambi i rami del Parlamento la manovra correttiva 2011, l’ultima del governo Berlusconi, mentre la manovra Salva-Italia di Monti e Fornero ha impiegato 16 giorni. Tra le altre “leggi lepre”, spicca anche uno dei provvedimenti ad personam per Berlusconi, il lodo Alfano (20 giorni). 7 giorni soltanto per approvare nel 2010 il decreto “salva-liste”. La velocità o la lentezza di approvazioni delle leggi non è un problema di architettura istituzionale, quanto di volontà politica. Un’altra bugia smascherata.

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