Un Patto di Collaborazione per il territorio e la qualità della vita

Dopo la presentazione del Patto di Collaborazione in occasione dell’incontro del 9 aprile scorso, inerente i produttori locali ed etici di grani, lo scorso sabato abbiamo provveduto, attivisti e produttori, a sottoscriverlo formalmente per ribadire che non compriamo semplicemente del cibo, ma cerchiamo di coltivare e diffondere una diversa cultura del territorio e delle relazioni sociali.

Sabato scorso ha sancito anche il successo della prima edizione dell’acquisto di farine locali, permettendoci di distribuirne quasi 400 chili acquistati come Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Filo di Paglia”, progetto che il 21 novembre ha compiuto due anni di attività.
A seguire il testo del Patto di Collaborazione.

Noi,
nel nostro ruolo di cittadini attivi e consapevoli, di consumatori e produttori attenti al rispetto dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, della salute, consapevoli del processo di cambiamento positivo a beneficio di tutti che l’unione di intenti e di
azione può promuovere, sottoscriviamo oggi un patto di collaborazione per ribadire il nostro impegno quotidiano e collettivo per il raggiungimento di un mondo ed una società basata sulla giustizia sociale, l’equità e la solidarietà.
Sappiamo che l’impegno locale non basta per realizzare il cambiamento, ma sappiamo altrettanto che è dal locale e dalle organizzazioni di cittadini volenterosi che nascono consapevolezza, vero cambiamento e politiche all’avanguardia.
I princìpi, nei quali ci riconosciamo e per i quali vogliamo impegnarci insieme, sono:

ACCESSO AL CIBO
Attualmente nel mondo la produzione alimentare è sufficiente a soddisfare il fabbisogno
giornaliero di tutti. Nonostante questo dato, milioni di persone sono affamate o malnutrite. Questo perché l’alimentazione non è garantita come diritto e se non si hanno soldi sufficienti non si accede ad un’alimentazione adeguata. A livello di reddito corrisponde un determinato regime alimentare: spesso la dieta delle persone povere è contraddistinta in larga parte da carboidrati e grassi, cioè alimenti calorici, a basso prezzo, poche vitamine. La polenta degli anni 2000. Acquistare insieme facendo rete, accorciare la filiera, acquistare localmente garantisce a più persone l’accesso al cibo sano e ricco di vitamine, sali minerali fondamentali per uno sviluppo ed un mantenimento corretti dell’organismo.

AMBIENTE
L’ambiente è un elemento fondamentale dell’ecosistema in cui viviamo. Proteggere l’ambiente significa migliorare anche la qualità della vita degli esseri umani e delle altre specie, tutelando e rafforzando le capacità ecosistemiche. Fermare la cementificazione, l’uso di pesticidi/erbicidi, ridurre le emissioni dell’agricoltura, ripristinare le funzioni ambientali dei rivali, delle siepi campestri sono tutte azioni che possiamo sostenere attraverso l’acquisto presso contadini responsabili o attraverso l’azione diretta. L’abbattimento dell’uso di sostanze tossiche permette anche l’eliminazione della loro produzione.

BIODIVERSITÀ
La ricchezza di specie è essenziale per poter sempre disporre di varietà in grado di adattarsi nel migliore dei modi possibili alle condizioni ambientali. La monocultura inoltre espone la crescente popolazione mondiale a rischi di carestia legata sia ai cambiamenti climatici, sia a rischi patogeni. Una specie più adatta alla zona in cui cresce richiede anche meno (o nessun) fertilizzante, pesticida ed erbicidi di origine fossile a beneficio riflesso di salute e ambiente.

CONDIVISIONE
Migliorare le reti sociali ed allargare la consapevolezza permette alle persone di essere più vicine e presenti: di fronte alle difficoltà ma anche per il miglioramento della qualità della vita complessiva. La condivisione delle difficoltà, delle competenze, dei saperi fa aumentare la sicurezza sociale, promuove la coesione e la conoscenza del territorio, elemento imprescindibile per la sua tutela.

CONTARTIGIANATO
L’agricoltura è sempre stata contraddistinta dalla molteplicità delle attività. Oggi molti agricoltori sono poco più che “contoterzisti” nel proprio campo all’interno di una rigida suddivisione industriale del lavoro. Alcuni contadini, sempre di più, sentono l’esigenza di tornare a coltivare la pluriattività: non solo produzione ma anche trasformazione dei prodotti e produzioni artigianali. Questo coltiva la creatività, aumenta le possibilità del baratto e dello scambio paritario, contribuisce a migliorare la qualità della vita, la condivisione dei saperi e la cura del territorio, incentivando ad utilizzarlo in maniera varia e responsabile/conservativa/sostenibile.

DEMOCRAZIA PRODUTTIVA
Noi ci alimentiamo di pochissime specie e ne vengono coltivate poche di più. Questo perché la filiera delle sementi è governata a livello mondiale da pochi attori e la mentalità della standardizzazione del prodotto industriale è stata applicato anche all’agricoltura. È possibile far tornare in seno ai territori locali la possibilità di decidere quanto e cosa produrre al fine di migliorare la qualità della vita di tutti. Con lo studio della biodiversità locale ed il sostegno all’agricoltura alternativa è possibile tornare ad apprezzare la ricchezza di profumi, sapori dei diversi alimenti. Scegliendo di promuovere, sostenere una produzione più varia è possibile dar vita anche ad una più varia alimentazione: questo favorisce la flora batterica e dunque la salute del nostro organismo oltre a tutelare la biodiversità. Avvicinare inoltre la zona di consumo a quella di produzione permette di sapere che si tutela il luogo in cui si vive e vi si promuove l’occupazione equa.

LAVORO EQUO
Non tutti i lavori sono tutelati allo stesso modo. La presenza di tutele e diritti sostanziali – oltre che formali- è fondamentale. Studi confermano la sensazione diffusa che vivere in condizioni di precarietà lavorativa e dunque esistenziale, significa vivere meno e peggio. Il comparto agricolo, a causa della pressione della grande distribuzione e di attori compiacenti nella filiera, scarica i costi su chi materialmente lavora con i piedi nel campo. Acquistare collettivamente e da produttori responsabili permette di combattere le forme di neoschiavismo assicurando a tutti/e la possibilità di vivere dignitosamente del proprio lavoro. Insieme ci impegniamo ad applicare il contratto nazionale di categoria per i lavoratori salariati e a sostenere il lavoro dei contadini eticamente ed
ambientalmente responsabili.

SALUTE
L’uso di pesticidi ed erbicidi in agricoltura è accompagnato da molte istruzioni d’uso volte a limitarne gli effetti dannosi. Nonostante le precauzioni è possibile rintracciare tracce del più famoso erbicida, il Glifosato, anche all’interno del miele BIO e delle falde acquifere – superficiali e profonde, insieme ad altre decine di sostanze chimiche ad uso agricolo- delle campagne mantovane, come analizzato dall’ISPRA. Salute è anche non dover lavorare più di 6/8 ore al giorno. Una persona può permetterselo solo se riceve un adeguato compenso per il proprio lavoro. La maggior necessità di quest’ultimo non deve intaccare il riposo di chi è già occupato, ma promuovere nuovo impiego. Evitare l’uso di sostanze chimiche permette anche l’eliminazione dei loro residui dalla superficie e dall’interno dei cibi.

STAGIONALITÀ
Siamo abituati ad acquistare qualsiasi frutta e verdura in qualsiasi tempo dell’anno. Questo è possibile con l’uso di serre e di importazioni ambientalmente costose che permettono un allungamento del periodo di disponibilità del prodotto. È importante considerare però che gli alimenti da serra hanno una presenza inferiore di vitamine e sali minerali che la pianta dona al frutto solo grazie al giusto apporto di sole, acqua e terra. Imparare a non forzare i cicli produttivi consente di ottenere naturalmente prodotti più ricchi di sostanze nutritive, minerali e vitamine. Le sostanze che vengono a mancare nei terreni sfruttati vengono inserite eventualmente tramite costosi fertilizzanti industriali, che lasciano il terreno incapace di autorigenerarsi.

Associazione eQual
Fattoria “Coazzette”
Fattoria “Corte Cappelletta”
Fattoria “Cuore Verde”
Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Filo di Paglia”

Scarica qui il PDF del Patto

Per ricevere il bollettino periodico con le attività dell’associazione eQual, scrivi a gruppoequal@gmail.com;
Per ricevere il bollettino periodico con le attività e gli acquisti del Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Filo di Paglia” scrivi a gas.ilfilodipaglia.equal@gmail.com.

Ci trovi anche su Facebook: @equal.info, @GASfilodipaglia

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UN PARCO DI MILLE COLORI 2^ EDIZIONE

parcomillecoloriGiochi di gruppo, colori, una sana merenda, musica, laboratorio su api e semi hanno riempito il parco di San Benedetto Po lo scorso sabato in occasione dell’iniziativa promossa dai volontari e le volontarie del GAS Il Filo di Paglia, progetto dell’associazione eQual.

Una proposta concreta per stimolare la curiosità, il dialogo,la partecipazione dei bambini e dei genitori alla vita condivisa del parco e alla cura dei beni comuni: sono nate proposte per il futuro che sottoporremo agli altri genitori e alla cittadinanza, abbiamo seminato insieme prospettive per rendere migliore il parco a beneficio di tutti. Siamo convinti che dai piccoli come dai grandi problemi se ne esca insieme costruendo dialogo, solidarietà e coltivando il cambiamento.

Ringraziamo di cuore le mamme, i papà, i volontari, gli artisti, gli attivisti, le associazioni che hanno contribuito a realizzare questa giornata, ma soprattutto i bambini che ci hanno arricchiti con i loro sorrisi, le loro domande e la loro curiosità.

Rimanete collegati a questa pagina e a quella del GAS il filo di paglia per le prossime iniziative.

Primo Maggio eQualitario

mai2017Quest’anno il nostro primo maggio torna alle origini di condivisione e festa. A Quingentole in riva al Po, per la Festa dei Lavoratori 2017 all’insegna della tradizione e del futuro: la tradizione di un evento celebrato “come una volta”, unita al futuro di libertà, solidarietà e giustizia sociale da conquistare.

Dalle 11 ci sarà spazio per tutte le possibilità: per chi vorrà prenotarsi (*) prepareremo grigliata di carne o vegetariana (con un piccolo contributo per la spesa), per chi invece volesse aggregarsi all’ultimo e/o preferisse non delegare la “nobile arte della griglia”, sarà a disposizione la “griglia libera” con le braci mantenute ardenti per tutto il pomeriggio!

Per brindare acqua e vino (ovviamente rosso)!

In clima di condivisione, oltre alla possibilità della griglia aperta, invitiamo tutti/e a partecipare attivamente portando cibi (torte salate, dolci, etc) o bevande da condividere insieme! Ci sarà la possibilità di sedersi a tavola ma anche tanto spazio per stendere teli.

Nel pomeriggio possibilità di escursione sul fiume con la #StaffettadelPo

* – PER PRENOTARTI PER LA GRIGLIATA CONTATTACI TRAMITE LA PAGINA FB, CON UNA MAIL A GRUPPOEQUAL@GMAIL.COM OPPURE CON SMS/MESSAGGIO WA AL 3405759764.

No ai ricatti, per la giustizia sociale e ambientale

18marzo

NO INCENERITORE A MANTOVA
il 18 marzo in piazza per la giustizia sociale e ambientale

«…Per noi lottare contro bassi salari, licenziamenti e sfruttamento dei lavoratori è sullo stesso identico piano della lotta contro chi scarica i costi di produzione sulla collettività sottoforma di inquinamento. […] Se nel 2016 dobbiamo ancora pensare a come smaltire la produzione di rifiuti è perché quell’incenerimento diventa per l’industriale una forma di guadagno nel business dei rifiuti.».

Così scrivevamo sul caso Burgo-Progest nel luglio 2016 e da allora la nostra posizione non è cambiata. Il peccato originale della vicenda sta nell’atteggiamento tenuto dalle istituzioni. Abbiamo visto una politica che è diventata semplice passacarte di interessi privati rinunciando al proprio ruolo di tutela della salute dei cittadini e di indirizzo e guida delle iniziative economiche sul proprio territorio. Un modo di fare che sul piano ambientale ha portato negli anni a veri e propri disastri.

Il caso Pro Gest-ex Burgo è emblematico: dagli “strani” contatti della Provincia con il gruppo ProGest si è passati ad amministratori vecchi e nuovi troppo impegnati a rimpallarsi responsabilità piuttosto che aprire un dibattito ampio e serio con la cittadinanza e la proprietà per per trovare tutte le vie possibili per non riattivare un inceneritore in una situazione ambientale già pesantemente compromessa. Perché diciamoci la verità: un sistema produttivo basato sulla combustione dei rifiuti (ancor di più se residui plastici) è un sistema obsoleto e una politica istituzionale con le idee chiare dovrebbe avere la forza di respingerlo senza esitazione. L’alternativa la conosciamo tutti: si autorizzano impianti dannosi per la salute e ci ritroviamo “capitale delle cardiopatie infantili” (cit. Gazzetta di Mantova del 27/9/16). I nostri figli, i nostri amici, i nostri genitori si ammalano e di certo non ci consola il fatto che siano malattie “a norma di legge”.

Anche se il TAR dovesse annullare la decisione con cui la Provincia di Mantova ha concesso a ProGest tutto ciò che aveva chiesto (compresa la possibilità di poter bruciare gli scarti da altri 22 siti, scarti la cui composizione è tutt’ora incerta) e si procedesse alla Valutazione di Impatto Ambientale, la partecipazione della cittadinanza verrebbe relegata a mero sfondo e non verrebbe messa in discussione l’”opzione zero”: fare tutto ciò che è necessario per evitare il nuovo inceneritore. Tra l’altro la procura sta indagando sui dati forniti da ProGest alla Provincia per l’iter di approvazione del nuovo impianto: secondo l’esposto presentato dall’ing. Paolo Rabitti, questi sarebbero inesatti e avrebbero viziato l’intero procedimento. Un altro esposto è stato depositato dall’ex consigliere Sergio Ciliegi, che denuncia irregolarità nel procedimento della voltura con la quale la Provincia ha trasferito l’AIA dalla Burgo al progetto ProGest senza passare dalla VIA.

In questi mesi abbiamo seguito attentamente l’evolversi della vicenda e crediamo che tutti dovrebbero ringraziare in modo particolare i cittadini che si sono impegnati per fare i ricorsi e per tenere vivo il dibattito e le persone come l’ing. Paolo Rabitti che si sono impegnate per analizzare tecnicamente i dati mettendoli poi a disposizione dell’opinione pubblica. Il 18 marzo è stata indetta una manifestazione per dire no all’inceneritore, una manifestazione alla quale abbiamo deciso come eQual di partecipare con convinzione.

Vogliamo una politica con le idee chiare che sappia dire no ai ricatti e che persegua con tutti i mezzi necessari la giustizia ambientale che è strettamente legata alla giustizia sociale: non esiste nessun conflitto lavoro-ambiente laddove la politica si dimostra capace di indirizzare l’attività economica affinché essa non si svolga “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, così come affermato dall’articolo 41 della Costituzione.

 

Solidarity Music Fest per le BSA

solidaritybluesfestwebIl 5 FEBBRAIO: SOLIDARITY MUSIC FEST
Concerto di raccolta fondi a Mantova, @ Arci Virgilio per il terremoto e l’emergenza neve

Apertura circolo ore 19 con aperitivo a buffet
Dalle 20 live music con:
★ SOUL OF A MAN (Blues rock)
★ TRIO LOSKI (Rock’n’roll / R&B)

Associazione eQual e Arci Virgilio Club scelgono di sostenere le Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia che praticano nel concreto un’idea solidale che è allo stesso tempo protezione civile, coesione sociale e mutuo soccorso.

Le immagini del terremoto e della nevicata che hanno flagellato il Centro Italia si accompagnano al disastro di uno Stato corrotto e allo sbando. Abbiamo visto le donne e gli uomini del volontariato e i lavoratori dei corpi di Stato come Protezione Civile e Vigili del Fuoco darsi da fare per salvare le vite di donne, uomini e animali. Tra le forze migliori che emergono nei periodi di maggiore crisi ci sono gruppi autorganizzati che praticano la solidarietà in senso democratico.

Il 5 febbraio il concerto Solidarity Music Fest raccoglierà fondi da destinare alle BSA che da mesi sono attive nel Centro Italia nelle zone martoriate dalle calamità naturali. Il circolo aprirà alle ore 19 con un aperitivo a buffet: dalle 20 per sostenere l’evento suoneranno i giovanissimi “Soul of a Man” ed il “Trio Loski”.

Ingresso con tessera Arci a sottoscrizione (minima) di 5 euro.

Tesseramento associazione eQual 2017

equal2017.jpg2012-2017: insieme cinque anni in cammino

Quest’anno eQual compie cinque anni, un lungo periodo di impegno sociale e politico per rimettere al centro solidarietà, diritti e uguaglianza. Il tesseramento 2017 è aperto a tutti/e coloro che vogliono sostenere e partecipare all’associazione per coltivare il terreno del cambiamento. In questo lustro, il nostro percorso nato nel buio della crisi economica, culturale (e politica) ha mantenuto la barra dritta su due temi fondamentali: la giustizia sociale (lavoro e diritti) e quella ambientale (beni comuni, inquinamento, diritto alla città), da cui sono partite tutte le nostre azioni solidali, le riflessioni, gli eventi, le proteste e le proposte.

Abbiamo visto con i nostri occhi che con idee radicali, concretezza e serietà si possono costruire alternative pratiche e rifondare rapporti sociali tra le persone. È una rivoluzione che costruiamo quotidianamente con la solidarietà tra lavoratori, la difesa del territorio dal profitto e dalla speculazione, il recupero della memoria storica e sperimentazioni come il Gruppo di Acquisto Solidale. Partiamo dalla nostra città, dal nostro territorio, ma ci sentiamo parte di un ampio fronte fatto di comitati, associazioni e realtà politiche che da nord a sud ogni giorno si battono per i reali bisogni e i diritti di milioni di persone.

Davanti a noi ci sono ingiustizie sociali, corruzione e la peste nera della guerra tra poveri. Le sfide sono molte e difficili, ma non per questo calerà il nostro impegno: “in direzione ostinata e contraria” continuiamo a coltivare il terreno dell’utopìa per raccogliere il cambiamento.

[ Sarà possibile tesserarsi direttamente agli eventi di eQual oppure chiedendo informazioni alla nostra pagina o via mail a gruppoequal@gmail.com ]

P.S. SAVE THE DATE: giovedì 9 febbraio a Mantova assemblea generale dell’associazione.

 

DI NUOVO UN AUTOBUS IN FIAMME

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Sulla pelle di studenti, pendolari e autisti brucia un sistema malato
Guardate questa foto di un autobus avvolto dalle fiamme, purtroppo non è la prima: un bus di linea prende fuoco e i giovani passeggeri salvi solo per l’intervento tempestivo dell’autista. Il mezzo incendiato era della bresciana SAIA, del gruppo Arriva Italia Srl, holding italiana di Deutsche Bahn e partner di Apam nei trasporti di Brescia Sud. Quelle fiamme sono il simbolo di un disastro economico e politico che ha interessato anche Mantova, il suo trasporto pubblico locale e, più in generale, un’idea di mobilità italiana basata su tagli e privatizzazioni.

Apam, trasformata in Spa a controllo pubblico a parole ma dall’indirizzo privato, ha “creato utili” tagliando migliaia di corse, aumentando il costo degli abbonamenti e precarizzando le condizioni dei lavoratori. Un “risanamento” che è stato scaricato interamente sulle spalle dei pendolari, degli studenti medi e delle loro famiglie. In questo modello di gestione diminuiscono anche i controlli, le riparazioni ed in generale, la sicurezza degli utenti.

Negli scorsi anni, insieme agli studenti e alle studentesse del Network Studentesco, ci siamo impegnati in un lavoro di denuncia e di rivendicazioni nei confronti della politica mantovana e di Apam per contrastare questa tendenza. Nel silenzio delle politica, ribadiamo che Apam va riconvertita in azienda speciale di diritto pubblico: il suo unico obiettivo non devono essere i guadagni degli azionisti, ma garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente, di qualità e accessibile a tutti.
 

 

 

Poletti vattene!

 polettiIl Paese non soffrirà a non averti più tra i piedi

Questo pomeriggio abbiamo voluto rispondere alle parole di Poletti. Non lo chiamiamo Ministro perché non lo riconosciamo più come tale. Questo “signore” è tra i responsabili del Jobs Act e della liberalizzazione dei voucher. Da quando è al Governo ne sono stati venduti oltre 265 milioni.

Lui e il governo Renzi, in linea con i governi dell’ultimo ventennnio, hanno sistematicamente tolto diritti ai lavoratori e spostato oltre 20 miliardi di euro dai salari ai profitti; hanno tagliato i fondi a scuola e università, approvato la buona scuola e firmato accordi con Mc Donald’s per mandare gli studenti a friggere patatine, chiamando “tirocinio formativo” il lavoro non pagato.
Nonostante la sonora bocciatura al referendum del 4 dicembre, nonostante i fallimenti evidenti delle politiche del lavoro (sfruttato e precario) introdotte in questi anni, con la battuta sui giovani espatriati per cercare lavoro, Poletti abusa ancora della nostra pazienza.

Ora basta: Poletti si deve dimettere ed il Paese non soffrirà a non averlo più tra i piedi.

LAVORO E WELFARE A MANTOVA: NON È UNA SLIDE CHE CAMBIA LA VITA

stageFermiamo l’istituzionalizzazione della precarietà

Il Comune di Mantova ha annunciato di volere spendere 500mila euro in tirocini formativi retribuiti e in incentivi all’assunzione di giovani (16-29 anni) residenti a Mantova in aziende di tutta la provincia. Questo progetto non ha ancora un nome ma negli annunci entusiastici ricorda da vicino la fallimentare “Garanzia Giovani” che ha avuto come unico risultato la spartizione di 1,5 miliardi di euro pubblici tra agenzie interinali private ed imprese (comprese le false cooperative “sociali”).

In questi progetti ai giovani vengono lasciate le briciole, tirocini in aziende che ricevono un lauto sussidio e sulle quali non c’è controllo su orari e mansioni: ci sono testimonianze nel mantovano che raccontano dell’espediente di cambiare il “giovane da inserire” ogni tot mesi per ricevere più fondi regionali ed assicurarsi manodopera a basso costo sotto forma di stage.

Le politiche attive del lavoro degli ultimi anni stanno rendendo sempre più strutturale la precarietà, plasmando la persona per abbatterne le aspettative e i diritti e renderla merce a basso costo con lavori sottopagati e “freejob”. La disoccupazione sul territorio mantovano, al netto delle statistiche che definiscono occupato chi lavora per pochi voucher a settimana, ha ormai superato il 10% con una crescita preoccupante della fascia tra i 24 e i 34 anni.

Visto che per ora siamo solo alla fase degli annunci e alle slide sul web, chiediamo al Comune di Mantova di impegnarsi concretamente affinché il progetto annunciato non si trasformi nei soliti regali per gli imprenditori locali. Chiediamo che vengano privilegiate le imprese giovanili che possono realmente beneficiare di una scossa positiva e le realtà organizzate in modo autenticamente cooperativo. Si potrebbero pensare interventi anche per inoccupati con più di 29 anni, visto che ormai la disoccupazione riguarda tutte le età.

Infine chiediamo al Comune di impegnarsi attivamente per eliminare l’utilizzo dei voucher come forma di pagamento all’interno dei propri servizi e di eliminare l’utilizzo del volontariato laddove si presenta come lavoro camuffato. Chiediamo di prevedere fin da subito controlli su mansioni e orari e di garantire il pagamento del lavoro svolto con salari giusti.

Cosa sta succedendo in Francia?

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo contributo scritto da Calimaco, compagno mantovano che ha avuto modo di indagare sul campo alcuni aspetti della mobilitazione contro la “Loi du Travail”, la nuova legge sul lavoro francese. 

“Trovandomi in Francia per motivi personali condivido con i compagni di eQual queste poche impressioni raccolte sul campo con l’intento di riportare alcuni particolari che normalmente non si trovano sui media e che possono aiutare a capire meglio cosa sta accadendo in Francia.

13442124_1139416992766203_450629723982607853_nDiscutendo con amici lavoratori dipendenti e con diverse persone che per vivere esercitano un’attività in proprio, emerge chiaramente una profonda delusione per l’attuale governo in carica. Governo che si autodefinisce di sinistra, ma che ormai analogamente come in altri paesi, ha una tabella di marcia dettata da poteri che stanno più in alto, i quali han deciso di intaccare i pilastri dello stato sociale e le garanzie dei cittadini e dei lavoratori. Mi ha sorpreso la preoccupazione di tanti piccoli imprenditori ben consapevoli che la riforma del Lavoro “Loi du Travail” favorirà principalmente i grandi gruppi ed avrà quindi ripercussioni anche sull’economia dei piccoli commercianti oltre che sui salari dei lavoratori ed è per questo che spesso sono solidali con chi protesta e sciopera. Sanno che la riforma serve principalmente per contenere le richieste salariali: con meno denaro disponibile da spendere i lavoratori si rivolgeranno verso la grande distribuzione per risparmiare. Molti di loro sono immigrati in Francia e hanno la sensazione di rivivere un film già visto quando si son spostati dall’Italia alla Francia per trovare un’opportunità, anche mettendosi in proprio. In Francia dove la piccola distribuzione riesce ancora a resistere nei centri urbani ci sono ancora molte attività commerciali aperte, che rendono viva la città.

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La seconda impressione che emerge chiaramente raccogliendo le testimonianze di molti
lavoratori è la consapevolezza che se non verrà contrastato il disegno di legge “El Khomri” il governo non si fermerà. Sono convinti che chi gli detta la linea (grandi imprese, banche e speculatori) ha appetiti che difficilmente possono essere soddisfatti. Dopo la riforma del lavoro sanno che uno dei pilastri successivi è la sanità: la finanza è interessata dalla massa di denaro che si potrebbe riversare nei mercati dalla ingerenza del privato nella sanità pubblica.

Allora a questo punto trovandomi a Nizza, in uno dei centri urbani più importanti per popolazione ed economia, vorrei vedere materialmente cosa gira intorno a chi è riuscito ad organizzare la protesta che prima è partita dagli studenti e poi dai lavoratori.

Mi informo sulla sede locale della CGT, una delle sigle sindacali più grandi in Francia, ma curiosamente i miei amici non sanno dove sia e neppure ne hanno memoria. IMG-20160622-WA0001

Cerco su internet “Union locale Nice C.G.T.” all’inizio del Boulevard Jean Jaurés al numero 34, partendo da Place Masséna ai lati della Promenade du Paillon, bellissimo e centralissimo giardino pubblico. Mi avvio e abituato alle camere del lavoro metropolitane di Bologna, Milano, o Brescia, comparabili per importanza ad una città come Nizza, cerco di individuare un palazzo che possa occupare la Union Locale. Con grande sorpresa trovo al numero 34 una singola vetrina con annessa porta d’ingresso.

Penso ad un’errore.

Invece sono tutto li come struttura che si fonda sulla militanza e penso a cosa sono stati in grado di fare ed organizzare con pochissime risorse a disposizione. Chiedo informazioni e mi viene spiegato che la CGT ha circa 600.00 iscritti a livello nazionale. Inoltre non si occupa di servizi ai cittadini direttamente, in quanto il cittadino è già seguito a livello nazionale e locale per i servizi, l’attività principale del sindacato è la parte sindacale.

Grandi.”